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Janos
Willmann, esule ungherese a Bologna, era un buon cattolico: faceva
parte del gruppo dei “ragazzi del cardinal Lercaro”, e tra gli amici
annoverava anche il vescovo di Imola. Tutto ciò non gli è stato
sufficiente per avere un funerale in chiesa: Willmann aveva infatti
chiesto di essere sepolto nella patria d’origine, e aveva pertanto
lasciato disposto che il suo corpo fosse cremato. Poiché la cremazione
è avvenuta prima del rito, e al funerale (secondo la dottrina
cattolica) deve esserci il corpo, il funerale non si è svolto: o
meglio, si è svolta una funzione senza l’urna. “Le regole sono queste”,
ricorda ora il parroco, don Saul. Il vescovo ausiliare di Bologna,
mons. Vecchi, ha dichiarato di essere dispiaciuto per l’equivoco: ma
“tra un mese celebreremo una messa di suffragio per lui”.
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