Admin2 Scrivere "18/01/2010 - La stampa.
Scatta il reato di maltrattamenti in famiglia se uno dei coniugi vuole imporre, anche in modo violento, le proprie convinzioni religiose all’altro.
Processo
La Sesta Sezione penale di Cassazione, con la sentenza n. 64, ha confermato la condanna inflitta ad un uomo dai giudici d’appello per maltrattamenti nei confronti della moglie. Invano, l’uomo si è rivolto ai giudici con l’ermellino contro la sentenza d’appello sulla trascuratezza da parte dei giudici del merito della considerazione della sua appartenenza alla congregazione dei testimoni di Geova che sposa una visione dei rapporti familiari caratterizzata dalla supremazia dell’uomo. Da che scaturisce la presunta inconsapevolezza con cui picchiava la donna.
Motivazione
Naturalmente il ricorso è stato rigettato. L’imposizione ad altri, anche violenta, delle proprie convinzioni religiose costituisce condotta consapevolmente antigiuridica, anche in relazione alla conoscenza acquisita dei diritti e doveri dei coniugi quali determinati dalle norme del codice civile, anche in tema di parità dei coniugi, norme tutt’ altro che derogate per gli aderenti a qualunque credo religioso.
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