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Eroici Furori: Politica italiana

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Genialità del ministro Tremonti
Politica italiana renatopierri Scrivere "

Affaritaliani 18 agosto 2010

 Genialità del ministro Tremonti

Credo che il discorso più intelligente, originale, perfino geniale direi, su un politico scomparso, lo abbia fatto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Per ricordare l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, ha detto: "I politici si dividono in due categorie: gli uomini e gli altri. Francesco Cossiga era un uomo". Così saprò come ricordare un caro collega insegnante scomparso: "Gli insegnanti si dividono in due categorie: gli uomini e gli altri. Il mio collega era un uomo". Oppure, non so, il mio caro amico poliziotto: "I poliziotti si dividono in due categorie...". O il mio caro amico giornalista. O anche quella cara amica monaca: "Le monache si dividono in due categorie: le donne e le altre. La cara amica mia era una donna". Geniale.

Attilio Doni

 

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Postato da polymita il Venerdì, 20 agosto @ 12:23:53 CEST (17 letture)
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Una cosa mi consola
Politica italiana renatopierri Scrivere "

Il Fatto Quotidiano17 agosto 2010

Si azzuffano, ma lo fanno per il Paese…

Certo, è uno spettacolo triste vedere un duellante, mentre s'incrociano le spade, ricorrere alla pistola per eliminare il rivale. E' uno spettacolo triste, ma una cosa mi consola. In questo periodo, più che mai, uomini politici, nonché giornalisti al servizio d’uomini politici, si azzuffano come dannati, e non esitano a ricorrere a qualsiasi mezzo per sconfiggere l'avversario.  Assistere ad una lotta senza regole, dove regnano bassezze e meschinità e vigliaccheria, è uno spettacolo assai triste. Ricorrere ad un mezzo cattivo, pessimo, per raggiungere lo scopo, non è edificante. Ma una cosa mi consola.  La bontà del fine è la cosa che mi consola. Lo scopo che uomini politici e alcuni giornalisti si prefiggono in questa singolar tenzone, necessariamente è il bene comune, l'interesse del Paese. Come spiegare altrimenti tanto ardore?

 Renato Pierri

 

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Postato da polymita il Venerdì, 20 agosto @ 12:19:13 CEST (15 letture)
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Missione in Afganistan. Il soldato suicida
Politica italiana renatopierri Scrivere "

Corriere Della Sera; Il Tenpo 28 luglio 2010; La Stampa 29 luglio; con i rispettivi titoli:

Missione in Afganistan. Il soldato suicida

Un militare non eroe…

Onore agli eroi e anche ai martiri

Un militare italiano si è suicidato in Afghanistan. Poiché non è morto a causa di un attentato o di uno scontro a fuoco, nessuno lo chiamerà eroe, e certamente non si penserà a funerali di Stato. Però, se il militare italiano si è ucciso a causa di una guerra assurda, insensata, se non è un eroe, sicuramente è un martire. E se si rendono onori agli eroi, sarebbe giusto tributare onori anche ai martiri. Tuttavia non credo sarà facile conoscere ciò che ha spinto il militare al suicidio. Se avesse lasciato scritto qualcosa riguardo ad un suo eventuale disgusto per una guerra crudele ed inutile, nessuno lo saprebbe mai.

Francesca Ribeiro

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Postato da polymita il Giovedì, 29 luglio @ 12:21:20 CEST (45 letture)
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Notizie nascoste su volantini e manifesti
Politica italiana renatopierri Scrivere "
Beppe Sebaste su L'Unità del 18 luglio scrive: "La maggior parte degli elettori di questo Paese non ha accesso alla realtà dei fatti perché guarda appunto il Tg1 e i Tg Mediaset e vota Berlusconi. La maggior parte degli elettori di questo paese, come gli abitanti della caverna di Platone,  non sa nulla dei discorsi del presidente della Camera Fini a difesa della legalità, lo considera un traditore...Nulla sanno della corruzione, della camorra al governo, della puttane del Capo ecc. Lo sanno in tutto il mondo, ma in Italia no. Il mio è un appello ai politici democratici e repubblicani di qualunque schieramento: se andate in Tv, su Raiuno e Mediaset soprattutto, non dite altro che questo: le verità nascoste. Avvertite il popolo nell'ombra della caverna della gravità taciuta". Ma sarebbe sufficiente? E quanto spazio darebbero Raiuno e Mediaset  agli uomini politici di buona volontà intenzionati a riferire le verità nascoste? A molti elettori, a quelli che guardano solo il Tg1 e i Tg Mediaset,  e a quelli che non hanno la possibilità di accedere ad internet, certe notizie non arriveranno mai. L'unica strada percorribile potrebbe essere quella di stampare in maniera concisa ed efficace le notizie nascoste, su volantini e manifesti e farne capillare diffusione. Volantini e manifesti con bei titoli: "Fini difensore della legalità"; "Le puttane del Capo"; "La camorra al governo"; "Senatori dalla morale adamantina", e via di seguito.
 
Attilio Doni
Genova
 
Risposta di Beppe Sebaste
Gentile Attilio Doni, lei ha ragione, è una bella idea, e comunque dà il senso dell'emergenza...
Lo scriva in una lettera all'Unità, la prego.. E' giusto che altri possano leggerlo e condividerlo...
Con un cordialissimo saluto, 
beppe sebaste
 
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Postato da Polymita il Martedì, 20 luglio @ 10:14:43 CEST (32 letture)
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Scuola pubblica (e Costituzione), demolizione in corso
Politica italiana falco666 Scrivere "

di Michele Martelli da Micromega

In pieno fervore i lavori di Berlusconi III per la demolizione della scuola e dell’istruzione pubblica a favore della scuola e dell’educazione cattolica. Costituzione della Repubblica italiana: «Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge» (art. 8); «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato» (art. 33). Se il governo privilegia la religione cattolica e ne finanzia le scuole, non tutte le religioni sono uguali davanti alla legge. Ce n’è una, la cattolica apostolica romana, che è più uguale delle altre. Palese la violazione della Costituzione. Che, sottoposta alle ruspe della ditta dell’Unto del Signore, continua a perdere pezzi da tutti i lati. Come un edificio in stato di demolizione.



L’“Accordo di revisione del Concordato Lateranense”, firmato da Craxi e Casaroli il 18 febbraio 1984, fu una vittoria di Pirro per lo Stato italiano. In realtà, un colossale inciucio. E la parte dell’inciucista la fece l’inglorioso governo detto allora del Caf (Craxi Andreotti Forlani), non la Chiesa, che dell’accordo intascò utili e vantaggi. La religione cattolica, è vero, perse il privilegio di essere (come dal 1929 al 1984) «la sola religione dello Stato italiano» (Protocollo addizionale dell’Accordo, art. 1), il che scaturì, più che altro, dall’inevitabile presa d’atto dei processi di secolarizzazione in corso nella società italiana (vittorie referendarie su divorzio, aborto ecc.).

Tuttavia la Chiesa, oltre a numerose facilitazioni e regalìe in campo fiscale (vedi l’otto per mille), conservò anche il privilegio dell’insegnamento della religione cattolica (Irc) nella scuola pubblica.
L’Irc da obbligatorio quale era prima divenne opzionale, ma fu comunque garantito dallo Stato e con i soldi dello Stato, cioè di tutti i contribuenti (cattolici e non). In base all’Accordo, all’atto di iscrizione genitori e studenti avrebbero dovuto scegliere «se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento [l’Irc], senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione» (art. 9.2).


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Postato da polymita il Lunedì, 12 aprile @ 11:02:16 CEST (54 letture)
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La Ragion del capo di Stato...
Politica italiana falco666 Scrivere "


Altro che impeachment, ci vuole comprensione. E non tanto quando il Presidente firma ciò che firma e lavora come sa lui, ma principalmente quando poi cerca di giustificare il proprio operato. Dei ragionamenti imbarazzanti, se rapportati alla carica che rappresenta.

Un tentativo di puerile giustificazione che fa quasi preferire l'audacia e la faccia tosta del biscione, sempre estremamente sincero nel mentire.

Sarebbe stato interessante poter chiedere al simpatico inquilino del Colle, quali, secondo lui, possano essere gli impedimenti tecnico-legislativi su cui si debba prendere in considerazione una esclusione di eventuali candidati e liste, qualora questi facciano ricorso alla minaccia del furore di piazza! Sembrerebbe non esisterne.

Nelle ridicole scusanti del Presidente c'è un cedimento totale alla minaccia populistica, tutta da dimostrare nei fatti, per ora solo gonfiata mediaticamente. Se le cose stessero come paventa Napolitano, controlli e regolamenti sarebbero inutili, in toto, e quindi da eliminare. E pensare che “il governo del fare”, non le ha nemmeno snellite le regole, come promesso in campagna elettorale, pur gravandoci di un ministro apposito. Il governo del fare... poco.

Comunque, un Presidente così non scontenta “quasi” nessuno; e come potrebbe in effetti? Anche il corsaro di Gallipoli l'ha difeso a spada tratta, difeso per modo di dire. Basta sminuirne il ruolo e rendere il presidente della Repubblica un soprammobile istituzionale e a quel punto, che gravi errori si possono poi compiere? Questa è la lettura chiarissima che ha dato D'Alema dell'accaduto e d'altra parte, il baffetto condivide con il capo del governo il sogno di un premier che eclissi il presidente della Repubblica da tanto tempo.

Comunque grazie a Napolitano, i quindici milioni di elettori del PDL, gliel'hanno detto e lui l'ha bevuta così, hanno potuto ancora sperare. Se fossero stati solo una milionata, chissenefregava... “avanti o popolo...”

Il super Presidente dalla penna facile ha cercato di garantire loro il voto, come se in qualche modo qualcuno glielo avesse negato e di evitare così al PDL di doversi giustificare di fronte ai propri elettori e cercare di recuperare i consensi persi a causa della propria incompetenza e dilettantesca gestione (parole di esponenti autorevoli del centrodestra).

Grazie comunque a Napolitano, monito per i giovani sul significato e sui risultati della formazione del vero comunista di un tempo. “W la ragion di partito”.


falco666(fabrizio filatro)

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Postato da polymita il Mercoledì, 10 marzo @ 09:14:05 CET (216 letture)
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Ma quanto razzismo contro il principe
Politica italiana Admin2 Scrivere "
articolo di lunedì 22 febbraio 2010 - Il Giornale

di Tony Damascelli

Ultima moda dell’intolleranza intelligente: a Sanremo fischi e insulti al giovane Savoia
C’è pure la prova tv. In diretta, su Raiuno, sabato sera, un quindici milioni di italiani collegati, adunata oceanica, spalti gremiti. Appare sul palco un signore di anni trentotto, già visto e rivisto in altri eventi televisivi, pure sulla stessa rete, ballerino trionfatore. Per evitare lungaggini viene presentato come Emanuele Filiberto e basta, tralasciando l’enunciazione totale della carta di identità: Emanuele Umberto Reza Ciro Renè Maria. Canta assieme a Ghinazzi Enzo, anche nel caso suo accorciato in Pupo, e al tenore Canonici Luca, paro paro da documento anagrafico. Il pubblico prende ad agitarsi, uheggia, parte qualche insulto, brusio, rumori, aumenta il numero dei fischi, la scena già si era vista nei giorni precedenti la finale, sempre in coincidenza con l’apparizione del Savoia. Il quale non essendo di colore ma anzi tendente al pallido non può fare notizia se non ridicola, oggetto di derisione, satira, sarcasmo, barzellette varie, tipo sua altezza al fianco del miniPupo oppure il principe del pisello per non dire peggio. Bah.
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Postato da Polymita il Lunedì, 08 marzo @ 08:00:00 CET (71 letture)
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Gli impresentabili
Politica italiana Admin2 Scrivere "
Corrotti, rinviati a giudizio, collusi e fuori dalle regole. Eppure sono in lista.

I codici etici li hanno chiusi nel cassetto. Le leggi anti-corruzione le hanno solo promesse. La pulizia l’hanno annunciata. Le liste per le elezioni regionali sono una carrellata di pregiudicati, rinviati a giudizio, gente in affari con i boss, corrotti. Il resto è fatto di professionisti della politica, trasformisti, figli e cognati, ex portaborse, igieniste dentali e veline varie. Tutti in corsa per una carica non da poco. E non per i ricchi emolumenti, ma per i compiti sempre più delicati che sono assegnati alle regioni. Qui passano le spese per lo sviluppo e il lavoro, i trasporti, l'istruzione, la cultura e la salute dei cittadini. Per questo non possiamo che indignarci di fronte al lungo elenco di candidati “impresentabili” che si propongono, a nord come a sud, a destra come a sinistra. I casi più eclatanti Campania e Calabria. Nella regione che fu di Bassolino c'è un signore, Nicola Cosentino, per il quale diversi giudici hanno chiesto l'arresto per Camorra, che da coordinatore del Pdl ha selezionato i futuri consiglieri. Sull'altro versante, Pd e centrosinistra, c'è un candidato presidente, Vincenzo De Luca, che tra marzo e aprile dovrà sedersi davanti a un Tribunale per rispondere di accuse pesanti, che ha fatto altrettanto. In Calabria non si candida l'ex consigliere coinvolto in fatti di mafia, ma il figlio. Il suo compare, invece, ci mette la faccia. E così tutti gli ex onorevoli regionali coinvolti nell'inchiesta Why Not?. Tutti insieme, allegramente. E' la futura classe dirigente.
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Postato da Polymita il Mercoledì, 03 marzo @ 09:54:38 CET (182 letture)
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Craxi e la sera della politica
Politica italiana Admin2 Scrivere "

All’Unità era pronto l’editoriale a favore del decreto Conso, alla fine fu sostituito, morì la Prima Repubblica


Credo che Bettino Craxi sia stato l’ultimo difensore dell’autonomia della politica. E’ il suo grande merito. Forse è anche la ragione vera della sua sconfitta e della sua rovina. Perché? Semplicemente perché in quei primi anni Novanta, all’indomani della caduta del comunismo, il capitalismo occidentale stava sperimentando nuove strade, cioè si stava indirizzando verso l’idea che il potere economico – cancellato lo spettro della rivoluzione – non avesse più bisogno della mediazione sociale e potesse assumere direttamente il “comando” della società, detronizzando la politica e le sue “mollezze”. E’ dentro questo disegno, questo terremoto, che nasce l’inchiesta Mani pulite: la magistratura si trova catapultata su una scena nella quale sta avvenendo un fortissimo rimescolamento dei poteri, e che lascia spazi a protagonisti nuovi, in grado di liberarsi da vecchie subordinazioni e di assumere compiti di primissimo piano. La magistratura decide di diventare il primo di questi protagonisti. E’ la sua grande occasione: la coglie.
La prima impressione è che con l’inchiesta Mani pulite, nel ’92-93, i giudici mettano sotto scacco sia la politica sia l’economia. Forse anche loro credono che le cose stiano così. Però non è vero.
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Postato da Polymita il Martedì, 23 febbraio @ 08:00:00 CET (167 letture)
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Si vergogni, è incensurato
Politica italiana Admin2 Scrivere "
  di Marco Travaglio
     Triste dirlo, ma è così: Berlusconi si conferma il politico italiano più sintonizzato col sentire comune. Il suo proverbiale fiuto, misto alle indubitabili doti di pubblicitario, l’ha portato a cogliere immediatamente lo sconquasso che nella pubblica opinione stanno suscitando gli scandali della Corruzione Civile Spa e le mazzette e mazzettine sparse qua e là per l’Italia. Mentre Bersani sta a Sanremo, il Banana annuncia norme più severe anticorruzione e pare voglia addirittura condizionare le candidature in Campania all’immacolatezza della fedina penale. Si tratta – lo sappiamo bene – di spot, fumo negli occhi. Un noto corruttore che approva leggi anticorruzione, se non facesse pura propaganda per nascondere la vergogna della legge anti-intercettazioni prossima ventura, sarebbe un caso di cannibalismo. Ma è significativo che senta l’esigenza di lanciare il segnale. Del resto il Pd gli ha regalato un assist da fuoriclasse, candidando in Campania, regione-simbolo della questione morale anzi immorale, un tre volte imputato.
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Postato da Polymita il Venerdì, 19 febbraio @ 13:21:15 CET (137 letture)
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Polverini, tutta case e Chiesa
Politica italiana falco666 Scrivere "


Gli affari immobiliari di Renata Polverini e quell’appartamento comprato dallo Ior.

di Marco Lillo, da "Il Fatto Quotidiano", 23 gennaio 2010

La prima scena consegnata ai biografi immortala la piccola Polverini nella sua modesta casa romana. Renata si è appena diplomata all’istituto di ragioneria della Magliana. La sua materia preferita è l’educazione fisica e vorrebbe iscriversi all’Isef. Mamma Giovanna, umile sindacalista della vecchia Cisnal (il sindacato di destra che oggi si chiama Ugl) deve dirle di no. Rimasta vedova quando Renata aveva due anni, è stanca di tirare la carretta da sola. Guarda la figlia con gli occhi rossi e per la prima volta la tratta da donna: “Renata, non ce lo possiamo permettere”. In quell’istante, racconterà poi lady Ugl a Vittorio Zincone sulMagazine, “realizzai che le cene di mamma a base di pane e tè non erano solo una tecnica per restare leggeri”. La scena finale è ritratta da Giovanna Vitale su Repubblica: “47 anni, da 4 alla guida dell’Ugl, il piccolo sindacato di destra che lei ha portato al tavolo dei grandi, corteggiatissima dai talk show e frequentatrice della Roma bene che ama ricevere nel suo salotto sull’Aventino”.

Il passaggio dalla Magliana al salotto dell’Aventino sembra la declinazione immobiliare del “sogno italiano”. Il catasto parla chiaro: Renata Polverini possiede due appartamenti (con quattro ingressi) per complessivi 16,5 vani catastali più tre box e due cantine in un palazzo non lussuoso ma incastonato nel verde della collina di San Saba, tra Aventino e Testaccio. Come ha fatto ad accumulare un patrimonio che vale oggi circa 1,5 milioni di euro? La leader sindacale nel 2002 ha acquistato una delle sue case a prezzo stracciato dallo Ior, la banca del Vaticano. Mentre la seconda è arrivata (a prezzo più alto) da una società vicina allo Ior, la Marine Sud Investimenti, intestata per il 99 per cento a una società anonima. 


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Postato da polymita il Lunedì, 15 febbraio @ 09:42:44 CET (194 letture)
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Regionali, si candida Tinto Brass. Con i radicali nel Lazio e nel Veneto
Politica italiana spike Scrivere "
Correrà anche il regista Tinto Brass alle prossime Regionali: il cineasta sarà presente nelle liste dei radicali e si candiderà nel Lazio e nel Veneto. Lo ha annunciato lui stesso ai microfoni del programma di Radio2 "Un giorno da pecora". "Mi hanno chiesto di candidarmi come nome di prestigio nelle liste Bonino-Pannella. Ho accettato", ha detto, precisando che il suo programma avrà un solo punto: eros è liberazione.

Poi il regista ha aggiunto: "Sicuramente portero' dei voti alla lista Bonino-Pannella". E poi "non e' la prima volta che mi candido con i Radicali. Qualche anno fa mi candidai con il mio nome di battesimo Giuseppe Brass, nessuno mi riconobbe. Questa volta mi posso candidare con il mio nome d'arte Tinto Brass.

Portero' tanti voti". Interrogato dai due conduttori, Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, sui temi caldi della politica, Brass ha risposto: "Il processo breve non mi interessa perche' io non ho processi in corso, e quindi non sono tra i possibili beneficiari. E al body scanner sono contrario. Sarei favorevole solo se io fossi uno degli addetti ai controlli". Bonino e Polverini? "Le prenderei per fare un film. Un film su una grande ammucchiata".
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Postato da Polymita il Sabato, 30 gennaio @ 13:17:18 CET (498 letture)
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Caccia alla strega Bonino
Politica italiana falco666 Scrivere "


Emma Bonino è la candidata da bruciare. Tra insulti e anatemi, contro l'abortista radicale sparano i giornali all'ombra delle gerarchie vaticane e dei boss della sanità nel Lazio.

di Norma Rangeri, da "il manifesto", 23 gennaio 2010

Esorcisti di tutto il mondo uniamoci contro Emma Bonino, l'abortista assassina. Il grido d'allarme non è l'ultima follia di monsignor Milingo, ma il vellutato inizio della campagna politico-editoriale contro «L'abortista fai da te che vuole prendersi il Lazio» (Libero). Nella città del papa si è aperta una guerriglia di religione contro la profondità del male incarnato da una donna abitata dallo spirito maligno («Scatta l'ora del diavolo», (Il Foglio). Che i vescovi si preparino al combattimento, o, in alternativa, si armino i nuovi comitati civici in memoria di quelli di Gedda.

Le vecchie foto degli anni '70, con la militante radicale del Cisa (centro italiano sterilizzazione e aborto) mentre sta facendo abortire una donna con il metodo sicuro dell'aspirazione (anziché il medioevale raschiamento), vogliono suggerire agli spin-doctor dell'avversaria, Renata Polverini, l'uso del termine assassina, «perché le donne si rivolgevano a lei per uccidere il figlio che portavano in grembo». E Polverini si è messa già in riga: «Se la foto è vera, mi dispiace».

Si accomodi anche il Bossi più truce, quando il leader leghista tuonava contro la donna radicale che voleva «una società senza famiglia, di vecchi dove al ricambio generazionale subentra l'immigrazione». I linguaggi sanguinolenti, gli insulti e le diavolerie hanno diffuso il panico nelle stesse file del centrodestra, allarmate dalla possibilità che per fermare la bomba laica Bonino si scateni davvero un referendum, pro o contro il Vaticano e la Chiesa. Con il rischio di perderlo.


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Postato da polymita il Mercoledì, 27 gennaio @ 10:39:34 CET (893 letture)
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Per brevità...
Politica italiana falco666 Scrivere "


Cosa distingue ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, corrotto, marcio? Nel parlare di tutti i giorni, nelle grandi discussioni , tra piccoli cittadini come si farà ad identificare ancora la corruzione, quando questa non sarà più possibile accertarla con gli istituti comuni che la società si è data?

Un processo, ciò che si dibatte, quello che emerge in corso ed il sigillo del giudizio finale davano garanzia che tutto ciò che si poteva e si doveva fare per perseguire, anche se da lontano, l'astrazione di giustizia, fosse stato fatto. La stessa paura per questa pur vaga idea di giustizia già faceva volare via alcuni dei corruttori e degli sfruttatori di questa società, magari in villaggi tropicali o li consigliava di nascondersi ancor più nell'ombra … Quando le sentenze non sarà più possibile pronunziarle per ...scarsità di tempi, i loschi figuri potranno ritornare e camminare a testa alta nel paese da loro defraudato e a noi, legati ad un concetto di giustizia amministrato e garantito dalla società non rimarrà nemmeno il lusso della chiacchiera da bar, della condanna da marciapiede, forti della fiducia nell'operato della magistratura.

Sarebbe interessate se il concetto di brevità tanto sbandierato ultimamente per la povera lumacona giustizia fosse applicato anche alla tartarughesca sanità: “caro cittadino, l'intervento, a torto o ragione, richiede tempi troppo lunghi... arrivederci per lei è scattata la prescrizione”.


falco666(fabrizio filatro)

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Postato da polymita il Sabato, 23 gennaio @ 16:07:18 CET (756 letture)
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Editoriale di Minzolini
Politica italiana falco666 Scrivere "


Editoriale di Minzolini: «Craxi statista salvò l'Italia»

Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini 'celebra' con un editoriale Bettino Craxi, e Antonio Di Pietro si ribella annunciando querele contro il direttore, mentre Stefania Craxi lo ringrazia dal profondo del cuore per la presa di posizione in difesa di suo padre. Minzolini nel suo editoriale ha esaltato la figura dello scomparso segretario socialista, affermando, tra l'altro, che «non ha bisogno di nessuna riabilitazione» e che per la storia «va già ricordato oggi come uno statista».

«Craxi è stato trasformato nel capro espiatorio di un sistema che era stato l'ultimo residuo della guerra fredda, una democrazia costosa permise al paese di restare per cinquant'anni nel mondo libero». «Della sua figura si discute molto, c'è chi vorrebbe dedicargli una strada, chi si oppone, chi lo considera un grande uomo e chi un mezzo delinquente. È arrivato il momento - ha sottolineato Minzolini - di guardare alla sua vicenda con gli occhi della storia». «Basti pensare - ha ricordato - che il reato portante di tangentopoli, cioè il finanziamento illecito ai partiti, era stato oggetto di un'amnistia appena due anni prima, un colpo di spugna che preservò alcuni e dannò altri. La verità è che ad un problema politico fu data una soluzione giudiziaria e l'unico che ebbe il coraggio di porre in questi termini la questione, cioè Craxi, fu spedito alla ghigliottina».

Minzolini ha quindi osservato che in quegli anni si «alterò l'equilibrio nel rapporto tra politica e magistratura» e che questo «per quasi un ventennio ha fatto cadere governi per inchieste che spesso non hanno portato da nessuna parte e che ha lanciato nell'agone politico i magistrati che ne erano stati protagonisti». «Querelerò Augusto Minzolini e lo denuncerò alle Camere e al Paese per le sue affermazioni fatte nel suo editoriale», ha fatto subito sapere Antonio Di Pietro che ha aggiunto: «Sarà la storia a giudicare Bettino Craxi come statista. Io l'ho indagato come magistrato e non spetta a me stabilire se era uno statista. È stato condannato perchè aveva tre conti correnti non per il partito ma per se stesso, era un corrotto e ha fatto il latitante». Per il leader di Idv, «a questo punto il problema non è Craxi ma Minzolini» che «ha raccontato bugie sul servizio pubblico pagato dagli utenti. È inaccettabile che abbia paragonato Craxi al Papa». «Rivolgo un grazie al Direttore Augusto Minzolini - è stata invece la reazione soddisfatta di Stefania Craxi - per il suo editoriale in ricordo di Bettino Craxi, uno Statista che ha dato la vita per il bene del Paese. Le sue idee innovative sono ormai patrimonio di tutti gli italiani».


www.unita.it

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Postato da polymita il Sabato, 23 gennaio @ 16:06:30 CET (44 letture)
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Calderoli, il rito pagano e Tettamanzi
Politica italiana falco666 Scrivere "di Beatrice Borromeo

“A Pontida Roberto annunciò che ci saremmo sposati con rito celtico. E’ stata una sua idea, per me una sorpresa – ricorda la moglie del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, Sabina Negri – e Formentini, che doveva celebrare, venne da me e mi chiese: ma come si sposano i celti?”.

Le prime vere nozze padane – e pagane – le ha celebrate il 20 settembre del 1998 l’ex sindaco di Milano Marco Formentini, druido per l’occasione, nel nordico castello di Gianluca Vialli a Cremona. Sulle note verdiane di Va pensiero, suonata al pianoforte dal senatur (e ospite d’onore) Umberto Bossi, sfilava col suo abito bianco dai contorni rigorosamente verdi la Negri, diventando la bionda consorte dell’allora segretario nazionale della Lega lombarda, Calderoli. Ci tenevano a rispettare le tradizioni, ma gli ostacoli, racconta Sabina, erano tanti. Perché quelle tradizioni nessuno le conosceva: “I Celti non hanno lasciato nulla di scritto. Sapevamo solo che dovevamo scambiarci i bracciali al posto degli anelli e che dovevamo avere tanti testimoni. Io e Roberto ne avevamo quattro ciascuno, tra i miei c’era anche un ex fidanzato. Poi Formentini si è arrampicato sull’albero per raccogliere il sacro vischio”. Non è mancato il sidro, offerto dal druido agli sposi, ma per Sabina “non era affatto buono, un saporaccio. Pensavo non avessero lucidato bene il calice, Roberto credeva che ci fosse rimasto dentro il disinfettante”. Poi il “giuramento davanti al fuoco che purifica” e il tentativo, fallito, di fondere due monete in segno d’unione. Tutti commossi, a partire da Bossi che annuncia: “Non siamo Latini, fummo sconfitti dai Latini”.
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Postato da polymita il Martedì, 12 gennaio @ 10:15:26 CET (413 letture)
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Barbareschi, lo stipendio e le assenze
Politica italiana falco666 Scrivere "

Barbareschi, lo stipendio e le assenze
La replica del deputato-attore al Corriere

Le parole di Luca Barbareschi

Dispiace che un professionista come Gian Antonio Stella (sul Corriere della Sera di ieri) faccia affidamento su di una intervista pubblicata su Il Fatto Quotidiano del 31 ottobre, manipolata in modo evidente in cui non ho mai dichiarato che lo stipendio di politico non mi basta, così come non mi aspettavo che si continuasse la prassi giornalistica di estrapolare alcune affermazioni dal contesto nel quale erano inserite. Quest’anno, come deputato, ho presentato 5 proposte di legge, tre sulla pedofilia, una contro la pirateria e una sullo spettacolo, ottenendo una legge che istituisce la giornata nazionale contro la pedofilia, uno dei pochissimi (purtroppo) disegni di legge di iniziativa parlamentare andati a buon fine. La mia lotta per i fondi per lo spettacolo è stata appoggiata da uno schieramento bipartisan, così come la mia attività di imprenditore dello spettacolo porta lavoro a decine di donne e uomini che lavorano in campo culturale, in un Paese ancora incapace di valorizzare appieno il proprio patrimonio e le proprie eccellenze. Impegni antecedenti la mia candidatura hanno ostacolato per brevi periodi la mia presenza in aula. Questo non giustifica le mie assenze, che sono al 50%, e per questo il mio impegno nel prossimo futuro sarà di ridurle quanto più è possibile. Forse il momento sarebbe maturo per non cedere a facili populismi, a favore di un impegno concreto e reale per il miglioramento del nostro Paese, come nel mio piccolo sto cercando di fare.

Luca Barbareschi
Roma

Posso capire l’imbarazzo di Barbareschi. Ma che mi rinfacci di aver riportato una frase uscita su un altro giornale che poi lui stesso ha ribadito («tolte tutte le spese, i collaboratori messi in regola e così via, non è che lo stipendio di parlamentare mi basti») in una sua telefonata a me martedì pomeriggio è curioso. Si chiederà il lettore: come mai Barbareschi ha telefonato a Stella mentre scriveva la rubrica su di lui? La curiosità è anche mia. Anzi, giriamola a Gianfranco Fini: come mai la mia richiesta di informazioni sulle presenze in commissione dell’onorevole Barbareschi rivolta all’ufficio stampa della Camera (dove stanno dipendenti pubblici pagati con soldi pubblici e tenuti a dare informazioni pubbliche) non solo è rimasta senza risposta («i dati non ci sono») ma è magicamente arrivata nel giro di tre minuti alle orecchie dell’attore-deputato? Il presidente Fini trova questo normale? E lui, Barbareschi, dopo essere stato eletto anche sull’onda delle polemiche feroci della destra contro la sinistra additata come simbolo della «casta», trova normale invitare oggi a «non cedere a facili populismi» chi sottolinea il suo monte assenze del 52,3%?

Gian Antonio Stella "
Postato da polymita il Martedì, 10 novembre @ 09:08:46 CET (36 letture)
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L’accordo resta riservato E i giudici si arrendono
Politica italiana falco666 Scrivere "

ROMA
— Le prime dosi del vaccino contro l’influen­za suina messe a disposizio­ne del ministero della Salute lunedì scorso sono già in fa­se di distribuzione alle Re­gioni. Anche se gli accordi di fornitura stipulati dal gover­no con la multinazionale far­maceutica Novartis, a comin­ciare dal costo dei 24 milioni di dosi del vaccino commis­sionato (che ammonterebbe a oltre 200 milioni di euro, ma solo secondo indiscrezio­ni), restano avvolti nel miste­ro più totale. Un buio così fit­to che neanche la Corte dei Conti, pur avendo sollevato in sede di controllo più di qualche dubbio, è riuscita a fare luce.

Il visto della Corte per la necessaria registrazione del­l’atto è arrivato perché il provvedimento, emanato a seguito di Ordinanze del Pre­sidente del Consiglio che prevedono una lunga serie di deroghe alla normativa, è stato ritenuto «al di fuori de­gli ordinari schemi contrat­tuali » e motivato da caratte­ri di «eccezionalità» e «som­ma urgenza». I magistrati contabili hanno dunque de­ciso di «non procedere alla disamina dei punti di rilie­vo » sollevati dal loro ufficio di controllo sul contratto. Di perplessità però ne ave­vano, e pure parecchie. Al­meno undici, secondo la deli­bera della Corte, che nono­stante la «riservatezza» del contratto sancita esplicita­mente dall’articolo 10, ne svela qualche particolare in­teressante.


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Postato da polymita il Lunedì, 02 novembre @ 08:36:38 CET (33 letture)
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Eletto dal popolo, chi?
Politica italiana falco666 Scrivere "
Bruno Tinti

Il Mattino dell’11 ottobre riporta alcune dichiarazioni di Berlusconi, esternate a Benevento nel corso di una delle sue “Feste della libertà”. Qui il presidente del Consiglio ha detto: “Non credo che si possa consentire di rivolgere infamie, improperi, insulti e volgarità ad un premier eletto direttamente dal popolo, bisogna cambiare questa situazione».

Questa storia del premier eletto direttamente dal popolo Berlusconi e i suoi clientes la ripetono ossessivamente ovunque si trovino ad esternare; e dunque in molti luoghi (specie in TV) e molte volte. Così, come oramai avviene in Italia da molto tempo, i cittadini si sono convinti che sia vera, che il “premier” è “eletto dal popolo”. Trattasi di una palla.

Cominciamo dalla legge elettorale, la n. 27 del 21/12/2005, (se la sono scritta loro, dovrebbero conoscerla) che, all’art. 5, dice: “…I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come unico capo della coalizione.”

Sicché non è il presidente del Consiglio dei Ministri che è eletto direttamente dal popolo ma, a tutto concedere, il Capo della coalizione o del partito. Ma anche quest’affermazione è tutta da rivedere, considerato che ben potrebbe accadere che l’elettore voti un partito o una coalizione solo perché si riconosce nel loro programma; o perché comunque esprime un voto “contro” (è la strategia ben collaudata di Berlusconi): “non voglio assolutamente che i “comunisti” vadano al potere e quindi voto per la destra, anche se, a ben vedere non mi piacciono poi tanto neppure loro …”. Insomma nessuno può escludere che gli elettori della coalizione Forza Italia, An e Lega l’abbiano votata a dispetto del plurinquisito Berlusconi (per non ricordare che uno dei suoi lati, diciamo così, problematici), turandosi il naso pur di attuare il programma in cui credevano. Per esempio il federalismo per la Lega o una destra legalitaria e conservatrice per An.

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Postato da polymita il Giovedì, 29 ottobre @ 08:19:48 CET (38 letture)
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Dispari opportunità
Politica italiana falco666 Scrivere "
E' notizia fresca che l'operisissimo Ministro per le parì opportunità, Mara Carfagna, abbia deciso che fosse il caso di liberare le donne dalla schiavitù imposta dalla maschera del burqa...
Il fatto che una legge dello Stato vieti già da tempo di circolare in luogo pubblico con il volto coperto non sfiora la paladina delle opportunità femminili, molto più interessante è prendere lo spunto per battaglie ideologiche e di credo religioso.
Il presupposto è la "indubbia" sottomissione che la donna subisce da uomini di cultura islamica. E poichè chiaramente il ruolo di un Ministro è quello di sindacare sugli aspetti formali o meno delle religioni, tranne quella cattolica sia ben chiaro, le monache di clausura si sottomettono? mah?, il Ministro, nota a tutti per la sua assoluta estraneità a comportamenti di sottomissione alla cultura maschilista, ha trovato la sua ragione di battaglia.
Sia ben chiaro che è pieno di donne mussulmane "libere" di indossare il burqa, per sottomissione maschile, tanto quanto sono le donne occidentali "libere" di svilirsi, caricaturarsi all'inverosimile, svendersi come prodotti appetibili, da chi?, dal mondo femminile?, mah?. Tali comportamenti  per quanto deprecabili dovrebbero essere considerati espressione di libertà fino a che non contravvengono le leggi dello Stato. A questo punto un rilievo culturale è sempre possibile, anzi auspicabile, una crociata verso la pagliuzza nell'occhio del mondo islamico è altra cosa.

falco666 (fabrizio filatro)
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Postato da polymita il Mercoledì, 14 ottobre @ 09:54:02 CEST (36 letture)
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E a Porta a Porta va in onda il processo ad Annozero
Politica italiana falco666 Scrivere "Curzio Maltese

IL PROBLEMA per una volta non era Santoro. E nemmeno Travaglio. Il problema era lei, Patrizia D'Addario. Una che il presidente del Consiglio può portare a letto, ma un presentatore non può invitare in tv per farla parlare. Berlusconi era "profondamente indignato", perché "la tv pubblica non deve dare spazio a certi personaggi".

Al massimo, si può pensare di candidarli al Parlamento europeo, come lui aveva progettato di fare, prima di essere fermato da Veronica Lario. Sembra una canzone di Fabrizio De Andrè, questa storia della prostituta cercata di notte e ripudiata alla luce dei riflettori. Santoro non trova un politico di centrodestra disponibile a frequentare la stessa trasmissione inquinata da "quella là". Eppure nessuno di loro s'è mai sentito in imbarazzo a presentarsi nelle liste elettorali accanto a Patrizia e le altre. Nessuno ha chiesto spiegazioni al capo. A fine impero, Berlusconi può fare quello che vuole, candidare chi gli pare per motivi più o meno confessabili. L'importante è che il cavallo o la cavalla nominati senatori non prendano la parola per raccontare come sono andati i fatti.
Prima di ieri, Patrizia D'Addario era stata intervistata da sei televisioni straniere. I filmati erano stati distribuiti in una trentina di paesi. La televisione italiana è arrivata per ultima e, com'è noto, fra mille difficoltà e minacce. "
Postato da polymita il Mercoledì, 14 ottobre @ 09:51:57 CEST (31 letture)
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E' l'opposizione che fa il governo porco
Politica italiana falco666 Scrivere "

300 MILIARDI DI EURO torneranno in Italia protetti dallo scudo fiscale di Tremorti. Lo Stato incasserà il 5% per il condono. Soldi di cui non si sa nulla, con tutta probabilità mai tassati. Di chi sono questi capitali? Conoscete qualche operaio, impiegato, elettricista, meccanico, parrucchiere con decine di milioni in qualche paradiso fiscale? Insomma, conoscete qualche LAVORATORE che godrà dello scudo di Tremorti? Chi paga le tasse al 15/27/35/50% ha diritto di sapere nomi e cognomi degli esportatori di capitali e le origini del malloppo. Vogliamo la lista pubblicata sui giornali per legge, altro che impunità e anonimato.
Tremorti ha affermato: "Non credo che la criminalità si servirà di questo strumento. I capitali criminali o sono in Italia perfettamente sbiancati o continueranno la loro attività all'estero". NON CREDO? Un ministro dell'Economia che non crede che su 300 miliardi vi siano capitali mafiosi, di bancarottieri, di evasori totali, frutto del riciclaggio, denaro sporco? Ma chi crede di prendere per il culo? Questo condono di Stato è, fino a prova contraria, un condono alle mafie.
Franceschini Boccon del Prete ha detto in Parlamento che lo scudo fiscale è: "uno schiaffo in faccia a tutti gli italiani che pagano onestamente le tasse". Dalle parole ai fatti. La cosiddetta opposizione, su proposta dell'Italia dei Valori, ha chiesto il voto alla Camera per l'incostituzionalità dello scudo fiscale. Se i 280 deputati di PD, IDV e UDC fossero stati presenti lo Scudo Tremorti sarebbe stato bocciato. Ma erano al bar, al ristorante, forse ad Arcore per pubblicare un libro con Mondadori o farsi intervistare in prima serata su Canale 5. Forse a puttane con Testa d'Asfalto. Forse in gita con Tarantini. Ovunque, ma non in aula. 59 deputati del PDmenoelle non c'erano, insieme a otto dell'UDC e due dell'IDV. Del PDmenoelle erano assenti i due campioni delle Primarie Franceschini e Bersani, insieme a D'Alema, il miglior amico dello psiconano. Questa è la "durissima opposizione". Con questi figuranti, sodali e complici lo psiconano durerà anche dopo la sua imbalsamazione. E' l'opposizione che fa il governo porco. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

www.beppegrillo.it
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Postato da polymita il Martedì, 13 ottobre @ 08:38:47 CEST (29 letture)
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Annozero: il minculpop di Scajola e Romani contro la Corte Costituzionale
Politica italiana falco666 Scrivere "



Il contratto di servizio della RAI non consente affatto al Governo di svolgere istruttorie sui contenuti di una trasmissione di informazione, né di chiederne ragione ai vertici della RAI, né di promuovere l’intervento dell’AGCOM. L’art. 39 del contratto fa salve le competenze delle altre istituzioni.
Anche di recente, con la sentenza n. 69 del 13 marzo 2009, relativa al caso Petroni, la Corte Costituzionale ha escluso qualsiasi possibilità di interferenza governativa sulla gestione editoriale della RAI ed ha affermato che la Commissione parlamentare di vigilanza ha il compito di mantenere gli amministratori della concessionaria al riparo da pressioni e condizionamenti.
Fermo restando che Santoro ha aperto la sua trasmissione a tutte le voci, va ricordato che nella stessa sentenza della Corte Costituzionale si legge: “l’imparzialità e l’obiettività dell’informazione possono essere garantite solo dal pluralismo delle fonti e degli orientamenti ideali, culturali e politici, nella difficoltà che le notizie ed i contenuti dei programmi siano, in sé e per sé, sempre e comunque obiettivi”.
Quanto alla possibilità di intervento dell’AGCOM in materia, la stessa RAI l’ha negata, ricorrendo al Tribunale Amministrativo Regionale nel marzo 2009 contro le misure sanzionatorie applicate dall’Autorità per i programmi di Fazio e di Santoro.
L’iniziativa di Scaiola e Romani si presenta quindi come un tentativo di risuscitare il Minculpop, introducendo nel nostro ordinamento meccanismi censori contrari alla Costituzione ed ai trattati europei.


intervento dell’Avv. Domenico D’Amati
apparso sul sito Articolo 21

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Postato da polymita il Domenica, 11 ottobre @ 09:42:22 CEST (34 letture)
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Quel legame col lodo Schifani - L’analisi dei costituzionalisti
Politica italiana Admin2 Scrivere "
8 ottobre 2009 Avvenire.it
LA SENTENZA DELLA CORTE
Incostituzionale! Per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione, e quando ieri le agenzie hanno diffuso la bocciatura del "Lodo Alfano" perché contraria alla Magna Carta, i docenti di diritto costituzionale hanno immediatamente pensato alla sentenza analoga che la Corte Costituzionale emanò nel 2004, quella sul cosiddetto "Lodo Schifani", ma tutti si riservano di leggere le motivazioni che hanno spinto oggi l’Alta Corte ad andare contro un suo precedente giudicato.
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Postato da Polymita il Giovedì, 08 ottobre @ 12:28:08 CEST (29 letture)
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L’on. Barbareschi e il Servizio pubblico
Politica italiana falco666 Scrivere "
Che strano, un onorevole che recita! Non che a Montecitorio non recitino (basta vedere la bra­mosia con cui i deputati si offrono alle teleca­mere), ma Luca Barbareschi ha deciso di conti­nuare a fare il suo lavoro di attore (come fan­no gli avvocati e tante altre categorie), in una fiction pro­dotta dalla sua ex casa di produzione (ha venduto le sue azioni col patto di riacquistarle quando lascerà la politi­ca) ma pur sempre finanziata dalla Rai, il cosiddetto Servi­zio pubblico.

Non c'è nulla di sorprendente invece nella nuova ambientazione di «Nebbie e delitti», giunta in­tanto alla terza stagione: non più Ferrara ma Torino. Abbia­mo capito che girare a Torino costa di meno (grazie alla Film Commission Piemonte Torino), con il rischio però che le ambientazioni ormai si assomigliano tutte: non a ca­so uno dei pregi di «Nebbie e delitti», era proprio la nebbia della Bassa padana, con un cli­ma così umido da diventare personaggio. Questa Torino, invece, sta diventando un luo­go comune della serialità ita­liana. Il commissario Soneri, liberamente ispirato ai ro­manzi di Valerio Varesi, diret­to da Giampaolo Tescari, si trova a Torino a disbrigare in maniera poco ortodossa le pratiche di un delitto che ve­de coinvolta la sua ex fiamma Angela (Natasha Stefa­nenko). Soneri è un commis­sario un po' speciale. «Io non sono un poliziotto, ma uno sbirro e gli sbirri non fanno carriera». La serie è molto tradizionale, non ci sono gran­di invenzioni linguistiche, anzi, la crime story è artificio­sa e poco credibile, tutto concorre a evidenziare la figura del commissario Soneri. Che si piace molto. Anche se poi, alla fine, la figura più notevole è quella del magistra­to Giuseppe Migliore, interpretato con grande bravura da Roberto Herlitzka, una spanna sopra tutti gli altri.

Aldo Grasso

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Postato da polymita il Martedì, 06 ottobre @ 11:29:21 CEST (32 letture)
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Il Governo privatizza l’acqua
Politica italiana falco666 Scrivere "



Il Governo privatizza l’acqua. De Magistris: “E’ un bene pubblico, non del mercato”

di Luigi De Magistris, da luigidemagistris.it

Seminerà più sofferenza e vittime dei conflitti per il controllo del petrolio e del gas, perché la popolazione planetaria cresce e i cambiamenti climatici rendono l’acqua una risorsa preziosa e sempre meno disponibile. Così la guerra per l’oro blu rischia di diventare il prossimo terreno di scontro fra Nord e Sud del mondo, causa di migrazioni dei popoli, origine della discriminazione sociale anche nel mondo sviluppato tra chi potrà accedervi e chi ne resterà privo.

Per questo è indispensabile respingere fin da oggi la lunga e pericolosa mano del mercato, il suo tentativo di controllare e speculare su un bene tanto prezioso quanto raro. Contrastare, quindi, ogni forma di privatizzazione dell’acqua, diffondendo il principio che l’acqua è un diritto e come tale va considerato un bene comune, da garantire a tutti e da tutti gestita.

Una battaglia che coinvolge anche il nostro Paese, dove i tentativi di privatizzazione, che rispondono a livello locale al bisogno delle amministrazioni di fare cassa, devono essere respinti. Così come da respingere è l’azione del Governo, che in occasione del Cdm, lo scorso 9 settembre, ha varato le modifiche all’articolo 23 bis della Legge 133/2008 all’interno di un decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Figlio dell’accordo tra il ministero degli Affari regionali e della semplificazione della legislatura, cioè di Fitto e Calderoli, con la benedizione ovviamente di Confindustria, queste modifiche riguardano l’affidamento dei servizi pubblici locali e stabiliscono che la gestione di questi stessi servizi veda protagoniste, attraverso bandi di gara, società miste, il cui socio privato deve possedere non meno del 40% ed essere socio industriale con compiti di gestione operativa.


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Postato da polymita il Lunedì, 05 ottobre @ 09:35:05 CEST (30 letture)
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Palese indecenza
Politica italiana falco666 Scrivere "

"Il servizio pubblico dovrebbe fare comunicazione nei limiti della decenza sopportabile dal Paese: temo che questo limite sia stato superato da un po' di tempo. Siamo nella palese indecenza".
Il presidente del Senato Schifani parla di palese indecenza. Difficilmente gli si può dare torto. Ovviamente se si riferisse al merito della questione. E' un pò come se l'ndecenza in un omicidio fosse l'intervista ad un conoscente della vittima. Un pò come se in un caso di corruzione l'indecenza fosse il raccontarla, al limite l'indecenza del corrotto ma mai il corruttore...
L'indecenza sta nel parlare di Tarantini (almeno sui fatti di sua stessa ammissione), o nel comportamento del magnaccia e sopratutto dei suoi clienti-amici-intimi conoscenti, alias utilizzatori finali? Di solito gli Schifani di turno sono pronti a dare addosso agli "utilizzatori finali" da strada, senza remore nell'appioppare targhe di indecenza a questi ultimi, anzi spesso fanno seguire la legge agli alti giudizi morali.
Sette milioni e mezzo di persone hanno visto e sentito... sanno bene dove sta l'indecenza, con buona pace di Schifani.

falco666(fabrizio filatro)

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Postato da polymita il Sabato, 03 ottobre @ 09:10:18 CEST (25 letture)
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morti a Kabul sono incompatibili con la difesa della libertà di stampa?
Politica italiana falco666 Scrivere "

Flores d’Arcais: Il cordoglio e l’umana pietà per i militari italiani morti a Kabul sono incompatibili con la difesa della libertà di stampa?

di Paolo Flores d'Arcais

Il cordoglio e l’umana pietà per i militari italiani morti a Kabul sono incompatibili con la difesa della libertà di stampa? Solo a chi coltiva a una follia del genere poteva venire in mente di spostare la manifestazione di sabato, quasi che essa, in quanto di denuncia dell’attuale governo (anzi regime) debba essere vissuta come ipso facto anti-nazionale, anziché in sommo grado patriottica, come in effetti era, poiché con l’obiettivo di salvare il paese dall’abiezione in cui il berlusconismo lo sta precipitando.
La verità è che da molti quella manifestazione era stata indetta controvoglia. Nella Federazione della Stampa convive di tutto, infatti, dai giornalisti-giornalisti agli aficionados del killeraggio mediatico contro gli oppositori del regime (o anche i sostenitori del governo che solo accennino alla fronda), passando per tutte le gradazioni del giornalismo d’establishment. Le cause milionarie (megamiliardarie, se calcolate in vecchie lire) con cui l’egocrazia vuole piegare ogni residuo di libertà critica non sono cominciate infatti con i recenti casi di l’Unità e la Repubblica. Ne sanno qualcosa Antonio Tabucchi, per il quale si sono mobilitati scrittori di tutto il mondo, o Gianni Barbacetto, per non parlare delle infinite cause intentate contro Marco Travaglio. Ma non risulta che fino ad oggi la Federazione della Stampa si sia mossa in loro difesa, chiamando a manifestare.
La verità è che la manifestazione avrebbero dovuto indirla i partiti dell’opposizione, dispiegando tutte le loro forze organizzative e comunicative, affidando poi ai tre giuristi dell’appello che sta sfiorando 400 mila adesioni, Cordero, Rodotà e Zagrebelsky, tre tra le figure più alte dell’Italia di oggi, ogni decisione sugli interventi dal palco e lo svolgimento della manifestazione.
Rinunciando alla manifestazione non si dimostra un maggior cordoglio per i soldati italiani uccisi a Kabul. Si confessa solo il timore per il linciaggio mediatico che il regime avrebbe scatenato proprio con questo aberrante pretesto. Si confessa cioè la propria inadeguatezza a contrastarlo e rovesciarlo, quel linciaggio, facendo appello alla ragione e alla passione civile di decine di milioni di italiani che sarebbero stati certamente in grado di capire, e di condannare con ancora più forte convinzione un regime che avesse cinicamente strumentalizzato i morti per oltraggiare una manifestazione di libertà.

(17 settembre 2009)

http://temi.repubblica.it/micromega-online/flores-darcais-il-cordoglio-e-l%E2%80%99umana-pieta-per-i-militari-italiani-morti-a-kabul-sono-incompatibili-con-la-difesa-della-liberta-di-stampa/
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Postato da polymita il Venerdì, 25 settembre @ 10:27:33 CEST (25 letture)
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Un ex naziskin al vertice di Ama
Politica italiana falco666 Scrivere "


Il nuovo amministratore delegato della società Ama che si occupa dei rifiuti a Roma è Stefano Andrini. Perché il sindaco Alemanno ha scelto proprio lui? Evidentemente per il suo curriculum: una condanna a 4 anni e otto mesi per tentato omicidio, una militanza ventennale tra i naziskin romani, una aggressione (in compagnia di suo fratello) a colpi di spranga ai danni di due ragazzi finiti in ospedale e in coma, la convinta celebrazione nella città di Wunsiedel del delfino di Hitler Rudolf Hess, ecc...
«Con la nomina di Andrini il sindaco conquista il podio dell'inaffidabilità e si dimostra prigioniero dell’estrema destra. Come purtroppo previsto, ecco infatti l'ennesimo dietro front, con annessa pessima figura, di Alemanno che solo pochi mesi fa, in seguito alle notizie trapelate sui media, aveva smentito la nomina dell'ex naziskin ad amministratore delegato di Ama servizi ambientali». Lo dichiara in una nota il consigliere del Pd alla Provincia di Roma Pino Battaglia.
Il diretto interessato tenta una replica: «Sono iscritto da Alleanza Nazionale da oltre 10 anni e ora ho aderito al Popolo delle Libertà nei cui valori mi riconosco pienamente. Ho pagato il mio debito con la giustizia per ciò che è accaduto 20 anni fa e sono stato completamente riabilitato già da molti anni» e annuncia «querelerò per diffamazione e citerò per danni chiunque osi definirmi naziskin...».
Ma a definirlo così è l’agenzia Ansa che racconta di una delle sue ultime “imprese”: una sassaiola a la Sapienza nel 1994 prima di un concerto antirazzista organizzato dalla sinistra giovanile. L’unico arrestato è Stefano Andrini. «Gli inquirenti - scrive l’Ansa - hanno ricordato che Andrini, ritenuto vicino agli ambienti dei nazi-skin aderenti a ''Movimento Politico'', era stato condannato a quattro anni di reclusione per aver partecipato il 10 giugno dell’89 all’aggressione di due ragazzi davanti ad un cinema in piazza Capranica, al centro di Roma».


www.unita.it

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Postato da polymita il Mercoledì, 23 settembre @ 09:36:06 CEST (27 letture)
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I venditori di cammelli
Politica italiana falco666 Scrivere "Peter Gomez




Vignetta di BandanasTra tutti i supporter di Silvio Berlusconi quello che non delude mai è Renato "Betulla" Farina. L'ex (?) fonte a pagamento dei servizi segreti militari in questi giorni sta dando il meglio di sé per convince i suoi lettori (de "Il Giornale) ed elettori (del Pdl) che la visita del premier in Libia, per celebrazioni del colpo di Stato del dittatore Muammar Gheddafi, è una buona cosa.

La vicenda è nota. La scorsa settimana il colonnello Gheddafi ha accolto come un eroe Abdelbaset al-Megrahi, lo 007 libico condannato in Scozia per la strage di Lockerbie. Le immagini delle manifestazioni di giubilo riservate in patria a un terrorista responsabile di 270 morti hanno suscitato imbarazzo in tutto il mondo. In Gran Bretagna, dove pure si discute di un possibile accordo commerciale segreto che starebbe dietro la decisione scozzese di liberare per motivi di salute al-Megrahi, il premier Gordon Brown si è detto «infuriato e disgustato» per l'accoglienza ricevuta dalla spia e il principe Andrea ha annullato una visita ufficiale a Tripoli. Negli Stati Uniti verrà impedito a Gheddafi di impiantare la propria tenda a Central Park. In Italia l'opposizione è insorta e anche nel centro-destra vi sono parecchi mal di pancia.

Per giustificare il viaggio di Berlusconi, la Farnesina e il governo ricorrono così alla realpolitik: spiegano che il petrolio e il gas sono importanti; che la Libia è essenziale per arginare le ondate di migranti; che l'elenco delle attività economiche libiche in Italia e di quelle italiane in Libia è particolarmente corposo.

Fin qui tutto normale. Ciascuno di questi argomenti può essere condiviso o respinto a seconda dei punti di vista. Certo, si potrebbe ricordare che proprio Berlusconi il 5 dicembre del 2003, in un'intervista al New York Times, aveva teorizzato l'uso della della forza per convincere i dittatori a venire a più miti consigli. E ci si potrebbe persino rallegrare del fatto che oggi abbia abbandonato l'idea di fare la guerra per «esportare la democrazia», anche se tra un premier guerrafondaio e un premier zerbino esiste senz'altro una via di mezzo.

Meno normali sono invece gli argomenti messi sul tavolo da Farina. Betulla, a chi protesta dicendo che non si fanno accordi con i paesi che non rispettano i diritti umani, risponde per iscritto sostenendo che in fondo «nella partita dell'orrore» Italia e Libia sono alla pari. Infatti: «La Libia considera l’aborto un crimine e non lo legalizza. L’Italia invece lo consente. Autorizza una strage, nega i diritti umani di un bambino nascituro».

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Postato da polymita il Martedì, 22 settembre @ 09:08:06 CEST (24 letture)
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Quando Feltri e Bossi erano quasi comunisti
Politica italiana falco666 Scrivere "


da francarame.it

"Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui si deve tra l'altro la perla denominata 'decreto Berlusconi', cioè la scappatoia che consente all'intestatario di fare provvisoriamente i propri comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignità, e che invece in Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano morti suicidi per la vergogna".
(Vittorio Feltri, L'Europeo, 11 agosto 1990, subito dopo l'approvazione della legge Mammì).

"Il dottor Silvio di Milano 2, l'amico antennuto del Garofano, pretende tre emittenti, pubblicità pressoché illimitata, la Mondadori, un quotidiano e alcuni periodici. Poca roba. Perché non dargli anche un paio di stazioni radiofoniche, il bollettino dei naviganti e la Gazzetta ufficiale, così almeno le leggi se le fa sul bancone della tipografia?".
(Vittorio Feltri, L'Europeo, dopo la conquista berlusconiana della Mondadori e l'approvazione della legge Mammì).

"Eravamo nel settembre 1993, Berlusconi mi convocò nella sua villa di Arcore e mi disse: 'Marcello, dobbiamo fare un partito pronto a scendere in campo alle prossime elezioni...' Lui aveva provato in tutti i modi a convincere Segni e Martinazzoli per costruire la nuova casa dei moderati...'Vi metto a disposizione le mie televisioni', aveva detto. Tutto inutile, e allora decise che il partito dovevamo farlo noi. Poi c'era l'aggressione delle Procure e la situazione della Fininvest con 5.000 miliardi di debiti. Franco Tatò, che all'epoca era l'amministratore delegato del gruppo, non vedeva vie d'uscita: 'Cavaliere dobbiamo portare i libri in tribunale'... I fatti poi, per fortuna, ci hanno dato ragione e oggi posso dire che senza la decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con l'inchiesta della P2, andò in carcere e perse l'azienda".
(Marcello Dell'Utri intervistato da Antonio Galdo per il libro "Saranno potenti?", Sperling & Kupfer, 2003)


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Postato da polymita il Venerdì, 18 settembre @ 09:07:50 CEST (27 letture)
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Giunta Montecitorio salva Matteoli
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Non è stata data l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro a giudizio dal 2004

ROMA- «Un reato ministeriale». Così lo definisce la Giunta per le Autorizzazioni della Camera e per questo ha votato la non autorizzazione a procedere nei confronti del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, a giudizio dal 2004 con l’accusa di favoreggiamento nell’ambito di un’inchiesta per abusi edilizi sull’isola d’Elba. La Giunta, approvando la relazione del deputato Pdl Maurizio Paniz, ha quindi stabilito che il reato commesso dall’allora ministro dell’Ambiente (cioè aver informato il prefetto di Livorno di un’inchiesta a suo carico riguardante la costruzione di un complesso edilizio sull’Isola d’Elba) è attinente alle sua funzioni ministeriali. E s e la prende con le toghe di Livorno dicendo che da parte loro c'è stato nei confronti di Matteoli del «fumus persecutionis».

IL VOTO- La maggioranza ha votato compatta a favore della relazione di Paniz, che ora passa al vaglio dell’Aula, tranne Giuseppe Consolo, legale di Matteoli, che, come annunciato, non ha partecipato. L’opposizione ha votato contro ad eccezione della deputata del Pd Donatella Ferranti che ha ritenuto la votazione della Giunta «illegittima» in quanto, come spiega il Presidente Pierluigi Castagnetti, «l’autorità giudiziaria non ci ha dato comunicazione di nulla: nè dell’archiviazione del procedimento, nè della richiesta di autorizzazione a procedere». Lo scorso 9 luglio, infatti, la Corte Costituzionale aveva annullato il rinvio a giudizio del tribunale di Livorno nei confronti di Matteoli dando ragione alla Camera dei deputati che aveva sollevato nella XV legislatura un conflitto tra poteri. La Giunta di Montecitorio, tuttavia, prima di pronunciarsi avrebbe dovuto attendere, spiega ancora Castagnetti, «la comunicazione da parte dell’autorità giudiziaria del proprio provvedimento di archiviazione».

LE REAZIONI- Per Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei valori, «con un indecente colpo di mano la Giunta per le autorizzazioni ha scippato alla giustizia ordinaria e alle regole costituzionali un pezzo da novanta della sua casta: il ministro Matteoli». Gli fa eco anche Donatella Ferranti: «È un atto illegittimo. Spero che il presidente della Camera valuti attentamente la gravità e le possibili conseguenze, anche di violazione dei regolamenti parlamentari di quanto accaduto».


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Postato da polymita il Martedì, 08 settembre @ 09:17:41 CEST (29 letture)
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Molto partito, poco democratico
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15 luglio 2009

Dice D’Alema che Grillo non può iscriversi al Pd: non ha mai definito “golpisti” i pm di Mani Pulite, mai fatto bicamerali per demolire la Costituzione, mai rovesciato il governo Prodi, mai legittimato il conflitto d’interessi, mai definito Mediaset “un grande patrimonio del Paese”, mai scalato la Bnl, mai detto a Consorte “facci sognare”, mai preso tangenti da un uomo legato alla Sacra corona unita, mai definito “capitani coraggiosi” Colaninno e Gnutti, mai stato amico di Geronzi e Tronchetti Provera, mai bombardato l’ex Jugoslavia violando il diritto internazionale e poi negando di averla bombardata, mai invitato Gheddafi alla fondazione Italianieuropei.

Dice Veltroni che Grillo non può iscriversi al Pd: non ha mai minato il governo Prodi, non ha mai auspicato di avere Gianni Letta nel suo governo, non è amico dei palazzinari, non ha mai fatto accordi con Berlusconi, non l’ha mai chiamato “il principale esponente dello schieramento a noi avverso”, promesso di “non attaccarlo mai più”, non ha mai riabilitato Craxi definendolo “grande innovatore” (anzi, pare addirittura che il comico genovese, a Craxi, preferisca Berlinguer).

Dice Anna Finocchiaro che Grillo non può entrare nel Pd: non ha mai attaccato il pool di Milano, non ha mai elogiato “il comportamento esemplare di Andreotti”, non ha mai invocato il Ponte sullo Stretto di Messina, non ha perso tutte le elezioni della sua vita, non ha mai baciato Schifani e non s’è fatto scrivere il programma da Salvo Andò.

Dice Bersani che Grillo non può entrare nel Pd: mica era amico di Tanzi, mica trafficava col governatore Fazio per sponsorizzare la fusione Bnl-Montepaschi, mica ha elogiato Fiorani (“banchiere molto dinamico, capace, attivo”), mica ha ingaggiato il figlio di Mastella come consulente al ministero delle Attività produttive, mica va a farsi osannare ogni anno al Meeting della Compagnia delle Opere a Rimini.

Dice Franceschini che Grillo non può entrare nel Pd: mica ha commentato lo scandalo Noemi e le accuse di Veronica “tra moglie e marito non mettere il dito” e mica si allea con Marini, Rutelli, Fioroni, Carra e Binetti.

Dice Follini che Grillo non può iscriversi al Pd: non ha mai militato nell’Udc di Totò Cuffaro, non ha votato tutte le leggi vergogna di Berlusconi (anzi, le ha persino combattute), non è mai stato vicepresidente del Consiglio in un governo Berlusconi.

Dice Mirello Crisafulli che Grillo non può iscriversi al Pd: non ha mai abbracciato né baciato il boss mafioso di Enna, Giuseppe Bevilacqua, in un hotel di Pergusa e non ha mai parlato di affari e appalti dandogli affettuosamente del tu.


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Postato da polymita il Mercoledì, 02 settembre @ 14:12:46 CEST (29 letture)
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Giustizia, De Magistris in aspettativa
Politica italiana falco666 Scrivere "


L'eurodeputato: «Lascerò la toga, ma i tempi
delle dimissioni non me li faccio dettare da nessuno»

ROMA- La magistratura non la lascia. Almeno per ora. L'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, adesso eurodeputato con l'Italia dei valori, all'annuncio della sua candidatura aveva definito la propria scelta irreversibile, spiegando che non sarebbe più tornato a indossare la toga. Adesso, invece, torna sui suoi passi: non lascia la toga, ma chiede e ottiene una aspettativa. Il Csm, infatti, ha dato il via libera a partire dal 14 luglio e per tutta la durata del mandato. Un «atto dovuto», spiegano a Palazzo dei marescialli.

LA SCELTA- «Il mestiere di magistrato che ho svolto per quindici anni non è un abito che si dismette e si getta via», lo scrive De Magistris sul suo sito internet (www.luigidemagistris.it). Per lui, questo lavoro «è un sentire, una aspirazione, una vocazione che permane, una volta maturata, per tutta la vita. Mi sento magistrato dentro e sempre mi sentirò tale. Purtroppo, mi è stato impedito di continuare a svolgere questo mestiere e ne ho dovuto prendere atto. Detto questo, confermo che non rientrerò in magistratura e che mi dimetterò. Ma i tempi delle mie dimissioni non me li farò indicare o dettare da nessuno, se non dalla mia coscienza». L'ormai ex magistrato ci tiene a precisare che « sono in aspettativa senza retribuzioni e senza contributi e, visto che mi dimetterò, anche la progressione di anzianità non avrà valore. Per quanto riguarda il presunto 'lodò di cui potrei usufruire perchè in aspettativa, si tratta di una notizia infondata: i processi disciplinari a cui sono sottoposto non vengono azzerati dall'aspettativa, al contrario lo sarebbero dalle dimissioni».

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LE REAZIONI- «È molto grave che i magistrati che entrano in politica possano un giorno fare rientro nella categoria. La terzietà non è più un valore. Il caso De Magistris ne è sinistra conferma». Lo sottolinea in una nota Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.


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Postato da polymita il Mercoledì, 26 agosto @ 09:13:15 CEST (27 letture)
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Tu Quoque, Maroni
Politica italiana Admin2 Scrivere "
di giulio zanella, 17 Agosto 2009  nFA

Dove si approfondiscono le dichiarazioni di Roberto Maroni sulla riduzione del crimine negli ultimi 14 mesi e dove si dimostra che in Italia anche il ministro dell'Interno, oltre a quello della Pubblica Amministrazione, ha problemi coi concetti di trend e deviazioni dal medesimo.

Il 15 agosto, durante l'annuale conferenza stampa al termine della riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, Roberto Maroni ha annunciato che nei primi 14 mesi di attività l'attuale governo ha ottenuto

rispetto agli ultimi quattordici mesi del governo precedente. Secondo i dati del ministro, che provengono da una banca dati non pubblica chiamata SDI (sistema di indagine), tutti i crimini denunciati alle forze di polizia risultano in calo -- accettiamo pure l'assunzione che non ci sia stato piuttosto un calo delle denunce. In particolare, si rileverebbe (uso il condizionale perché non posso replicare i conti del ministro) una riduzione del 3,7% nel numero di omicidi, del 20,4% nel numero di rapine, del 7,7% nel numero di violenze sessuali e del 18,6% nel numero di furti.

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Postato da Polymita il Lunedì, 24 agosto @ 15:45:34 CEST (23 letture)
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Italiani, popolo rassegnato
Politica italiana renatopierri Scrivere "

Liberazione 28 luglio 2009

Italiani, popolo rassegnato

Caro direttore, perché molti italiani, pur disprezzando Berlusconi, lo tollerano? Tante le risposte. Una è certamente: perché gli italiani sono particolarmente inclini alla rassegnazione. Siamo dei rassegnati dalla nascita. Ci rassegniamo a convivere con la mafia, a veder morire ogni giorno persone a causa di incidenti sul lavoro, a mangiare porcherie, a respirare porcherie; ci rassegniamo a non essere informati; a  vedere gente che spreca e si sollazza, e gente costretta a privarsi del necessario; ci rassegniamo a vedere in televisione spettacoli desolanti, donne dal volto deformato, e seni e sederi a profusione. Ci rassegniamo al fatto che ogni tre giorni in Italia una donna muore per le violenze subite da un uomo. Ci rassegniamo ad assistere ogni estate all'incendio di migliaia di ettari di bosco; al cemento che mangia la nostra bella terra;  a sentir dire e a veder fare cose che non diremmo e non faremmo mai. Ci rassegniamo a tutto. Ci rassegniamo al fatto che possiamo scrivere una lettera come questa,  vederla anche pubblicata magari, sapendo perfettamente che non serve a nulla, proprio a nulla. Ci rassegniamo ad abbaiare alla luna, come suole dire una mia cara amica. La cristiana santa eroica rassegnazione ci impedisce di impazzire. E' la nostra salvezza. Rassegnarsi a Berlusconi non è davvero un problema per chi la rassegnazione ce l'ha nel Dna.

Renato Pierri

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Postato da Polymita il Venerdì, 31 luglio @ 20:54:49 CEST (47 letture)
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Una commissione di modello sud africano?
Politica italiana Admin2 Scrivere "

Accade, di tanto in tanto, che riaffiori la proposta di superare i “misteri d’Italia” con una soluzione di tipo sudafricano: una speciale commissione che garantirebbe l’impunità penale a chi confessi  le responsabilità proprie e altrui in casi di delitti politici. Insomma, perdono in cambio di verità. Di volta in volta, la proposta è riferita allo stragismo, ai tentativi di colpo di Stato, al terrorismo di sinistra, al caso di Ustica, alla corruzione politica e persino alle stragi di mafia.
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Postato da Polymita il Venerdì, 31 luglio @ 20:52:43 CEST (29 letture)
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Il Comune dice no a Erotica :Allenta i freni inibitori
Politica italiana falco666 Scrivere "



VENEZIA - Con una ordinanza firmata dal sindaco di Massimo Cacciari il Comune di Venezia ha negato la licenza ad «Erotica Tour Millennium», la fiera itinerante del sesso i cui organizzatori prevedevano una sosta a Marghera dal 9 al 12 luglio. Il provvedimento è motivato dalla necessità di «intervenire a tutela delle condizioni di vivibilità dell’abitato di Marghera», in quanto - recita l’ordinanza - la fiera può costituire «un potenziale pericolo per la sicurezza urbana della zona».

A preoccupare gli amministratori, tra l’altro, il fatto che gli organizzatori hanno previsto la «partecipazione attiva degli spettatori alla manifestazione anziché una mera partecipazione in forma passiva». Dal programma enunciato, oltre ai «topless bar», ai «lesbo show», alle «camera con vista sex spy», al «big tetton» e alle «over 40», erano previsti stand espositivi, box massaggi e otto «blocchi priveè, composti da box di due metri per due arredati con divanetto per due persone». Il Comune ha inoltre considerato che la manifestazione «può attrarre numeroso pubblico e che, per le sue peculiari caratteristiche, prevedendosi l’attiva partecipazione degli spettatori, sia inevitabile l’attivazione di meccanismi di rimozione dei freni inibitori in capo agli intervenuti dando luogo a conseguenti comportamenti inurbani».

Il tutto «in un contesto territoriale, la via Fratelli Bandiera di Marghera, già fortemente degradata per la presenza, da alcune settimane, di una settantina di prostitute proprio in un arco orario coincidente a quello previsto per lo svolgimento della manifestazione». Tra le considerazioni che hanno portato al diniego, anche gli alti costi del servizio di vigilanza «che resterebbe totalmente a carico dell’amministrazione comunale per una manifestazione che procura guadagni consistenti ad un privato».


http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/6-luglio-2009/comune-dice-no-eroticaallenta-freni-inibitori-1601540843005.shtml

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Postato da polymita il Mercoledì, 22 luglio @ 08:52:21 CEST (21 letture)
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Voli di Stato gestiti dai Servizi
Politica italiana falco666 Scrivere "

ROMA
— Il personale che si occupa dei voli di Stato sarà trasferito alle dipendenze di­rette dell’intelligence. In parti­colare sarà inserito nell’orga­nico del Rud, l’ufficio che fa capo all’Aise — il servizio segreto mi­litare — ed è addet­to alle mansioni di vigilanza degli obiettivi. La decisione è stata presa dal go­verno dopo la pub­blicazione delle fo­to del premier Sil­vio Berlusconi che imbarca a bordo degli aerei con la sigla «Repubblica Italiana» i suoi ospiti privati come il cantante Mariano Apicella, attori e bal­lerine. E dopo la circostanza, emersa durante gli accerta­menti della Procura di Bari, che anche Gianpaolo Taranti­ni - indagato per induzione al­la prostituzione per aver porta­to ragazze a pagamento nelle residenze del premier - si spo­stava tra Roma e Milano a bor­do di quei velivoli. Nella richiesta di avvio del­la procedura, già trasmessa al­l’Aeronautica Militare e alle al­tre amministrazioni da cui di­pende il personale, i trasferi­menti vengono giustificati con motivi di «sicurezza e ri­servatezza ». Finora le liste pas­seggeri e i piani di volo pote­vano essere acquisiti dall’auto­rità giudiziaria, sia pur con un provvedimento motivato. "
Postato da polymita il Mercoledì, 08 luglio @ 10:08:18 CEST (25 letture)
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Documento: Il diritto d'oblio su Internet
Politica italiana Admin2 Scrivere "XVI LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 2455


 

Pag. 1

PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa del deputato LUSSANA Nuove disposizioni per la tutela del diritto all'oblio su internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale Presentata il 20 maggio 2009 "


Nota: Il commento di Marco Travaglio sulla proposta di legge: Youtube
Postato da Polymita il Sabato, 04 luglio @ 08:00:00 CEST (31 letture)
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Cellulari, parcheggi, portaborse le mille richieste dei senatori
Politica italiana falco666 Scrivere "carmelo Lopapa

ROMA
 - Imbottire le strade del centro storico di Roma, magari l'isola pedonale tra Palazzo Madama e il Pantheon, con una bella sfilza di posti auto riservati agli onorevoli senatori. "Per motivi di sicurezza", ovvio, ché i parlamentari (quelli non dotati di auto blu) non possono certo arrivare coi mezzi pubblici. Quegli stessi, distratti senatori che hanno il vezzo, da qualche tempo, di distribuire a collaboratori, amici-amiche, quando non a familiari, i telefonini a tariffa agevolata ai quali hanno diritto in ragione del loro status. Bisognerà correre ai ripari, stando a quanto sta saltando fuori dalle intercettazioni giudiziarie. Come pure sarà forse ora di dare una regolata ad appartamenti ed uffici privati che Palazzo Madama garantisce a una ristretta cerchia di parlamentari (anche ex) privilegiati.
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Postato da polymita il Venerdì, 03 luglio @ 09:17:08 CEST (30 letture)
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62 italiani su 100: non toccate le intercettazioni
Politica italiana falco666 Scrivere "


di Emilio Carnevali

“Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità. Io non mi farò certo condizionare da queste aggressioni e continuerò a lavorare, come sempre, per il bene del Paese”: così Silvio Berlusconi ha reagito a caldo alla notizia, comparsa oggi sul Corriere della Sera, dell’inchiesta della procura di Bari nel corso della quale sarebbe stato scoperto un giro di ragazze pagate per partecipare a feste nelle sue residenze romane e sarde.

C’è da aspettarsi che la reazione del premier proseguirà nei prossimi giorni con la procedura ormai consolidata della denuncia del complotto pluto-giudaico-massonico ai sui danni, del colpo di Stato bolscevico, delle trame eversive degli anarco-insurrezionalisti e magari anche dell’intervento di forme di vita non terrestri nell’ambito di un network globale che miri all’unificazione della dissidenza aliena (a questo proposito ci permettiamo di consigliare al Presidente del Consiglio e ai suoi collaboratori la lettura del pregevole manuale di ufologia marxista Ufologia Radicale, edito qualche anno fa da Castelvecchi e pietra miliare dell’underground ufologico radicale in Italia)."
Postato da polymita il Giovedì, 02 luglio @ 10:28:06 CEST (24 letture)
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Saluto fascista alla festa dell'Arma
Politica italiana falco666 Scrivere "

Lecco, esplode il caso Brambilla
"Saluto fascista alla festa dell'Arma"


L'episodio è stato denunciato dal deputato Lucia Codurelli (Pd). La replica del ministro: "Questa sinistra fa proprio ridere. Non avendo argomenti politici, i nostri avversari si sono ridotti a misurare l’angolazione del mio gomito"

di Gianni Messa



La foto è stata pubblicata sul settimanale La Gazzetta di Lecco e ritrae il ministro del Turismo, Michela Brambilla, col braccio teso in quello che ha tutta l'aria di essere un saluto fascista. Lo scatto è stato realizzato durante la festa dell'Arma dei carabinieri, venerdì mattina a Lecco, e l'episodio è stato denunciato dal deputato Lucia Codurelli (Pd): il ministro "dopo l'inno nazionale si rivolge al pubblico col braccio teso del saluto fascista. Possibile che nessuno delle alte autorità presenti abbia fatto rilevare al ministro (che in quel momento rappresentava la Repubblica in una cerimonia ufficiale) che il saluto romano è un grave gesto di inequivocabile apologia di fascismo e quindi proibito dalla Costituzione?".

La parlamentare del centrosinistra cita anche un altro episodio analogo che sarebbe avvenuto il 29 maggio scorso a Varenna, in provincia di Lecco, "durante un raduno di persone in camicia nera" e che avrebbe avuto come protagonista lo stesso ministro Brambilla. Che replica così: "Questa sinistra fa proprio ridere. Non avendo argomenti politici, i nostri avversari si sono ridotti a misurare l’angolazione del mio gomito quando saluto i cittadini o a calcolare l’altezza delle mie braccia. Non credo ci sia bisogno di alcun commento anche perché la mia storia politica è limpida, anzi cristallina e ben nota a tutti. Io preferisco parlare di fatti concreti, come il miliardo e 600 milioni di euro che siamo riusciti a mettere a disposizione delle imprese del turismo per sostenerle già in questa stagione estiva".
(06 giugno 2009)"
Postato da polymita il Martedì, 30 giugno @ 09:16:26 CEST (26 letture)
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Intervista: BERLUSCONI A ''CHI'': Da Veronica all'inchiesta di Bari
Politica italiana Admin2 Scrivere "
24 giugno 2009 ore 12:38

Ti proponiamo l’intervista di Silvio Berlusconi ad Alfonso Signorini, direttore del settimanale "Chi" 

Presidente, partiamo dall’inchiesta di Bari. Lei conosce Patrizia D’Addario?
"Non ne ho alcun ricordo. Ne ignoravo il nome e non ne avevo in mente il viso".

 

Non si era reso conto che potesse essere una prostituta d’alto bordo che voleva tenderle una trappola?"Se sospettassi di una persona una cosa del genere, le starei lontano mille miglia".

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Postato da Polymita il Giovedì, 25 giugno @ 08:00:00 CEST (35 letture)
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Chiuso per rettifica
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Roma - Il Governo pone la fiducia sul discusso disegno di legge in materia di intercettazioni e la blogosfera ne fa le spese rischiando di essere "chiusa per rettifica". È questo il senso di quanto è accaduto nelle scorse ore in Parlamento, dove per effetto dell'approvazione del maxi-emendamento presentato dal Governo sta per diventare legge l'idea - di cui si è già discusso sulle colonne di questa testata - di obbligare tutti "i gestori di siti informatici" a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato.

Non dar corso tempestivamente all'eventuale richiesta di rettifica potrà costare molto caro a blogger, gestori di newsgroup, piattaforme di condivisione di contenuti e a chiunque possa rientrare nella vaga, generica e assai poco significativa definizione di "gestore di sito informatico": la disposizione di legge, infatti, prevede, in tal caso, una sanzione da 15 a 25 milioni di vecchie lire.

Tanto per esser chiari e sicuri di evitare fraintendimenti quello che accadrà all'indomani dell'entrata in vigore della nuova legge è che chiunque potrà inviare una mail a un blogger, a Google in relazione ai video pubblicati su YouTube, a Facebook o MySpace o, piuttosto al gestore di qualsiasi newsgroup o bacheca elettronica amatoriale o professionale che sia, chiedendo di pubblicare una rettifica in testo, video o podcast a seconda della modalità di diffusione della notizia da rettificare. È una brutta legge sotto ogni profilo la si guardi ed è probabilmente frutto, in pari misura, dell'analfabetismo informatico, della tecnofobia e della ferma volontà di controllare la Rete degli uomini del Palazzo."
Postato da polymita il Mercoledì, 24 giugno @ 09:54:39 CEST (19 letture)
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Clandestina muore dissanguata per paura di una denuncia
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Ha cominciato a perdere sangue, probabilmente per un aborto spontaneo, si è sentita male ma non ha voluto chiedere aiuto. Ha avuto paura. Paura di perdere il lavoro appena trovato, paura, forse, di essere giudicata. Così è morta Vira Orlova, che si faceva chiamare Ylenia, una donna che avrebbe compiuto 40 anni l'11 giugno prossimo, di nazionalità ucraina, arrivata - forse due anni fa - in Italia, come tante donne dei Paesi dell'Est, per fare la badante. Il suo corpo è stato trovato in una pozza di sangue in un appartamento di via Grotta Regina, nella località costiera barese di Torre a Mare.

Di lei si sa poco. Gli investigatori stanno cercando di rintracciare le sue amiche per poter ricostruire i suoi ultimi giorni di vita, anche per risalire alla data di arrivo in Italia. Per il momento i carabinieri hanno trovato il suo passaporto nella stanza che occupava: sanno il suo nome, la sua età, sanno anche che era una clandestina perchè sul passaporto non ci sono visti di ingresso in Italia, e sanno che in quell'abitazione di Torre a Mare Ylenia accudiva da pochi giorni un'anziana non autosufficiente. È stato proprio il figlio dell'anziana a dare l'allarme ai carabinieri e a raccontare agli investigatori che Ylenia - questo il nome riferito dall'uomo - «era in prova». Secondo il racconto dell'uomo, Ylenia era in quella casa solo da pochi giorni.

Secondo quanto finora è stato accertato dai carabinieri, la badante durante la notte, mentre probabilmente era sola in casa con l'anziana, avrebbe avuto una forte emorragia, forse causata da un aborto spontaneo. La donna ha raccolto il sangue che perdeva in una bacinella, che è stata trovata dagli investigatori nella sua camera da letto. Chiusa nella sua stanza, Ylenia aspettava e sperava di star meglio. Poi è uscita dalla camera da letto per andare in bagno, ma è stata colta da malore ed è caduta per terra, in seguito alla forte perdita di sangue. È morta senza chiedere aiuto. Il passaporto della donna è stato trovato in un appartamento di Mola di Bari, a pochi chilometri dal capoluogo pugliese, nel quale lei si recava, ospite di amiche, nei giorni di riposo.

Donne che i carabinieri ritengono siano clandestine e delle quali si ha traccia nel racconto fatto ai carabinieri dal proprietario dell'appartamento dove lavorava. Non è stato per ora possibile rintracciarle. Ylenia pare fosse separata e madre di un figlio ormai grande. Tra i suoi effetti personali i carabinieri non hanno trovato alcun riferimento che possa condurre ai familiari: solo alcuni medicinali con caratteri cirillici, giornali in lingua russa e un portafoglio contenente 30 euro. Il suo attuale datore di lavoro ha riferito ai carabinieri che prima di giungere a Torre a Mare la donna aveva vissuto per un periodo a Mola di Bari. Il corpo della donna è stato trasferito all'ospedale di Acquaviva delle Fonti (Bari) per l'autopsia disposta dal sostituto procuratore di turno Ada Congedo.

09 giugno 2009

www.unita.it
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Postato da polymita il Martedì, 23 giugno @ 11:43:30 CEST (25 letture)
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DOPO LE EUROPEE…DIAMO I NUMERI!
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Non avevamo sbagliato invitando alla cautela sui sondaggi elettorali ed avvertendo su possibili sorprese, sia per la massa di indecisi fra le varie liste, sia, soprattutto, per la possibilità di un forte astensionismo.
In effetti, rispetto alle elezioni politiche di un anno fa:

a- i votanti sono diminuiti di 5.206.531 unità, mentre
b- le schede bianche sono aumentate di 502.963 e quelle nulle di 167.789
c- per cui i votanti in assoluto sono diminuiti di 5.877.263

E questo è il primo dato da cui occorre partire per comprendere il voto.
Sin qui, i commenti hanno seguito la logica della comparazione percentuale fra le politiche di un anno fa e quelle odierne, come se ci fossero stati flussi di voti da un partito all’altro. Le cose non stanno così e per capirlo è più utile comparare i voti in cifra assoluta, per cui abbiamo:

PdL – 2.821.742 voti
Pd – 4.085.115
Lega Nord + 102.157
Di Pietro-Idv + 859.037
Udc – 53.408
Rifondazione -86.181 (Sin Arcob)
Radicali + 743.273
La destra-Mpa (-613.667 sulla sommatoria dei due partiti un anno fa)
Sinistra è Libertà + 602.883 (detraendo dall’attuale risultato i 355.575 voti dei socialisti).

Dunque, i soli partiti che incrementano in cifre assolute sono l’Idv e (pochissimo) la Lega, mentre vanno considerati a parte  i radicali (che erano presenti nel Pd nel 2008) e i vendoliani, alla loro prima presentazione, ma su cui va calcolato il risultato socialista di un anno fa. Se sommiamo Socialisti, Sinistra arcobaleno, Sinistra critica, Pcl, Alternativa Comunista e Per il bene Comune di un anno fa, abbiamo circa 1.870.000 voti contro i 2.163.022 attualmente presi da Rifondazione, Vendola  e Ferrando. Dunque circa 300.000 voti in più.

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Postato da polymita il Martedì, 23 giugno @ 11:42:37 CEST (24 letture)
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Canone Rai: per la Corte di Strasburgo è legittimo il sigillo del televisore
Politica italiana falco666 Scrivere "


di Samantha Agrò



Si infrange contro una decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo il sogno di quegli italiani che vorrebbero non pagare piu' il canone della Rai. I giudici di Strasburgo hanno dichiarato "palesemente infondato" il ricorso presentato da un cittadino italiano contro le misure prese nei suoi confronti per il mancato pagamento del canone.
Nel 1999, un cittadino italiano residente a Vicenza aveva richiesto alla Rai di sospendere il suo abbonamento. Quattro anni dopo la Guardia di Finanza gli sigillo' la televisione in una busta di nylon in modo che non potesse piu' utilizzarla. si rivolse quindi alla Corte di Strasburgo sostenendo che la misura adottata dalle forze dell'ordine era una violazione del suo diritto a ricevere informazioni attraverso altri canali televisivi, ma anche del suo diritto al rispetto della vita privata e alla protezione della proprieta' privata.
La Corte di Strasburgo pur ritenendo le misure adottate delle autorita' italiane "un'ingerenza nei diritti del ricorrente", hanno tuttavia stabilito che queste hanno "perseguito un obiettivo legittimo: persuadere gli individui a pagare una tassa". Secondo la Corte, in base a quanto scritto nel Reggio decreto n.246 del 21 febbraio 1938, il telespettatore vicentino era ed e' tenuto a pagare la tassa anche se non desidera piu' guardare la Rai, poiche' la tassa e' dovuta per il solo fatto di possedere una televisione. Inoltre da Strasburgo fanno notare che la tassa, il cui ammontare e' definito "ragionevole", "non viene pagata in cambio della ricezione di un canale particolare ma e' un contributo a un servizio per la comunita'".

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/04/sigillo-televisore-strasburgo-canone-rai.shtml?uuid=ccc0da32-2b5f-11de-a1ac-8d6a1fad1847&DocRulesView=Libero
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Postato da polymita il Lunedì, 22 giugno @ 09:10:58 CEST (28 letture)
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Ciclone Grillo al Senato: «Siete vecchi»
Politica italiana runder Scrivere "Il comico presenta il ddl di iniziativa popolare e attacca il lodo Alfano. Poi insulta: «In aula qualche zoccola»

ROMA - Limite di due legislature per parlamentare, elezione nominale e nessun inquisito nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama. Beppe Grillo ha presentato alla commissione Affari costituzionali del Senato il ddl di iniziativa popolare di riforma della legge elettorale. Il comico e blogger non ha risparmiato critiche alla classe politica: «Quasi due anni dopo la raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare "Parlamento Pulito" - ha iniziato - ho l'onore di essere ricevuto e ascoltato come primo firmatario della proposta di legge. Due anni per parlare alla Commissione Affari Costituzionali. Una Commissione che valuterà le tre richieste: nessun condannato in Parlamento, limite di due legislature per ogni parlamentare, elezione nominale del candidato. Due anni di attesa per una legge firmata da 350.000 persone. È uno scandalo che 350.000 cittadini italiani non siano stati neppure considerati per due anni».
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Nota: Il video su sito dell'Unità
Postato da Polymita il Martedì, 16 giugno @ 08:00:00 CEST (23 letture)
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Ylenia
Politica italiana renatopierri Scrivere "

MicroMega.net; Il Manifesto.it (lettere e filosofia) 10 giugno 2009

Ylenia, morta per la paura di essere denunciata

Accostamenti

Caro direttore, alle tante notizie degli ultimi giorni, le fotografie delle festicciole del presidente del Consiglio; la sua giovane amica Noemi scortata dai vigili al seggio elettorale, i risultati delle elezioni, la soddisfazione dei vittoriosi, i leghisti che non stanno in sé dalla gioia, gli abbracci affettuosi, i sorrisi le risate le strette di mano degli uomini politici, Gheddafi a Roma, e via di seguito, vorrei accostare la notizia di una sventurata trovata morta dissanguata a Torre a Mare (Bari) il 9 giugno. Il giorno dopo avrebbe conpiuto 40 anni. Vira Orlova, detta Ylenia, lavorava come badante presso un'anziana signora. Secondo i carabinieri, ha iniziato a perdere sangue nella notte, a causa di un aborto spontaneo. Chiusa nella stanza, ha aspettato e sperato di star meglio. Ma quando ha provato ad andare in bagno, si è sentita male ed è caduta: è morta senza chiamare soccorso. Non aveva il permesso di soggiorno, ed ha avuto paura di perdere il lavoro e di essere denunciata. Il sangue, tanto sangue, lo aveva raccolto in una bacinella.

Elisa Merlo

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Postato da polymita il Venerdì, 12 giugno @ 09:05:30 CEST (23 letture)
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Calo di democrazia
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Corriere della Sera; La Stampa 9 giugno 2009; con i rispettivi titoli:

Calo di democrazia

Le ragioni dell’astensione

Caro direttore, molta gente non si è recata alle urne. I motivi che spingono tante persone ad astenersi dal voto, sono diversi. Alcuni non vanno a votare semplicemente perché persuasi che niente potrà cambiare; che non c'è distinzione tra destra o sinistra o centro: "Sono tutti uguali", pensano. Altri non vanno perché non riescono a prendere una decisione; oppure non capiscono nulla di politica.  Altri per altri motivi ancora, ma l'effetto che ottengono li accomuna tutti: fanno sì che la democrazia perda il suo significato, sia un po' meno democrazia.[1]

 Attilio Doni

Genova



[1]  Il titolo dato da La Stampa riguardava la risposta del direttore

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Postato da polymita il Venerdì, 12 giugno @ 09:05:19 CEST (27 letture)
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Laura Ravetto e la Politica Blackberry
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di Andrea Scanzi

L’abbiamo attesa a lungo, per anni e per decenni. Cercavamo un’alba, un’eroina, una condottiera. Ed eccola, alfine: Laura Ravetto.
La sua definitiva consacrazione si è avuta due giorni fa a Ballarò. Nulla sarà più lo stesso. Così come esiste una datazione avanti e dopo Cristo, d’ora in poi dovremo parlare di un’era pre-Ravetto e un’era post-Ravetto. Prima di Lei era solo tempesta e nebulosità. Ora la nebbia è fugata, il cuore sgombro e la mente aperta.

Vamos.

Laura Ravetto si è manifestata trillando e vibrando. Letteralmente. Durante gli interventi di Maurizio Gasparri (scusate) e Nichi Vendola, tra un Tabacci e un vaffanculo, si sentivano le tipiche scariche dei cellulari quando non sono stati spenti durante una diretta. Una, due, tre volte.

A vibrare, d’ardimento e passione, era proprio il telefono di Laura Ravetto, L’opposizione, guevarista e totalitarista, ha sostenuto che la biondocrinita pasionaria pidiellina tenesse acceso il cellulare per ricevere suggerimenti da qualche talpa azzurra. Insinuazione di esorbitante gravità. La Ravetto sapeva benissimo cosa dire. Non le si insegna nulla. Figurarsi: mica è comunista.

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Postato da polymita il Venerdì, 05 giugno @ 08:52:34 CEST (31 letture)
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Pinelli, Napolitano e il CdS: una polemica imprevista
Politica italiana Admin2 Scrivere "

L’incontro fra le due vedove di Calabresi e Pinelli ed il relativo discorso del Presidente Napolitano hanno innescato una serie di polemiche a ricaduta per cui una innesca un’altra.

Due osservazioni sul discorso del Presidente: se Pinelli è stato una vittima, ci sarà stato pure un carnefice che lo ha reso tale o no? Chi è stato? La teoria del “malore attivo” di D’Ambrosio va a farsi benedire ed occorre essere meno reticenti, come Giuliano Ferrara a fatto notare: le cose non si possono dire a metà. Personalmente sono giunto alla conclusione che Calabresi non era nella stanza al momento del volo di Pinelli, ma che abbia fatto l’errore di avallare la versione deisuoi uomini, come se ci fosse stato. Delle due l’una: o (come credo) non era presente, ed allora aveva il dovere di dire che non ne sapeva nulla, o poteva sostenere la tesi del suicidio, ma ammettendo di essere stato presente al momento. Credo che egli abbia fatto prevalere il “senso di corpo”, pessima cosa in una vicenda di quella gravità. Questo non toglie che per quell’ errore  abbia poi pagato un prezzo enorme, prima con la violenta campagna (al limite del linciaggio morale) e poi con l’assassinio a soli 32 anni.

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Postato da polymita il Venerdì, 29 maggio @ 09:15:08 CEST (26 letture)
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Finzioni
Politica italiana renatopierri Scrivere "

L'Unità 12 maggio

Finzioni

Finge di essere meno basso di quel che è; finge di essere più giovane di quel che è; finge di non essere calvo; finge di camminare come se fosse un uomo aitante; finge di sorridere; finge che tutto va meglio di come va in realtà. Perché mai dovrei credere che è un dongiovanni? Non sarà tutto fumo e niente arrosto?

Elisa Merlo




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Postato da polymita il Mercoledì, 20 maggio @ 08:35:32 CEST (29 letture)
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Fini: “le leggi non siano orientate da precetti religiosi”
Politica italiana spike Scrivere "Nel corso di un incontro sulla Costituzione con un gruppo di studenti di Monopoli, il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ha ribadito che “il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso”. Il dibattito sui temi bioetici, ha aggiunto, è “complesso e mi auguro che venga affrontato senza gli eccessi propagandistici che ci sono stati da entrambe le parti, perchè queste sono questioni nelle quali il dubbio prevale sulle certezze”. Pronta la replica di monsignor Elio Sgreccia: “Non si tratta di precetti religiosi ma di argomenti basati sulla ragione e il diritto”. Secondo Luca Volontè (UDC), “si tratta di un appello alla discriminazione verso i cattolici impegnati in politica e tutti coloro che vivono una fede o credono ad una religione. Il presidente della Camera ci riporta nel più buio dei totalitarismi neri nel Novecento”."
Postato da polymita il Mercoledì, 20 maggio @ 08:35:20 CEST (21 letture)
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Lucia Annunziata, la Chiesa, e i migranti
Politica italiana renatopierri Scrivere "

 

MicroMega; Liberazione 12 maggio 2009

La sensibilità della maggioranza

Lucia Annunziata, la Chiesa, e i migranti

Lucia Annunziata, su La Stampa del 11 maggio, nella risposta ad un lettore, sul caso del respingimento dei barconi carichi di disperati, approvato da Silvio Berlusconi, scrive: "La Chiesa segna ancora una volta una distinzione dal governo in merito alla politica nei confronti di immigrazione e sicurezza. Tuttavia, come lei sostiene, è difficile davvero capire cosa pensare perché rimane il forte consenso che il premier coglie ogni volta che cavalca queste posizioni. Forse, semplicemente, i suoi dubbi, e quelli della Chiesa, sono lontani dalla sensibilità della maggioranza del Paese". Questo il fine ragionamento: siccome il premier riceve forte consenso, è diffcile capire. A me capire sembra semplicissimo: "la sensibilità della maggioranza del Paese" si identifica con l'egoismo della maggioranza del Paese. Non si entra nel merito della questione, per stabilire se respingere i migranti è cosa buona o cattiva, se è bene o è male. Ciò che conta è la "sensibilità" della maggioranza.  

Renato Pierri

 

 


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Postato da polymita il Martedì, 19 maggio @ 08:37:00 CEST (27 letture)
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Le ricche pensioni del Senato A un commesso 8 mila euro
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ROMA — Ottomila euro lordi al mese per quindici mensilità. È la pensione spet­tante a quel commesso del Se­nato che giusto una decina di giorni fa ha deciso di lasciare il lavoro. All’età di 52 anni. Il più recente protagonista di un inarrestabile e costosissi­mo esodo. Leggendo il bilancio di pre­visione 2009 approvato il 21 aprile dal consiglio di presi­denza di palazzo Madama si scopre che negli ultimi due anni i costi per pagare le pen­sioni sono letteralmente esplosi.

Fra il 2007 e il 2009 sono passati da 77,8 a quasi 90 milioni, con un aumento del 14,3%. Ma se si escludono le pensioni di reversibilità, quelle cioè pagate ai supersti­ti, la progressione è stata an­cora più violenta: +15,6%. Die­ci milioni e 800 mila euro in più. Quest’anno, sempre se le previsioni saranno rispettate (ma di solito le stime sono in difetto) la spesa per le sole pensioni «dirette» sfiorerà 80 milioni. Esattamente 79 mi­lioni e 950 mila euro. Cifra che divisa per 598 dipendenti pensionati fa, tenetevi forte, 133.695 euro ciascuno. Vale a dire, quindici volte e mezzo l’importo di una pensione me­dia dell’Inps. Inoltre, detta­glio non trascurabile, le pen­sioni del Senato seguono la dinamica degli stipendi di pa­lazzo Madama. È stata la crescita abnorme di questa voce che ha impedi­to al Senato di rinunciare, co­me invece hanno fatto Came­ra e Quirinale, all’adeguamen­to all’inflazione programma­ta per il prossimo triennio? Chissà. Certamente è vero che l’aumento della spesa per le pensioni dei dipendenti si è mangiato quasi tutte le sfor­biciatine fatte al bilancio di palazzo Madama.


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Postato da polymita il Mercoledì, 13 maggio @ 09:25:33 CEST (19 letture)
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Daniela spettacolo da paura
Politica italiana falco666 Scrivere "


Daniela Santanché, che in campagna elettorale aveva polemizzato con Berlusconi e giurato che mai e poi mai si sarebbe sottomessa a un uomo per il quale le donne devono solo stare orizzontali, l’altra sera a Otto e mezzo si è dichiarata estaticamente orgogliosa di avere un premier come quello attuale. Coerentemente, la stessa Santanché, ha praticamente sbranato in diretta il povero Vauro, offendendolo per le sue idee e il suo lavoro, nonché impedendogli di parlare. Il vignettista, essendo un signore, non ha reagito, con quella che dovrebbe essere una signora, come avrebbe fatto probabilmente con un uomo. Ma c’è da chiedersi se chi sbraita come il più sbracato degli uomini e dice cose indecenti approfittando della decenza altrui, possa pretendere di far appello al femminismo quando conviene. Chi si comporta come Gasparri e dice le stesse cose che dice Gasparri, non è più una donna: è Gasparri travestito da donna. Uno spettacolo da paura.

www.unita.it
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Postato da polymita il Giovedì, 07 maggio @ 10:51:07 CEST (50 letture)
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Terremoto Abruzzo, appuntamento a Ballarò
Politica italiana falco666 Scrivere "


Di Angela Gennaro

Terremoto in Abruzzo. Un protagonista non solo unico e inedito, ma che in questi giorni non teme concorrenza in termini di popolarità. Il quadro che si sta venendo a delineare, dopo i crolli, il dolore, la morte e ancora insieme alle scosse, è - volendo utilizzare un eufemismo - inquietante. Si è svegliata una forza che si era accumulata per secoli sotto quella terra. Un vero e proprio mostro. Ma ancora più paura, se possibile, fa il mostro umano.

Il terremoto di nuovo a Ballarò da Floris. Maurizio Crozza ha cominciato in grande. Con un pensiero quasi imbarazzato per gli abruzzesi, per la situazione attuale, per quanto accaduto e in corso. Ma Maurizio Crozza è un comico, e non può non fare il comico. Alla vista di Maroni e Belpietro in studio, esclama: ma non doveva essere una puntata sul meglio dell’Italia?

 

E in effetti il ministro Maroni risulta stizzito fin dall’inizio della puntata. Difende, il ministro, la necessità di non accorpare referendum ed elezioni europee. Necessità vista da più parti, per una questione principalmente di risparmio fondi in un momento come questop. Ma la Lega difende la sua difficile e impopolare posizione.

Anche Maroni la difende. Solo che - sarà anche perché ormai stizzito da Crozza - cade in quelle che ai profani non possono che apparire come gaffe. Perché Maroni, nel difendere la presa di posizione sua e del partito di Bossi, parla di impossibilità di accorpare il referendum alle europee per problemi di incostituzionalità.

E qui Floris non riesce a tacere: ricorda al rappresentante dell’esecutivo che:

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Postato da polymita il Martedì, 05 maggio @ 09:11:20 CEST (25 letture)
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Dell'Utri: «Mussolini? Era troppo buono»
Politica italiana runder Scrivere "

«Era un uomo straordinario e di grande cultura, alla Montanelli. Non fu un dittatore spietato come Stalin»



ROMA - Benito Mussolini visto con gli occhi di Marcello Dell’Utri. Il senatore del Pdl, tra i fondatori di Forza Italia, ne parla a lungo in una intervista alla trasmissione web-tv Klauscondicio di Klaus Davi. «Mussolini - sostiene Dell’Utri - ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin. Leggendo i diari, giorno per giorno, per 5 anni dal ’35 al ’39, cioè alla vigilia della decisione di entrare in un conflitto mondiale già iniziato, le posso assicurare - spiega - che trovo Mussolini un uomo straordinario e di grande cultura.
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Postato da polymita il Martedì, 05 maggio @ 09:10:24 CEST (37 letture)
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Lodo Alfano per i top manager, il governo eclissa il processo Thyssen
Politica italiana falco666 Scrivere "di Massimo Franchi

Sacconi vuole salvare i manager Thyssen da una probabile condanna per strage. Una norma inserita surrettiziamente al decreto correttivo con cui il ministro del Lavoro ha modificato il Testo Unico sulla sicurezza mette al riparo i vertici di tutte le aziende dalle responsabilità su tutti gli infortuni sul lavoro.

La denuncia arriva dalla Fiom Cgil. Ad accorgersi dell'articolo 10-bis introdotto nel decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri il 9 aprile sono stati i legali del sindacato: Elena Poli, Sergio Bonetto. Gli stessi che sono parte civile al processo Thyssen in corso a Torino e che vede imputati i vertici dell'azienda tedesca.

«L'articolo 10-bis va a ribaltare il senso delle responsabilità in caso di incidente sul lavoro – spiega Bonetto - . Per rimanere alla Thyssen finora la responsabilità della mancanza degli estintori è di chi aveva in potere di comprarli, che aveva il budget per farlo e quindi i manager al massimo livello italiano e tedesco. Se passerà questa norma si farà il contrario: la responsabilità sarà al livello più basso, quello più vicino all'evento. Se passerà questa norma, per il rogo di Torino al massimo a pagare sarà il responsabile dello stabilimento. I top manager italiani e tedeschi sarebbero non imputabili». La norma ha infatti applicazione immediata. «Si tratta di norme penali e quindi migliorando le condizioni degli imputati sono valide per i processi in corso e hanno anche valore retroattivo», completa la spiegazione Elena Poli.

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Postato da polymita il Lunedì, 04 maggio @ 11:29:23 CEST (21 letture)
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Tremonti: Election day contro la legge, I referendari: affermazioni da ignorante
Politica italiana falco666 Scrivere "

Tremonti: «Election day contro la legge»
I referendari: affermazioni da ignorante


ROMA (19 aprile) - «Il costo del referendum va messo a carico di chi ha inventato il referendum»: è quanto sostiene il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che oggi è intervenuto alla trasmissione di Lucia Annunciata "In mezz'ora" su Rai Tre. «Accorpare la data delle elezioni europee e quella del referendum sarebbe stato contro lo spirito e la logica della Costituzione: lo vieta la legge. E comunque il referendum era meglio non farlo - ha detto Tremonti - Se c'è un meccanismo per risparmiare sul referendum non è certo violando la legge, se mai si può pensare di spostare la data sul giorno del ballottaggio delle amministrative. Quanto ai costi, andrebbero messi a carico di chi ha inventato il referendum: i referendari sembrano sempre più una setta che fa delle cose che agli italiani interessano sempre meno». 

Guzzetta: Tremonti dice assurdità. «Quando afferma che l'election day abbinato al referendum andrebbe contro lo spirito della Costituzione, Tremonti, probabilmente condizionato dalle frequentazioni leghiste, afferma un'assurdità»: è questa la replica del presidente del comitato promotore del referendum, Giovanni Guzzetta. «Sorprende - dice Guzzetta - che dopo Maroni persino il ministro dell'Economia faccia adesso simili dichiarazioni da ignorante, ovvero da persona che ignora non soltanto i "fondamentali" del diritto costituzionale, ma anche ciò che le leggi vigenti dicono. Da quando si sono sparse certe menzogne sulla presunta illegittimità dell'abbinamento al 7 giugno, non manca giorno in cui un presidente emerito della Corte costituzionale non ci spieghi che sono soltanto sciocchezze. Sarebbe forse il caso di prenderne atto, anziché continuare a propalare falsità che dimostrano soltanto disprezzo per la democrazia. Se Tremonti pensa davvero che del referendum non importi nulla a nessuno, perché allora lui e i suoi amici della Lega hanno così paura dell'abbinamento? Per nostra fortuna Tremonti fa il ministro dell'Economia, e come tributarista è certamente più bravo che come esperto di diritto costituzionale».
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Postato da polymita il Giovedì, 23 aprile @ 08:38:33 CEST (29 letture)
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La Boss(ol)i Tax
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Il Governo prevede l'una tantum per l'Abruzzo a carico dei contribuenti per circa 500 milioni. Il mancato accorpamento del referendum sulla legge elettorale con le elezioni europee ci costerà circa 460 milioni. Perché lo psiconano non chiede l'una tantum alla Lega, invece che agli italiani?
Boss(ol)i vuol fare fallire il referendum sulla nuova legge elettorale. Per questo non lo vuole lo stesso giorno delle europee. Affinché non sia raggiunto il quorum. Per impedire alla volontà popolare di pronunciarsi viene imposto un pizzo di 460MILIONIDIEURO. Pagare per non votare, mai successo prima. Di solito, dai tempi di Achille Lauro a Napoli con un paio di scarpe per voto, si pagava l'elettore per votare un candidato. Ora invece l'elettore paga (non richiesto) per non votare un referendum proposto attraverso le firme dei cittadini.

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Postato da polymita il Martedì, 21 aprile @ 09:49:55 CEST (33 letture)
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La finta riparazione di Santoro
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Introduzione secca, polemica, ironica,
da consumato tribuno del popolo. La puntata di riparazione di «Annozero» si è subito trasformata in una puntata di rivendicazione: «Come dice Emilio Fede— ha sentenziato Michele Santoro—noi facciamo vincere Berlusconi. Siamo come un Tg4 fatto bene». E perché non restassero dubbi Marco Travaglio si è premurato di paragonare il premier a Benito Mussolini. Con (malcelata) ironia, s’intende.

Michele Santoro può criticare, è un suo sacrosanto diritto, ma guai a criticarlo! E forse ha ragione: lui non è un conduttore televisivo, un giornalista, un uomo di parte, sarebbe come diminuirne il peso e il ruolo sociale. Lui è la personificazione della libertà d’informazione, quel che resta dell’opposizione, l’unica tv che rema contro. Ieri sera è stato costretto dal direttore generale della Rai, Mauro Masi, agli esami di riparazione. Doveva provvedere a una trasmissione in grado di riequilibrare quella della settimana scorsa ritenuta, evidentemente, squilibrata. In studio c’erano gli on. Niccolò Ghedini e Antonio Di Pietro, il giornalista Mariano Maugeri e Titti Postiglione, responsabile della sala operativa della Protezione civile. Riequilibrare vuol dire mettere contro Di Pietro e Ghedini, e vinca chi grida di più. Per fortuna significa anche sentire le pacate parole della Postiglione. In questi casi non si sa mai, come dicono in Veneto, se sia peso el tacon del buso, sia peggio il rattoppo del buco.


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Postato da polymita il Martedì, 21 aprile @ 09:49:37 CEST (28 letture)
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Ground Annozero
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Il quartiere generale comunica: “E’ stato richiesto un riequilibrio alla trasmissione di Michele Santoro nei servizi esterni. Il vignettista Vauro è stato sospeso per oltraggio ai defunti”. Con questo secco e autorevole comunicato il nuovo direttore generale della Rai, Masi, ha stabilito alcuni punti fermi.

Il primo: i punti di equilibrio li stabilisce chi ha autorità e potere, non chi ha responsabilità di informare. Secondo: la “correzione” dell’equilibrio non passa da un organo giudicante, con accusa e difesa e dibattito. La “correzione” la decide a la impone chi ha autorità e potere. Terzo: in che modo si fa la “correzione”? Attraverso un atto di sottomissione e ubbidienza. Ubbidisci e basta. Meno domande fai e più mostri di meritare la tolleranza del potere. Quarto: ma c’è, inesorabile, secca, virile, la punizione. Il vignettista Vauro è sospeso fino a nuovo ordine.
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Postato da polymita il Lunedì, 20 aprile @ 09:19:02 CEST (32 letture)
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Il referendum ,porcata, della Lega
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Nel 2007 fu raggiunto il numero di firme per il referendum per la nuova legge elettorale che cancellerebbe la "porcata" di Calderoli. Il referendum fu approvato nel gennaio 2008. Fu ignorato da Napolitano che chiamò le elezioni politiche senza averlo indetto. Morfeo Napolitano costrinse gli italiani a votare con la legge "porcata". Nel 2009, per legge, è diventato impossibile ignorare il referendum.. Adesso bisogna votare.
I partiti però non amano che i cittadini si intromettano. Lo Stato è Cosa Loro. La volontà popolare gli fa venire l'orticaria. Ma il referendum non si può evitare. Lo si può però boicottare. La Lega, in particolare, non vuole che gli italiani si pronuncino. La legge elettorale prevede che il premio di maggioranza in seggi sia attribuito al partito con il maggior numero di voti e non più alla coalizione. Il PDL potrebbe vincere senza Bossi, la Lega sarebbe inutile. Più o meno come ora, ma senza seggi in Parlamento.
Come uscire da questa situazione? Il vaselinaro Maroni pensa di tenere la consultazione per le europee il 14 giugno, la domenica successiva al primo turno delle amministrative. Costo in più per i contribuenti 4/500 milioni di euro. In questo periodo con milioni di disoccupati una somma improponibile. Lo psiconano avrebbe però trovato una soluzione. Rimandare il referendum al 21 giugno, giorno del balottaggio delle amministrative. Per farlo è necessario un decreto legge, infatti la legge 352 del 1970 impone la convocazione tra il 15 aprile e il 15 giugno. Al secondo turno il numero di elettori crolla, il quorum per il referendum non si raggiunge e si risparmia sui costi elettorali.
Una immensa, colossale presa in giro. Se il referendum per la nuova legge elettorale fosse tenuto con le elezioni europee il 6/7 giugno, come avverrebbe in qualunque Paese democratico, vincerebbe il si, il quorum sarebbe raggiunto. Lo sanno tutti i partiti. Per questo si terrà dopo. Dalla legge porcata al referendum porcata.
L'istituto del referendum, insieme alle leggi di iniziativa popolare, va abolito. E' ormai solo una presa per i fondelli, una delle tante di questo governo e di questa opposizione di pagliacci. Se dovevamo vivere sotto una dittatura, allora era meglio il fascismo di questi marchettari della televisione e dei giornali. Di questi cialtroni in doppiopetto. Meglio Grandi, Bottai e Balbo di Gasparri, Cicchitto e Maroni. Il fascismo cacciò le mafie (o almeno ci provò). Le mafie hanno fatto dell'Italia la caricatura del fascismo e con i nostri referendum si puliscono il culo. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

www.beppegrillo.it
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Postato da polymita il Lunedì, 20 aprile @ 09:18:43 CEST (39 letture)
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Punirne uno, per educarne cento
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La censura scattata contro Vauro e l'ordine impartito a Michele Santoro di "riequilibrare" nella puntata di domani di Annozero quanto raccontato giovedì scorso nei servizi sul terremoto, sono un crimine contro la libertà di parola. In qualsiasi democrazia liberale idee e opinioni possono essere sempre espresse. L'unico limite è quello dettato dal codice penale: posso dire quello che voglio, ma non posso calunniare o diffamare chi critico.

Nessuno ad oggi è stato in grado non di affermare, ma nemmeno di ipotizzare, che Vauro o i giornalisti di Annozero abbiano commesso qualche reato o detto falsità occupandosi del sisma in Abruzzo. Molte, se non tutte, le domande sollevate durante la trasmissione sono anzi rimaste senza risposta.

L'intervento del direttore generale della Rai, Mauro Masi, è dunque semplicemente sbagliato e dimostra ancora una volta come l'azienda radiotelevisiva di Stato non sia più un servizio pubblico, ma solo una tv al servizio dei partiti. I partiti sono i padroni di viale Mazzini e visto che più o meno tutti i partiti (compreso il Pd) hanno detto che la puntata non era piaciuta, l'editore, come avrebbe fatto qualsiasi altro editore privato, è corso ai ripari. Vauro è stato "sospeso" e ai collaboratori e ai dipendenti Rai è stato dato un segnale preciso: qui si fa come vogliamo noi.

Restano due problemi. Il primo: il servizio pubblico è del pubblico, cioè dei telespettatori. Tra di essi vi sono milioni di persone che, pur essendo in minoranza nel Paese, hanno diritto di veder rappresentato il loro punto di vista. Annozero e Vauro hanno insomma il diritto di andare liberamente in onda esattamente come ha il diritto di andare in onda Bruno Vespa o Gianluigi Paragone.

Ovviamente sia Santoro, che Vespa, che Berlusconi, Di Pietro o Franceschini, sono criticabili. Personalmente non condivido una parola del pensiero di Aldo Grasso che dalle colonne de "Il Corriere della Sera" ha accusato Annozero di «abuso di libertà» dando di fatto il via all'intervento in stile sovietico della politica italiana. Ma credo che Grasso abbia tutto il diritto di esprimere ciò che pensa e, parafrasando Voltaire, sarei disposto a dare la vita per difendere il suo diritto.

E qui veniamo al secondo problema: quanti tra i sedicenti liberali alle vongole protagonisti della vita pubblica italiana, politici, editorialisti, direttori di giornali, capitani d'industria, prenderanno posizione per difendere non Santoro o Vauro, ma un principio? Io credo pochi. Perché la libertà di parola nasce nel '700 per poter parlare male di chi stava al potere. Per parlarne bene, infatti, c'erano già i cortigiani. C'erano allora e ci sono ancora.
(Vignetta di Vauro)"
Postato da polymita il Sabato, 18 aprile @ 11:15:32 CEST (29 letture)
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Annozero, l’infamia di informare
Politica italiana falco666 Scrivere "

Che l’abbiano visto a no, tutti ormai in Italia sanno della puntata di “Annozero” e dell’infame lavoro svolto da Michele Santoro la sera di giovedì 9 aprile. A giudicare da corsivi, editoriali, interventi e paginate dei migliori giornali di destra (ma non solo di destra) Santoro è stato molto più malvagio del clan dei Casalesi e assai più dannoso del terremoto.

L’impressione di chi non avesse visto la trasmissione, normale collezione di critiche e dubbi su costruzioni, corruzioni e disattenzioni che hanno aggravato il danno del terremoto, e spazio per voci e immagini di chi ha voluto denunciare ritardi, omissioni, assenze, solitudini, è che si sia trattato di un gratuito e fantasioso gioco di diffamazione per pura cattiveria, o per biechi fini politici."
Postato da polymita il Venerdì, 17 aprile @ 09:35:06 CEST (38 letture)
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Le leggi ,pressappoco, nel Paese sempre a rischio
Politica italiana falco666 Scrivere "Gian Antonio Stella

Troppo facile, fare il ponte di Messina. Detta così, certo, può sembrare solo una provocazione: anche chi non apprezza affatto, per mille motivi, l' idea di realizzare quel sogno deve ammetterlo: una grande nazione deve darsi grandi obiettivi. Non per megalomania: per mettersi alla prova. Dio sa quanto l' Italia abbia bisogno di credere in se stessa e scavalcare lo Stretto potrebbe essere un obiettivo formidabile. Ma vuoi mettere la sfida vera? Risanare un Paese disastrato: quella sarebbe la sfida vera. La più dura. La più difficile. La più doverosa. Tanto più dopo la catastrofe in Abruzzo. C' è un' emergenza, infatti, in Italia: uscire dalla cultura dell' emergenza. Quella che ci fa tirare fuori il meglio di noi stessi nei momenti più complicati o, come in questi giorni, più traumatici. Che ci fa dire con indulgenza che «anche nel calcio diamo il meglio quando rischiamo l' eliminazione». Che spinge qualcuno (il primo fu Gianni De Michelis) a teorizzare l' obbligo di darci delle «date-catenaccio» come un campionato mondiale, un' Expo, un' Olimpiade, un vertice politico planetario per essere poi costretti a rispettare i tempi. Che induce chi governa lo Stato o un Comune, una Regione o un ente pubblico, a rinunciare a priori alla corretta gestione di qualunque impegno per invocare un commissariamento.
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Postato da polymita il Venerdì, 17 aprile @ 09:33:24 CEST (29 letture)
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La Corte dei Conti condanna Letizia Moratti
Politica italiana falco666 Scrivere "

Letizia Moratti è il sindaco di Milano che porta il nome del petroliere Moratti grazie ai soldi del quale ha fatto campagna elettorale e vinto le elezioni. I soldi del petroliere vengono anche dal CIP6 della nostra bolletta dell'ENEL. Si può quindi affermare che la Moratti è un po' il sindaco d'Italia. Un sindaco condannato dalla Corte dei Conti per le assunzioni in Comune. Scommetto che non lo sapevate? Ferruccio Sansa che si era occupato a suo tempo della vicenda spiega perché.

Testo:
Blog: Ferruccio benvenuto...
Ferruccio Sansa: buongiorno a voi.
Blog: ...parliamo della sentenza che ha riguardato Letizia Moratti, sindaco di Milano, i giornali l'hanno toccata un giorno e poi è scomparsa la notizia di questa condanna che la Corte dei conti ha inflitto al sindaco di Milano. Ci vuoi spiegare un po' l'antefatto e poi alcuni dettagli della sentenza?
Ferruccio Sansa: sì io sono rimasto stupito dal fatto, appunto, che i giornali quasi non hanno parlato di una vicenda che se fosse successa probabilmente all'estero, avrebbe avuto delle conseguenze ben diverse! Forse avrebbe spinto la Moratti, non dico a dimettersi, comunque a spiegare finalmente perché ha assunto, appena è salita in carica, 63 nuovi dirigenti esterni.
Ora, parliamo del comune di Milano, un comune che ha avuto in passato i suoi problemi ma comunque uno dei comuni che hanno una amministrazione e dirigenza più sana e più preparata di tutta l'Italia. Ci si è sempre vantati delle amministrazioni delle città del Nord, e di Milano in particolare. Ecco, la Moratti, invece, arriva e dopo pochi mesi assume 63 nuovi dirigenti per una spesa complessiva di oltre otto milioni di euro l'anno, con una retribuzione media di 150 mila euro a persona e col risultato finale che il 25% dei dirigenti del comune di Milano adesso sono esterni. Non si tratta semplicemente di assumere delle persone esterne, che già è una cosa molto discutibile e tralasciando le competenze e le professionalità che sono dentro il comune di Milano. Il fatto è capire chi ha assunto la Moratti. Ora, secondo i regolamenti e le leggi vigenti, la Moratti avrebbe dovuto scegliere con i criteri il più possibile oggettivi, per esempio, quali che dovevano essere persone che avevano già avuto delle competenze, dei ruoli di dirigenti per diversi anni.


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Postato da polymita il Lunedì, 13 aprile @ 08:48:32 CEST (26 letture)
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Il sondino di stato e il “carisma” di Berlusconi
Politica italiana falco666 Scrivere "

Archiviato l’ennesimo exploit della politica degli annunci con il Piano Casa, è arrivato il voto al Senato sulla legge che renderà vano il testamento biologico. Si può prevedere che alla Camera le correzioni, se ci saranno, avranno significato solo cosmetico.
Alla fine del cammino parlamentare, chi non avrà fatto in tempo a sottoscrivere la propria dichiarazione sulle condizioni di fine vita prima della pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale sarà costretto a ricevere, anche se non vuole, idratazione e alimentazione forzate.
Queste, come tutti ormai sanno, non sono considerate cure mediche ma puro sostegno vitale. Secondo l’articolo 32 della Costituzione il cittadino non può subire cure indesiderate: sarebbe accanimento terapeutico. Dovrà invece subire, anche se non vuole, il sostegno vitale. L’artificio della distinzione è rifiutato dalla quasi totalità della comunità scientifica e dalla legislazione degli altri paesi europei. Ma a noi viene imposto da una legge incostituzionale."
Postato da polymita il Sabato, 04 aprile @ 11:23:12 CEST (29 letture)
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Con la Cgil Marrazzo e Zingaretti sabato in piazza
Politica italiana spike Scrivere "Non erano, Marrazzo e Zingaretti, i presidenti di tutti, nessuno escluso? Avranno cambiato idea malgrado gli slogan delle loro compagne politiche che ancora riecheggiano sulle pagine web che li rappresentano. Già, infatti, in barba a tutti, saranno in piazza con la Cgil.
Il quartier generale della Cgil, proprio in queste ore, attraverso l’ampia schiera di delegati e funzionari sul territorio, sta chiamando l’adunata per la manifestazione nazionale del 4 aprile. È questa, per il sindacato di Epifani, una settimana di grandi preparativi all’appuntamento nazionale che si terrà a Roma sabato prossimo. Sperando di rendere più ampio possibile l’afflusso, l’accorato appello a partecipare è stato indirizzato pure agli amministratori locali. E già si sa che il presidente della Regione Piero Marrazzo e quello della Provincia Nicola Zingaretti non deluderanno le bandiere di Epifani. I due, infatti, hanno già sottoscritto qualche giorno fa l’adesione alla manifestazione. Difficilmente però saranno in grado di giustificare la presenza «a titolo personale». Marrazzo e Zingaretti assieme saranno al fianco degli amministratori emiliani Errani e Cofferati, a quelli della Campania, Iervolino e Bassolino, al governatore della Puglia Vendola. Un evento singolare e senza precedenti."
Postato da polymita il Venerdì, 03 aprile @ 09:18:20 CEST (32 letture)
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I magistrati ed il grande fratello.
Politica italiana Admin2 Scrivere "

 La questione delle intercettazioni. La situazione attuale

di axel bisignano, 13 Marzo 2009 noiseFromAmerika

Noi magistrati amiamo giocare al “grande fratello”. In fondo siamo invidiosi di BS che ha perfino un programma televisivo così intitolato. Perché noi no, e lui sì? Adesso BS vuole privarci del nostro giocattolino preferito, le intercettazioni. In questi giorni, alla Camera, si sta discutendo della riforma dello strumento. Siccome io sono l’uomo dei racconti a puntate, cominciamo con il descrivere la situazione come si presenta oggi.

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Postato da polymita il Sabato, 28 marzo @ 12:27:38 CET (31 letture)
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Il papa e i profilattici: reazioni italiane
Politica italiana falco666 Scrivere "


Dopo le nette prese di posizione dei governi europei contro le parole di Benedetto XVI (nel frattempo si è aggiunto anche il premier del Lussemburgo, Jean Claude Juncker: “Sono sconvolto e in disaccordo totale con le parole del pontefice”), è stato finalmente possibile raccogliere qualche dichiarazione da parte di politici italiani:
Silvio Berlusconi (capo del governo, PDL): “Ciascuno svolge la sua missione ed è coerente con il suo ruolo”.
Emma Bonino (radicali): “Quando c’è in gioco il Vaticano, c’è una debolezza politica bipartisan”.
Umberto Bossi (ministro delle riforme, Lega Nord): “L’AIDS è una malattia molto diffusa e se c’è un mezzo per evitarla va usato. In Africa il condom aiuta a fermare l’AIDS. Il papa, forse, non tiene conto della realtà locale dell’Africa”.
Renato Brunetta (ministro della funzione pubblica, PDL): “Da laico, da uomo, da persona qual sono, penso che i preservativi siano utili. Poi, naturalmente, ognuno ha la sua sensibilità. Utili da tanti punti di vista. Contraccezione. Prevenzione. Sono strumenti tecnologici a disposizione degli umani, gli animali non li usano certamente, che circolano dai tempi del Rinascimento”.

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Postato da polymita il Mercoledì, 25 marzo @ 09:23:35 CET (28 letture)
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22.02.09 - Internet col bavaglino
Politica italiana falco666 Scrivere "


di Carlo Gubitosa

E' impossibile mettere un bavaglio politico alla rete: per un sito che viene chiuso in una Repubblica delle Banane, altri mille siti in altri cento paesi del mondo sono disposti ad ospitarne i contenuti ritenuti "scomodi" da una miope legislazione nazionale.

Per questa ragione ogni tentativo di normare la comunicazione dal basso più che un bavaglio è solo un "bavaglino", come quelli che si mettono ai bambini per contrastare il loro istinto naturale di giocare col cibo, sperimentando, manipolando e lanciando tutto quello che gli passa per le mani e per la bocca.

E i bavaglini sono solo palliativi inutili, come ben sa chi ha scoperto a sue spese che nonostante i nostri sforzi i bambini riescono comunque a sporcare seggiolone, genitori, tavola e pareti.

Anche i tentativi di regolamentare una tecnologia intrinsecamente libertaria e creativa come internet sono pezze colorate che non potranno fermare con un colpo di penna la forza inarrestabile della comunicazione sociale, che segue tempi, regole e dinamiche di evoluzione non governabili per legge, nonostante il pugno dei governi cerchi da sempre di stringersi attorno alla sabbia della comunicazione orizzontale. Ma la sabbia si sposta altrove, e le mani dei governi restano vuote."
Postato da polymita il Lunedì, 09 marzo @ 09:27:59 CET (26 letture)
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Recup: A casa 2000 operatori Capodarco
Politica italiana spike Scrivere "Tutti a casa quei duemila lavoratori? 
È questo il rischio concreto per quasi duemila soci lavoratori della Cooperativa Sociale e Integrata Capodarco di Roma - un terzo dei quali persone con gravi disabilità - di fronte ai provvedimenti in corso di attuazione nella Regione Lazio, riguardanti il Servizio RECUP di prenotazione sanitaria. La stessa Cooperativa Capodarco lancia dunque una lettera-appello al presidente della Regione Lazio Marrazzo, chiedendo che fine faranno quelle duemila persone, a rischio di lavoro e senza ammortizzatori sociali

«L’adozione del Decreto n. 11 del 2/2/2009 del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, in quanto commissario ad acta, prevede l’internalizzazione del servizio RECUP [Servizio Unico di Prenotazione Telefonica, N.d.R.] mediante l’occupazione di risorse regionali e/o di società regionali, con solo residuale e parziale utilizzo dei lavoratori disabili attualmente in forza alla Cooperativa Capodarco, ideatrice e attuale gestore del servizio, in cui oggi sono impegnati invece oltre novecento lavoratori disabili e normodotati».
Così ci aveva scritto nei giorni scorsi Maurizio Marotta, presidente del Consorzio Sociale CO.IN. (Cooperative Integrate), del cui messaggio avevamo informato i nostri lettori (se ne legga su www.capodarco.coop).
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Postato da polymita il Domenica, 08 marzo @ 09:02:28 CET (27 letture)
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Coscienza confusa
Politica italiana renatopierri Scrivere "

 Il Manifesto.it Lettere (e filosofia) 2 marzo 2009  Liberazione 3; Il Riformista 3 marzo; con i rispettivi titoli:

Coscienza collettiva confusa

 Biotestamento. La "coscienza" confusa del Pd (primo titolo in alto su Liberazione)

Quella libertà di coscienza "anomala" del Pd

Coscienza confusa

Caro direttore, a proposito di una legge sul testamento biologico Dario Franceschini ha dichiarato: "Deve esserci libertà di coscienza sui temi etici. Questa è la linea del Pd". Che debba esserci libertà di coscienza su un tema così delicato, a me sembra cosa ovvia. Anzi, a me pare che la libertà di coscienza debba esserci sempre, anche per problemi meno importanti. Mi sembra anche ovvio che una persona semplice, incolta,  possa avere la coscienza confusa, nel senso che non sappia che pesci pigliare, e si affidi alla coscienza altrui. Ciò che non trovo ovvio, ed anzi mi sembra un'anomalia,  è che un partito possa avere la "coscienza collettiva", se posso usare questa espressione,  confusa, divisa, proprio su un tema importantissimo che riguarda la libertà della persona. 

Attilio Doni

Genova

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Postato da polymita il Venerdì, 06 marzo @ 08:27:18 CET (28 letture)
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Firma per salvare il ReCup (803333) e 2000 lavoratori www.capodarco.coop
Politica italiana spike Scrivere "

Pubblichiamo la lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Lazio e Commissario ad acta per la sanità Piero Marrazzo. Tale lettera, inviata dall’Assemblea di tutti i soci della Cooperativa Sociale ed Integrata Capodarco, è a disposizione di chiunque ne voglia condividere il messaggio su www.capodarco.coop

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO E COMMISSARIO AD ACTA PIERO MARRAZZO: RECUP CAPODARCO: TUTTI A CASA?

Signor Presidente della Regione e Commissario governativo ad acta per la sanità regionale Piero Marrazzo,
questa lettera aperta è dei soci lavoratori della cooperativa sociale e integrata Capodarco, riuniti in assemblea il giorno 22 febbraio 2009.
Vogliamo confrontarci con Lei, e con tutti i cittadini della nostra Regione, su tre problemi che riteniamo della massima urgenza:
1. che fine farà il servizio RECUP?
2. Che fine farà la cooperativa Capodarco?
3. Che fine faranno gli oltre 2.000 lavoratori della cooperativa?
I tre problemi non sono messi in ordine di importanza ma di causa ed effetto: se si sbaglia la risposta al primo ne possono derivare conseguenze tali
da pregiudicare la soluzione degli altri due.
Tutti conoscono il servizio regionale di prenotazione delle prestazioni sanitarie ambulatoriali RECUP, ed è convinzione unanime che si tratti di un
servizio di rilevante importanza per tutti i cittadini della Regione: lo scorso anno il numero di telefonate in entrata e uscita che abbiamo servito è
stato di circa 5 milioni.
Gestiamo questo servizio non per la compiacenza di ignoti, ma per esserci legittimamente aggiudicati la gara europea indetta congiuntamente dal
Comune di Roma e dalla Regione Lazio, per mezzo della Farmacap, nel dicembre del 1999.
È dal 2005 che, sulla base di ripetute delibere regionali, del precedente e dell’attuale governo della Regione, operiamo in proroga di contratto in attesa
di chi si aggiudicherà la prossima gara.
La LAIT spa ne ha già indette 2 e le ha revocate entrambe.

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Postato da polymita il Venerdì, 06 marzo @ 08:26:57 CET (36 letture)
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Premesse sbagliate?
Politica italiana renatopierri Scrivere "

Il Manifesto.it Lettere (e filosofia) 2 marzo 2009; con i rispettivi titoli:

Liberazione 3 marzo 2009

Nucleare. Premesse sbagliate?

Nucleare. Le premesse sbagliate?

Caro direttore, Sergio Romano scrive sul Corriere del 2 marzo: "Non c'è peggiore dibattito di quello che muove da premesse sbagliate...Con il referendum del 1987 gli italiani non poterono dire no al nucleare...I quesiti erano tre. Volevano abrogare la legge che attribuiva al Cipe il potere di determinare le aree dove insediare le centrali elettronucleari, nel caso non lo facessero le Regioni? Volevano abrogare la legge che autorizzava l'Enel a versare contributi a Regioni e Comuni...? Volevano abrogare la legge che consentiva all'Enel di promuovere la costruzione di impianti elettronucleari con società o enti stranieri...? Gli elettori dissero sì, a grande maggioranza, e la loro risposta ebbe l'effetto di cancellare quelle norme. Ma il governo avrebbe potuto costruire centrali con altre regole, diverse da quelle abrogate". In realtà,  gli italiani sapevano benissimo che votare sì significava dire no al nucleare, anche perché sul no al nucleare basarono la loro campagna i promotori del referendum. Se il governo avesse costruito centrali con altre regole, sarebbe andato palesemente contro la volontà espressa nella sostanza dagli elettori.

Veronica Tussi

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Postato da polymita il Mercoledì, 04 marzo @ 09:18:57 CET (28 letture)
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Berlusconi imbavaglia la stampa
Politica italiana falco666 Scrivere "

Prendiamo atto che il governo vuole introdurre la censura. Con la nuova legge sulle intercettazioni telefoniche il governo attacca direttamente gli editori. Li minaccia di pene e di multe salate se oseranno pubblicare ciò che finora era possibile pubblicare in base al diritto di cronaca. Un solo esempio: con questo sistema non avremmo saputo nulla dell’affare Parmalat e dei danni a decine di migliaia di piccoli risparmiatori.
Gli esperti di diritto si eserciteranno nell’analisi e nella spiegazione di questa nuova trovata del centrodestra. Ma è fin da subito facile tirare una conclusione: per impedire che l’attività dei potenti venga conosciuta dall’opinione pubblica, il governo è pronto a minare alla radice le possibilità di indagine e conoscenza su tutti i reati. I giornalisti non potranno più dare informazioni sui processi, né potranno nominare i magistrati e gli imputati fino che tutta l’udienza preliminare non sarà conclusa. Passeranno anni. E quando si saprà sarà sempre troppo tardi.
E nella nuova legge di controriforma della giustizia si prepara una perla per impedire che l’eventuale condanna di Mills per corruzione si traduca in pubblico riconoscimento del ruolo di chi l’ha corrotto. Indovinate chi.
A questo punto si deve inventare qualcosa di più della mobilitazione classica. Opposizione parlamentare e manifestazioni di piazza sono obbligatorie. Ma ci vuole un’iniziativa speciale. Se in Italia gli editori diventano punibili perché pubblicano ciò che nel resto del mondo si continuerà a pubblicare, è necessario organizzare un nuovo tipo di disobbedienza civile.
I parlamentari che non vogliono condividere questa infamia si mettano a disposizione nell’esercizio delle loro funzioni per diffondere pubblicamente ciò che non si dovrà più sapere. Chi si intende della materia provi a immaginare soluzioni creative e a proporre suggerimenti in merito. Chi non lotta si consegna inerme al dominio di un potere incontrollabile.

Pancho Pardi

http://temi.repubblica.it/micromega-online/130209-il-bavaglio-alla-stampa/
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Postato da polymita il Sabato, 28 febbraio @ 07:56:00 CET (20 letture)
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I dettagli della manifestazione a Piazza Farnese
Politica italiana falco666 Scrivere "

La manifestazione “Sì al testamento biologico, no alla tortura di Stato” è confermata domani con inizio alle 15 a piazza Farnese a Roma.
Alle 17/17.30 interverrà per collegamento telefonico Beppino Englaro. Dal palco interverranno Mina Welby, il decano della facoltà teologica valdese Daniele Garrone, dom Giovanni Franzoni per le comunità cristiane di base, Dacia Maraini, Lidia Ravera, il direttore del Manifesto Gabriele Polo, un medico impegnato nelle cure palliative per i malati terminali, Emma Bonino, e alcuni dei promotori dell’appello che è all’origine della manifestazione: Andrea Camilleri, Furio Colombo, Paolo Flores d’Arcais, Pancho Pardi e Stefano Rodotà.

Italia dei valori, Rifondazione comunista, Sinistra democratica, Partito radicale, hanno aderito alla manifestazione invitando i loro militanti a partecipare, ma senza bandiere di partito, come chiesto dagli organizzatori.

L’Italia dei valori ha messo a disposizione le sue strutture tecniche e tutte le sue risorse per la realizzazione del palco e i problemi logistici e organizzativi, e Antonio Di Pietro sarà presente ma ha chiesto di non prendere la parola, proprio in nome dello spirito di servizio verso una iniziativa autonoma della società civile con cui il suo partito ha fornito il suo apporto.

(20 febbraio 2009)

http://temi.repubblica.it/micromega-online/i-dettagli-della-manifestazione-a-piazza-farnese/
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Postato da polymita il Sabato, 21 febbraio @ 09:05:25 CET (26 letture)
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Foibe, agli studenti con Alemanno un opuscolo sui comunisti assassini
Politica italiana falco666 Scrivere "TRIESTE - Il viaggio organizzato dal Campidoglio dedicato alla civiltà istriano-dalmata e alla tragedia delle foibe si è concluso con una polemica per un opuscolo consegnato agli studenti romani. Il testo, intitolato "1945 nascita dello Stato comunista iugoslavo: la logica del terrore", di Paolo Albertini della Lega nazionale di Trieste (associazione di esuli italiani), ha come immagine di controcopertina un uomo sofferente e legato a una falce e martello da un filo spinato. "Un errore" ha detto il sindaco, Gianni Alemanno, assicurando che l'opuscolo sarà "restituito, ritirato e sostituito con il libro che in origine avevamo scelto di consegnare agli studenti".

Nonostante lo stesso sindaco nei giorni scorsi abbia dichiarato più volte che il viaggio a Trieste e in Istria non voleva rappresentare una condanna al comunismo, l'opuscolo ha suscitato delle perplessità tra gli insegnanti che confidano nello spirito critico dei ragazzi. "Non mi sembra un'immagine all'insegna della pacificazione", ha osservato una docente del Convitto nazionale; "non è certo un simbolo di riconciliazione - ha aggiunto un'insegnante dell'istituto Marco Polo - penso ci vorrebbe una maggiore preparazione storica da parte di chi organizza i viaggi. I testimoni che abbiamo sentito in questi giorni si intuiva che fossero di parte, ma siamo venuti qui per conoscere ed è comunque meglio esserci che non esserci".

Le insegnanti si preparano comunque a compiere nelle classi un "esame critico", nella convinzione - ha osservato un'altra docente del Convitto nazionale - che "i ragazzi sanno ragionare con la loro testa e in questo viaggio ci hanno dato una lezione di vita".



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Postato da polymita il Giovedì, 19 febbraio @ 13:13:11 CET (19 letture)
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Eluana, Flores d’Arcais: Un golpe morale e istituzionale
Politica italiana falco666 Scrivere "




di Paolo Flores d'Arcais, dal quotidiano spagnolo "El Pais", 7 febbraio


Quello che Berlusconi sta tentando in queste ore è un vero e proprio “golpe”, morale e istituzionale. Vuole imporre al paese una legge medioevale, che sottrae al cittadino il diritto sulla propria vita e sul proprio corpo, per consegnarlo alla volontà totalitaria della Chiesa e dello Stato. E poiché nel fare questo si scontra con tutte le decisioni prese al riguardo dalla magistratura (di ogni ordine e grado, compreso quello europeo) e con il rifiuto del Capo dello Stato di firmare un decreto-legge spudoratamente anticostituzionale, Berlusconi annuncia che intende stravolgere legge e Costituzione con una seduta fiume del Parlamento e con proclami diretti al “popolo” (cioè ai telespettatori che manipola in forza del suo monopolio televisivo totalitario).
Il caso di Eluana Englaro è infatti chiarissimo: in stato vegetativo permanente da diciassette anni, aveva espresso con il padre e con gli amici la sua ferma volontà di non essere “salvata” da nessuna macchina, se mai le fosse accaduto quello che era accaduto ad una sua amica. Tale volontà è stata giudicato inequivocabile dai tribunali che si sono dovuti pronunciare, e quindi una sentenza definitiva e inappellabile ha consentito finalmente che a Eluana venisse “staccata la spina”.
Del resto, la legge italiana garantisce al cittadino il rifiuto di qualsiasi cura medica, anche quando la mancata cura porta certamente alla morte: si può rifiutare un’amputazione, una trasfusione, e qualsiasi altro intervento. E non si può imporre l’alimentazione forzata neppure a chi voglia farsi morire attraverso uno sciopero della fame e della sete.
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Postato da polymita il Mercoledì, 18 febbraio @ 08:47:15 CET (24 letture)
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Italia, libertà filtrate?
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Roma - La sicurezza pubblica passa dalla rete: in caso di apologia di reato, in caso di istigazione a delinquere, i provider potrebbero trovarsi costretti a innescare misure per filtrare le pagine sotto indagine. Dietro l'angolo, in caso di inottemperanza, c'è la minaccia della corresponsabilità. Nelle mani dei provider ci potrebbe essere l'onere di percorrere il crinale che divide la libertà di espressione e il reato di opinione.

La disposizione che potrebbe costringere i provider a filtrare le sortite dei cittadini della rete è contenuta nel pacchetto sicurezza, il noto disegno di legge 733: sotto forma di un emendamento incastonato nel testo dal senatore Gianpiero D'Alia (UDC), si introduce nel DDL l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il Senato ha approvato ieri il testo definitivo, testo che ora rimbalzerà alla Camera.
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Postato da polymita il Domenica, 15 febbraio @ 11:32:50 CET (20 letture)
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Intercettazioni, altre strette sui pm
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"Solo con gravi indizi di colpevolezza"



ROMA
- Intercettazioni sì, ma solo se esistono "gravi indizi di colpevolezza". Dopo la stretta sul badget a disposizione delle procure per pagare l'ascolto di telefoni sospetti ed il limite di due mesi, An, Fi e Lega aggiungono al ddl sicurezza altre limitazioni.

Non è solo una differenza lessicale autorizzare i magistrati all'ascolto se già esistano nei confronti dei sospettati "gravi indizi di colpevolezza" o semplici "indizi di reato", come prevede la normativa in vigore oggi. Esempio: se avviene un omicidio in un condominio, non si potranno mettere sotto controllo tutti gli inquilini ma solo quelli su cui c'è più d'un semplice indizio. E non è poco. L'Associazione nazionale magistrati lancia un allarme: "Con queste modifiche si indebolisce uno strumento investigativo indispensabile per individuare i responsabili di gravi delitti".

E non è tutto: esclusi dall'elenco dei reati per cui saranno autorizzate le intercettazioni, l'insider trading, la manipolazione del mercato azionario, e l'aggiotaggio. I giornalisti che pubblicheranno le intercettazioni saranno puniti con 30 giorni di carcere o con un ammenda dai duemila ai 10mila euro.

Per il resto la norma è sostanzialmente confermata: si potranno intercettare tutti i reati con pene superiori ai cinque anni, più alcune fattispecie già previste nell'attuale Codice di procedura penale come la pornografia minorile, il contrabbando, i delitti contro la pubblica amministrazione e i reati concernenti sostanze stupefacenti e armi. Intercettabili anche i reati di ingiuria, minaccia, usura, abusiva attività finanziaria, molestia o disturbo delle persone con il mezzo del telefono, lo stalking.

Felice il Guardasigilli Angelino Alfano: "Siamo passati da un vecchio sistema di intercettazioni ad libitum a paletti stringenti che in futuro impediranno abusi e garantiranno la privacy".

Stretta anche sulle riprese televisiva dei processi: finora era concessa anche senza il consenso delle parti purché "esistesse un interesse sociale rilevante". In futuro, le telecamere entreranno a Palazzo di giustizia solo se le parti la consentiranno.
(29 gennaio 2009)

www.repubblica.it
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Postato da polymita il Martedì, 10 febbraio @ 09:05:41 CET (23 letture)
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Se indecente non è il massacro di Gaza, ma Annozero…
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di Norma Rangeri, da il manifesto

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, telefona al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, per dirgli che «è stato superato il livello di decenza». Il capo del governo, Silvio Berlusconi, si esibisce in una nuova versione del celebre “si contenga”. Il governo israeliano, attraverso l'ambasciatore Gideon Meir, scrive una lettera al presidente della Rai, protestando «la mancanza di professionalità, inadatta alla televisione pubblica italiana». Indecente non è il massacro di Gaza, ma un programma di Michele Santoro dedicato all'atroce carneficina.
Uno stato estero, la terza carica della repubblica italiana, il presidente del consiglio sparano cannonate contro un Annozero sulla guerra dei bambini uccisi sotto gli occhi del mondo, in diretta tv, come è accaduto ieri, quando mentre era al telefono con un'emittente israeliana, Ezeldin Abu el Aish, ha visto atterrargli in casa una bomba e cinque sue figlie morirgli accanto."
Postato da polymita il Domenica, 08 febbraio @ 09:51:38 CET (32 letture)
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Frattini : Antisemitismo ad Annozero
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Santoro: «Chieda scusa o ci denunci»



ROMA - La polemica a seguito della puntata dedicata a Gaza non si è esaurita. Tutt'altro. Annozero è un esempio di antisemitismo. Non usa mezzi termini il ministro degli Esteri Franco Frattini per bocciare la puntata del programma di Michele Santoro dedicata all'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. «La trasmissione di Santoro è l'esempio di quello che una televisione democratica non dovrebbe mai fare» detto il ministro degli Esteri durante la celebrazione della giornata della Memoria nella sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, «l'antisemitismo che oggi si registra in molti Paesi e anche in Italia fa parte del linguaggio corrente dei mezzi di informazione e di alcuni attori politici, che forse per pura e semplice ignoranza usano parole e toni che sconfinano nell'antisemitismo».
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Postato da polymita il Lunedì, 02 febbraio @ 09:23:12 CET (26 letture)
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Flores d’Arcais: Le bugie su Di Pietro e la verità di Gramsci
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di Paolo Flores d'Arcais

I quattro minuti integrali dell’intervento di Antonio Di Pietro (vedi sotto) sono inequivoci e inequivocabili: l’accusa al Presidente Napolitano di essere stato qualche volta non imparziale non è affatto seguita, quale esplicitazione dell’accusa stessa, dall’affermazione che “il silenzio è mafioso”.
Tale affermazione è successiva ad una serie di altre considerazioni, a cui è evidentemente riferita, che riguardano perfino il fatto che (ex) terroristi possano dare lezioni nelle università (trasparente il rimando al recente caso Morucci) mentre i familiari delle vittime vengono dimenticati. Addolora, dunque, che praticamente tutti i mass media abbiamo saltato la parte intermedia dell’intervento di Di Pietro, e abbiamo riferito, del tutto inesattamente, l’espressione “il silenzio uccide, il silenzio è mafioso”, al giudizio di Di Pietro sulla imparzialità del Presidente Napolitano.
In tal modo ascoltatori e lettori hanno ricevuto l’informazione, del tutto errata, che Di Pietro abbia dato del mafioso a Napolitano. Addolora che sulla base di questa informazione errata l’ex Presidente Oscar Luigi Scalfaro abbia parlato addirittura di “reato”. E infine, oltre che addolorare, indigna che alla testa delle accuse infondate a Di Pietro sia stata fin dal primo momento una testata fondata dall’uomo la cui frase più famosa, e più che mai attuale, suona: la verità è rivoluzionaria. "
Postato da polymita il Domenica, 01 febbraio @ 17:15:02 CET (21 letture)
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De Magistris: E’ il momento di resistere e di lottare
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di Luigi De Magistris da micromega

L’altro giorno, in uno dei tanti viaggi tra Napoli e Catanzaro, ascoltavo la bellissima canzone di Francesco De Gregori e mi venivano in mente frammenti di storia scritti da magistrati della Repubblica italiana.
Pensavo al coraggio del Procuratore della Repubblica di Palermo, Gaetano Costa, che, da solo, si assunse la responsabilità di firmare degli ordini di cattura, al coraggio di Rosario Livatino ed Antonino Scopelliti che non piegarono la testa e decisero di esercitare il loro ruolo con rigore ed indipendenza, a quello di Paolo Borsellino che consapevole di quello che stava accadendo ai suoi danni cercava di fare presto per giungere alla verità e per comprendere anche le ragioni della morte di Giovanni Falcone e degli uomini della sua scorta.
Pensavo a quanta mafia istituzionale accompagna tanti eccidi accaduti negli ultimi trent’anni.

Pensavo a quello che sta accadendo in questi mesi in cui si consolidano nuove forme di “eliminazione” di magistrati che non si omologano al sistema criminale di gestione illegale del potere e che pretendono, con irriverente ostinazione, di adempiere a quel giuramento solenne prestato sui principi ed i precetti della Costituzione Repubblicana, nata dalla resistenza al fascismo.
Pensavo a quello che possono fare i singoli magistrati oggi per opporsi ad una deriva autoritaria che ha già modificato di fatto l’assetto costituzionale di questo Paese.
Pensavo a quello che può fare ogni cittadino di questa Repubblica per dimostrare che, forse, ormai, l’unico vero custode della Costituzione Repubblicana non può che essere il popolo, con tutti i suoi limiti. "
Postato da polymita il Mercoledì, 28 gennaio @ 09:22:49 CET (21 letture)
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Rai, è bufera su Santoro
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Il presidente della Camera: «Su Gaza superato il livello di decenza». L'ambasciatore israeliano: «Vergognoso»

Da Berlusconi solidarietà all'Annunziata, che ha lasciato in diretta lo studio.

ROMA - Annozero, la trasmissione di Michele Santoro dedicata al conflitto a Gaza, continua a scatenare polemiche e intorno a Lucia Annunziata, che ha lasciato lo studio tv dopo un battibecco con il conduttore, si raccoglie la solidarietà del centrodestra. «L'Annunziata ha fatto bene, speriamo che ora anche a sinistra capiscano come funzionano le trasmissioni di Santoro» attacca il premier Silvio Berlusconi, che non ha mai nascosto la sua antipatia per Annozero. Durante il Consiglio dei ministri il premier avrebbe espresso un «plauso» pubblico alla giornalista, puntando il dito contro «l'imparzialità» di Michele Santoro. Nessun commento dalla diretta interessata, che si è limitata a dire: «C'è una trasmissione e ognuno può rivederla e farsi la propria opinione».



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Postato da polymita il Domenica, 18 gennaio @ 10:19:22 CET (37 letture)
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La grande beffa della social card. Una su tre è senza soldi
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ROMA - Si dice: morire di vergogna. "Avevo il Dixan in mano, anche una confezione di orzo e una scatola di tonno ma mi è venuto un presentimento: vuoi vedere che non funziona? Allora ho preso la tessera e ho chiesto alla commessa di digitare i numeri, io non vedo bene. Non era stata caricata. Avevo i soldi stretti nell'altra mano, già tutti contati, e glieli ho dati e così è finita. Non l'ho più usata". Maria Pia, 67 anni, è fuggita via dal supermercato di Viareggio rossa in viso, e meno male che non c'era nessuno in fila. Comunque in quel supermercato non ci tornerà più.
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Postato da polymita il Venerdì, 16 gennaio @ 08:48:58 CET (30 letture)
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Ecco l'archivio di Giulio Andreotti nel caveau blindato dello Sturzo
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ROMA - E' una leggenda politica. Un mito archivistico. Il "grande armadio" della Prima repubblica. Per ora è ancora chiuso, tranne particolari autorizzazioni, alla consultazione pubblica e ci vorrà ancora del tempo anche perché Giulio Andreotti continua ad "alimentarlo" quotidianamente e a consultarlo per i suoi libri, interventi, discorsi. Eccolo l'archivio più temuto e ambito della Repubblica depositato nel caveau blindato dell'Istituto Don Sturzo dove tutti i principali esponenti della Dc hanno lasciato le loro carte. L'ANSA ha avuto la possibilità di visitarlo e, per la prima volta, di fotografarlo.

Ci sono voluti due mesi per trasferirlo in via delle Coppelle 35 nell'antico Palazzo Baldassini (opera dell'architetto Sangallo il giovane) da via Borgognona 47 dove in un appartamento era custodito l'Archivio per antonomasia. Sono 3.500 grandi faldoni - "buste" secondo la denominazione archivistica - conservati in due grandi archivi a scomparti mobili che hanno occupato due stanze dei sotterranei dell'Istituto che già accoglie le 1.400 buste di Luigi Sturzo, l'intero archivio della Dc, quello di Flaminio Piccoli, le trecento "buste"Giovanni Gronchi e le 350 di Mario Scelba.
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Postato da polymita il Domenica, 11 gennaio @ 17:36:07 CET (29 letture)
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Leggi razziali: «Fini attacca la Chiesaper meschino opportunismo politico»
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CITTÀ DEL VATICANO - «Approssimazione storica e meschino opportunismo politico». È la replica in un corsivo dell'Osservatore romano alle parole di martedì del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha accusato anche la Chiesa cattolica di non essersi opposta con decisione alle leggi razziali di Mussolini.

SORPRESA E AMAREZZA - «Sorprende e amareggia che uno degli eredi politici del fascismo, che dell'infamia delle leggi razziali fu unico responsabile e dal quale pure da tempo egli vuole lodevolmente prendere le distanze», scrive l'organo di stampa della Santa Sede, «chiami ora in causa la Chiesa cattolica. Dimostrando approssimazione storica e meschino opportunismo politico»


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Postato da polymita il Mercoledì, 31 dicembre @ 09:45:15 CET (24 letture)
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Gasparri-Di Pietro, affondi e querele
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L'esponente del Pdl attacca: «Lui e il figlio non se la caveranno». Replica: «Lo porto in tribunale»


ROMA - A sferrare il primo schiaffone verbale di Natale è Maurizio Gasparri e il bersaglio è di quelli che non stanno a prenderle senza reagire. «Di Pietro è un moralista alle vongole. L'ingombrante figlio non è nuovo ad abusi - attacca il presidente dei senatori del Pdl prendendo spunto dalle recenti inchieste napoletane -. Aspetto ancora risposta ad una mia antica interrogazione con la quale anni fa chiesi al ministero dell'Interno come mai Cristiano Di Pietro, da poco arruolato in polizia, era stato avvicinato a casa, al commissariato di Vasto, scavalcando graduatorie e con palesi abusi». Gasparri poi rincara chiedendosi polemicamente «come ha fatto il babbo a sapere che erano intercettate le telefonate tra il pargolo e Mautone?» e concludendo da par suo: «Di Pietro non se la caverà. Lo tratteremo in pubblico come merita. È adatto al circo, non alla politica».

IL DUELLO - Quanto basta per suscitare la replica dell'ex pm e attuale leader dell'Italia dei Valori, intenzionato a quanto sembra a passare alle vie legali per difendere l'onore vilipeso del figlio. «Gasparri insiste con le diffamazioni, pensando di farla franca solo perché è un deputato. Lo citerò in giudizio sperando che non voglia avvalersi dell’immunità parlamentare. Così vedremo finalmente chi dei due ha ragione».


26 dicembre 2008


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Postato da polymita il Martedì, 30 dicembre @ 09:03:59 CET (37 letture)
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Avanti, non c'è figlio che tenga
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Intercettazioni,Di Pietro chiarisce:
'Avanti, non c'è figlio che tenga'
La legalità, fa capire in una conferenza stampa a Montecitorio, viene prima di tutto. Il Pdl, invece, torna a chiedere a gran voce la riforma del sistema delle intercettazioni e al coro del centrodestra si unisce anche l'Udc
Intercettazioni,Di Pietro chiarisce: Le intercettazioni sono senza dubbio l'argomento più discusso in politica di questo periodo. Tutti ne hanno il terrore, e l'ultima vittima, anche se indiretta, è addirittura il leader dell'Idv Antonio Di Pietro (visto che ad essere intercettato è suo figlio Cristiano), Ma Tonino non spara a zero contro i magistrati, come si fa di solito in queste situazioni. Anzi. Li invita ad indagare perché lui non ha "nulla da temere" e perché "non c'è figlio che tenga". "
Postato da polymita il Lunedì, 29 dicembre @ 09:14:07 CET (39 letture)
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Intercettazioni. Di Pietro: Sono come il bisturi, curano il male
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9 giugno 2008

Area principale | Politica | Lancio

Roma, 9 giu. - "Le intercettazioni telefoniche stanno alla lotta alla criminalita' come il bisturi sta al chirurgo in sala operatoria. Sono necessarie per curare il malato dal male. E non vale appellarsi al fatto che qualche volta il bisturi viene utilizzato per fini diversi, per ammazzare la moglie. Perché dobbiamo evitare di togliere ai magistrati uno strumento importantissimo di indagine".

Antonio Di Pietro boccia senza appello la proposta del premier di limitare fortemente l'uso delle intercettazioni, una proposta - dice il leader dell'Idv al quotidiano online 'Affaritaliani.it' - insieme "criminogena, in quanto tende ad assicurare impunita' a tanti criminali che commettono reati e a impedire alla magistratura di scoprirli" e anche "interessata, perché è, quantomeno sul piano politico, un'azione di ritorsione e di prevenzione nei confronti dei magistrati e del loro lavoro". Come reagirà Italia dei valori. Di Pietro non ha dubbi: "La nostra opposizione è quella di sempre.
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Postato da polymita il Lunedì, 29 dicembre @ 08:33:38 CET (60 letture)
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Ricucci patteggia: tre anni
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Ma la pena è coperta dall'indulto



ROMA
- L'immobiliarista Stefano Ricucci è stato condannato, previo patteggiamento, a tre anni di reclusione nell'ambito del processo in cui era imputato per la fallita scalata a Rcs, la vicenda legata alla compravendita fittizia dell'immobile in via Lima, a Roma, la gestione dei fondi previdenziali e quella dell'assegnazione della gara d'appalto del patrimonio immobiliare Enasarco. Tuttavia non sconterà la pena, per via dell'indulto, dal momento che tutti i reati sono stati commessi prima del maggio 2006. La sentenza è stata emessa dai giudici della quinta sezione del tribunale di Roma, presieduta da Maria Luisa Ianniello.

Ricucci è stato riconosciuto colpevole dei reati di corruzione, aggiotaggio, falso e appropriazione indebita. Gli sono state concesse le attenuanti generiche, equivalenti alle aggravanti. Nel computo dei tre anni sono compresi anche i dodici mesi già 'patteggiati' con il tribunale di Milano per un'altra vicenda: il tentativo di scalata alla Banca Antonveneta. Il tribunale non ha accolto invece la richiesta di patteggiamento del commercialista Luigi Gargiulo, in quanto la pena sollecitata, un anno e dieci mesi, non è stata ritenuta congrua. "
Postato da polymita il Giovedì, 18 dicembre @ 13:16:17 CET (20 letture)
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Un patto tra Cosa nostra e la politica I boss scelsero candidati di FI e Udc
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di ALBERTO CUSTODERO

PALERMO - Cosa Nostra di Bernardo Binnu Provenzano è "lobby o partito?". S'intitola così, nella motivazione della sentenza che spiega le condanne a 430 anni di carcere di 40 boss, il capitolo più delicato dedicato ai rapporti fra il vertice della mafia siciliana e la politica. Il giudice dell'udienza preliminare Piergiorgio Morosini - che ha depositato ieri le 1000 pagine della motivazione - lascia aperto questo interrogativo. Perché la mafia può essere l'uno o l'altro, lobby o partito, a seconda dei tempi.

Quel che è certo, scrive il gup, è che i capimandamento di Cosa Nostra "fin dal 2005 iniziano a tessere la trama" per le future elezioni del 2006. "Vogliono essere pronti per il momento cruciale in cui si giocherà la partita. Pretendono posti nel consiglio comunale e in quello provinciale. Scelgono i candidati per le elezioni ormai prossime e si attivano per affiancarli a uomini influenti dello schieramento del Polo delle Libertà. In particolare di Forza Italia e dell'Udc". "
Postato da polymita il Mercoledì, 03 dicembre @ 13:40:11 CET (28 letture)
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REFERENDUM: GRILLO, FIRME INSUFFICIENTI
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ROMA - Non ci sarebbero tutte le 500 mila firme necessarie per lo svolgimento del referendum sui 3 quesiti sull'informazione depositati da Beppe Grillo in Cassazione, lo scorso marzo e raccolte durante i 'Vaffa-day' organizzati da Grillo.

Si è riunito l'ufficio centrale della Cassazione per vagliare la validità delle firme presentate per ogni quesito, per verificarne sia il numero sia l'attendibilità e, a quanso si è appreso, Grillo non avrebbe raggiunto il numero esatto per mandare avanti il referendum.

Per questo motivo Grillo verrà convocato il 25 novembre prossimo per interloquire con i giudici sui problemi emersi nella raccolta delle firme.

Le firme raccolte da Grillo riguardavano il referendum per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, per la legge Gasparri sulla Rai e l'abolizione del contributo pubblico all'editoria.
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Postato da Polymita il Venerdì, 14 novembre @ 08:00:00 CET (2532 letture)
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Il comico Beppe Grillo insultato e respinto al corteo di Bologna
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30/10/2008 Scuola, sciopero generale in corso
12.26 - Beppe Grillo insultato e respinto. Beppe Grillo rifiutato, con slogan non gentili, come i toni da lui usati proprio a Bologna dove lanciò il VaffaDay. Appena la testa del corteo lo ha scorto, si è levato il grido "Beppe Grillo non lo vogliamo, non vogliamo le primedonne", slogan conditi anche da insulti irripetibili. Lo showman, attorniato da fotografi e telecamere, si è fatto da parte ed è ritornato verso piazza Verdi, il cuore della zona universitaria: "Non mi sorprende, erano solo cinque o sei, hanno perfettamente ragione. E' la loro manifestazione e la gestiscono loro. La mia voleva essere solo una testimonianza. D'altra parte questa è la piazza, quando vanno tutti d'accordo c'è qualcosa che non va".

12.25 - Grillo: "Cercate i finti poliziotti". "Dovete cercare di scoprire chi sono i poliziotti finti. C'è un filmato messo online adesso dove si vede benissimo questi qui con le mazze che parlano affettuosamente con un poliziotto quasi da collega a collega. Queste cose le hanno sempre fatte dai G8". Beppe Grillo lo ha detto ai cronisti a Bologna, dove è andato per dare la propria solidarieta' ai manifestanti contro la riforma Gelmini. Il comico genovese ha citato il presidente emerito Francesco Cossiga: "L'ha detto anche Cossiga, coprire i suoni della polizia con i suoni delle ambulanze, poi i giornali fanno il loro sporco lavoro". Grillo ha proseguito sostenendo che "non c'è più destra, non c'è più sinistra, il Parlamento doveva essere chiuso domani. E' in mano a questi nani, ballerine, ruffiani, amanti, cugini, amici. Un gruppo di legulei che vanno là, approvano un decreto e se ne vanno".
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Postato da Polymita il Venerdì, 31 ottobre @ 11:53:58 CET (2986 letture)
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Intervento: Veronica Tussi travolta dalla passione
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L’Unità 17 ottobre 2008

L’importante è che lui non soffra

Caro direttore, io non sono preoccupata per la crisi economica, recessione, e via di seguito. Non credo che morirò di fame; magari al posto della carne mangerò fagioli; il pane al posto delle fette biscottate la mattina a colazione, e l'orzo al posto del caffè; e non mi preoccupa neppure il fatto che i miei figli possano perdere il lavoro; sono giovani e forti e sapranno cavarsela in qualche modo; per me l'importante è che non abbia a soffrire il mio idolo; l'uomo che adoro; l'importante è che non diventi povero lui, ma con tutta la ricchezza che ha, sono certa che anche se la recessione ci sarà, lui continuerà ad essere ricco. Poco importa che io non possegga una casa, importante è che il mio idolo continui a possedere le sue ville. Poco importa se una sera vado a letto a stomaco vuoto, importante è che lui, il mio idolo, il mio amore, abbia sempre tutte le prelibatezze che desidera. Io posso anche morire, importante è che viva lui. Certo, porca miseria, se muoio, perderà il mio voto, ma lascerò scritte le mie volontà: figli mie cari continuate a votare sempre per Silvio, anche se vi troverete con le pezze al sedere.

Veronica Tussi


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Postato da Polymita il Lunedì, 27 ottobre @ 08:00:00 CET (2709 letture)
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Intervento: Un ricordo di Attilio Doni
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Il Tempo 13 ottobre 2008; La Stampa 14 ottobre; con i rispettivi titoli:

Maestro unico. Se ne avessi avuto più di uno...

Il possibile danno del maestro unico

Gentile direttore,  sento dire che il  maestro unico risponderebbe a un'esigenza pedagogica, poiché i bambini avrebbero bisogno di un punto di riferimento preciso. Può darsi; ma se capita un cattivo punto di riferimento? Io  vorrei avere avuto più di un maestro in prima elementare; perlomeno ci sarebbe stata la possibilità che uno mi avesse lasciato un buon ricordo. Il cognome, Lombardini, e la cattiveria, sono le uniche cose della mia maestra unica che si siano impresse nella mia mente. La sua faccia è scomparsa dai miei ricordi. Un episodio non l'ho mai dimenticato.  Allora (correva l'anno 1942) la lettera i, stampata, faceva tutt'uno con la lettera f che la precedeva, e così, sarà perché ero alle prime letture della mia vita, sarà perché in casa si parlava il dialetto, o forse, chissà, perché magari ero duro di comprendonio, certo è che mi ostinavo a leggere fore anziché fiore, e a ogni fore pronunciato si abbatteva la manona della maestra sulla mia testolina. Pace all'anima sua, ma non poteva spiegarmi che tra la f e la c'era un'altra letterina? 

Attilio Doni

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Postato da polymita il Martedì, 14 ottobre @ 15:17:05 CEST (3037 letture)
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Intervento: Tranquilli, è arrivato l’esercito [Francesca Riberio]
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Il Riformista 23 agosto 2008; Il Manifesto 24 agosto

Posso stare tranquilla

Tranquilli, è arrivato l’esercito

Caro direttore, mia figlia cinque giorni or sono mi dà la buona notizia: "Mamma puoi stare tranquilla finalmente; alla stazione metro di Ponte Mammolo c'è una camionetta con due soldati e un poliziotto!". Due giorni dopo, mentre cena, dopo di noi essendo rientrata tardi dal lavoro: "Sapete che cosa è successo ad una mia collega, poverina? E' scesa alle 11 di sera per gettare la spazzatura; non si era accorta che dietro ai cassonetti c'erano due individui che frugavano tra i rifiuti; appena l'hanno vista le sono saltati addosso; per fortuna si sono fermati due fidanzati che passavano in quel momento in macchina, e i due aggressori sono fuggiti. I due giovani volevano accompagnarla all'ospedale o dai carabinieri, ma lei ha preferito rincasare subito". Il fatto è avvenuto a Pietralata, a breve distanza da Ponte Mammolo. Posso stare tranquilla.

Francesca Ribeiro

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Postato da polymita il Mercoledì, 27 agosto @ 08:59:31 CEST (76 letture)
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La vita vera
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Il Manifesto 5 luglio 2008

Tempo di vita

Gentile direttore, i ministri del Lavoro Ue hanno raggiunto un accordo che permette una deroga al tetto delle 48. Si allunga il tempo di lavoro, si abbrevia il tempo della vita. La vita per moltissime persone non è quella che trascorrono in fabbrica o in ufficio, o sui mezzi pubblici per recarsi al lavoro, ma quella che trascorrono con la famiglia, con gli amici; non è il tempo che dedicano al lavoro, ma il tempo che dedicano agli affetti, agli svaghi, alle attività che amano. Moltissime persone, se potessero guadagnare ciò che guadagnano lavorando quattro ore al giorno anziché otto o dieci, sarebbero contentissime di aumentare la durata del loro tempo libero; vale a dire la durata di quella che per loro è la vera vita.

Francesca Ribeiro

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Postato da polymita il Martedì, 08 luglio @ 09:58:19 CEST (91 letture)
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Azione immorale
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L’Unità; Il Tempo 2 luglio 2008; con i rispettivi titoli:

Impronte ai rom: un’azione immorale

Bimbi rom. Vergogna prendere le impronte

Gentile direttore, esistono azioni che non necessitano di alcun ragionamento per spiegarne la moralità o l'immoralità, salvo che non ci si trovi davanti a persona sciocca o malata. Nessuno deve affannarsi a spiegare, ad esempio, che l'omicidio è un male, così come non c'è bisogno di spiegare che difendere i deboli è azione buona. Non tutti invece, pur non essendo sciocchi, comprendono immediatamente che è un male, ad esempio, evadere le tasse. Prendere le impronte digitali ai bambini rom, è un'azione che non ha bisogno di spiegazioni per dimostrarne l'immoralità; salvo che non ci si trovi...

Elisa Merlo

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Postato da polymita il Sabato, 05 luglio @ 10:02:08 CEST (83 letture)
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Nascituri clandestini
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Corriere della Sera 24 giugno 2008

I clandestini

Caro Romano, ecco poche righe accorate pervenutemi da un'amica che fa volontariato: «Come volontaria sono andata a parlare con le amiche operatrici nei consultori. Ancora offrono servizi di prevenzione e salute agli immigrati anche clandestini (soprattutto donne e bambini). Con l'entrata in vigore del decreto legge sull'immigrazione clandestina questo non sarà più possibile. Era un servizio sociale a vantaggio anche della società italiana; più igiene e profilassi a tutela di tutti. Ora anche i bambini diventeranno clandestini? E le operatrici dovranno denunciare la clandestina che chiede un aiuto? Probabilmente sì, se la clandestinità è reato. Ho letto le ultime statistiche sulla 194 trasmesse dal ministero al Parlamento il 22 aprile 2008 e che nessuno, in sede parlamentare, ha contestato. Le interruzioni di gravidanza sono calate ancora dal 2006, del 3% e del 45,9% dal 1982».
Francesca Ribeiro

Risposta di Sergio Romano:

Spero che la legge, quando verrà approvata, non preveda l'espulsione degli immigrati irregolari che hanno un lavoro. Mi rendo conto che le sanatorie incoraggiano nuovi arrivi. Ma non mi sembra giusto colpire coloro che sono ormai vicini alla legalità.

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Postato da polymita il Mercoledì, 25 giugno @ 10:42:57 CEST (61 letture)
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Tavola da sparecchiare
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Il Sole 24 Ore; Il Tempo 31 maggio 2008

Le scorie nucleari

Nucleare. Prima smantelliamo le vecchie scorie

Caro direttore, non sarebbe il caso, prima di sederci a mangiare, di sparecchiare la tavola lasciata ingombra dei piatti sporchi e degli avanzi del giorno prima? Oppure vogliamo che agli avanzi si aggiungano altri avanzi? In Italia abbiamo tonnellate di scorie radioattive da smaltire. Non sarebbe saggio, prima di parlare di nucleare, di risolvere questo problema? Nel 1987 il popolo italiano si pronunciò contro il nucleare. Oggi il rinnovato popolo italiano, evidentemente più informato, maggiormente consapevole delle proprie responsabilità verso la natura e verso i posteri, se tornasse a votare, forse si pronuncerebbe a favore del nucleare. Persino il Pontefice si è dichiarato favorevole. Nessuno si chiede se abbiamo il diritto di preparare per le future generazioni un mondo invivibile.

Francesca Ribeiro

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Postato da polymita il Domenica, 01 giugno @ 09:00:00 CEST (71 letture)
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Nucleare
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Il Sole 24 Ore, L’Unità, Il Tempo 24 maggio 2008; con i rispettivi titoli:

Nucleare no

Centrali nucleari. Non dimenticare il referendum

Nucleare. Una scelta contro i cittadini

Caro direttore, costruire centrali nucleari in Italia, significa calpestare la volontà dei cittadini espressa nel referendum del 1987. Significa non porsi il problema morale, sia nei riguardi dei contemporanei, sia nei riguardi delle generazioni future, alle quali lasceremmo scorie radioattive per millenni. Significa dimenticare che la parola su un tema così delicato e importante spetta agli scienziati prima che agli uomini politici. Vorrei ricordare che da circa 15 anni nessun paese occidentale, salvo la Finlandia, ha messo in cantiere nuove centrali nucleari. Il nucleare comporta costi elevati sia per la realizzazione degli impianti, sia per lo smantellamento alla fine della loro attività, e quindi lo Stato deve necessariamente intervenire a copertura delle spese aumentando tasse e imposte ai contribuenti. In caso di incidente le conseguenze sono drammatiche.

Veronica Tussi

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Postato da polymita il Mercoledì, 28 maggio @ 10:33:34 CEST (73 letture)
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Altruismo o egoismo?
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Tv Sorrisi e Canzoni n. 20 - 10 maggio 2008

La politica, gli ideali e il proprio orticello

Caro direttore, dott. Umberto Brindani, una precisazione riguardo alla mia brevissima "Una sola domanda" (23/4/2008), alla quale lei ha cortesemente risposto Chiedevo, riferendomi alle elezioni: "Ha vinto l'altruismo o l'egoismo?". E lei mi ha risposto: "Quando mai, e dove, in politica ha vinto l'altruismo?". Credo di essermi espressa non chiaramente, giacché non mi riferivo ai politici, il cui egoismo è scontato, bensì agli elettori. Alcuni curano esclusivamente il proprio orticello, altri pensano anche agli orti vicini e lontani. Hanno vinto i primi. Spero tanto non restino delusi ancora una volta.
Un saluto cordiale

Elisa Merlo

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Postato da polymita il Giovedì, 08 maggio @ 11:29:40 CEST (85 letture)
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Più liberi...
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Il Manifesto18 aprile 2008

Più liberi d’illuderci

Caro direttore, ha vinto il Popolo della libertà, il che significa che da oggi innanzi possiamo sentirci più liberi. Più liberi di vivere in piena sicurezza, più liberi dalla preoccupazione di non arrivare a fine mese, di non riuscire a pagare le bollette prima della scadenza; più liberi di scegliere dove trascorrere un po' di riposo nelle ferie d'estate, più liberi di avere una informazione rispondente alla realtà, più liberi di vivere insomma. Più liberi d'illuderci d'essere liberi.

Attilo Doni

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Postato da polymita il Domenica, 20 aprile @ 12:10:47 CEST (64 letture)
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Programma elettorale del PD/PDL
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STASERA, 23 FEBBRAIO, ALLE ORE 19.30 COLLEGATEVI AL BLOG PER LA DIRETTA DA NAPOLI DEL "MONNEZZA DAY". OLTRE A ME SARANNO PRESENTI FRANCA RAME, EDOARDO BENNATO, MAURIZIO PALLANTE E TANTI ALTRI.

Programma elettorale del PD/PDL:

Lo psiconano non vuole una legge contro il conflitto di interessi
Topo Gigio non vuole una legge contro il conflitto di interessi

Lo psiconano vuole tenersi tre televisioni e fare politica
Topo Gigio vuole che lo psiconano si tenga tre televisioni e continui a fare politica

Lo psiconano vuole gli inceneritori
Topo Gigio vuole gli inceneritori e imbarca Veronesi detto Cancronesi di 83 anni

Lo psiconano non vuole rispettare le sentenze europee e mandare Rete 4 sul satellite
Topo Gigio non vuole rispettare le sentenze europee e mandare Rete 4 sul satellite

Lo psiconano non vuole che le intercettazioni siano rese pubbliche dopo essere state notificate alle parti
Topo Gigio non vuole che le intercettazioni siano rese pubbliche dopo essere state notificate alle parti

Lo psiconano non vuole più processi pubblici a Cuffaro, Fazio, Fiorani, Consorte, D’Alema, Fassino e a sé stesso a causa delle intercettazioni
Topo Gigio non vuole più processi pubblici a Cuffaro, Fazio, Fiorani, Consorte, D’Alema, Fassino e allo psiconano a causa delle intercettazioni

Lo psiconano vuole la galleria di 43 chilometri in Val di Susa che costerà 14 miliardi di euro ai contribuenti per far passare merci a 130 all’ora tra 15 anni
Topo Gigio vuole la galleria di 43 chilometri in Val di Susa che costerà 14 miliardi di euro ai contribuenti per far passare merci a 130 all’ora tra 15 anni

Lo psiconano vuole fare le nuova legge elettorale con Topo Gigio
Topo Gigio vuol fare la nuova legge elettorale con lo psiconano

Lo psiconano vuol fare un governo di larghe intese dopo le elezioni
Topo Gigio vuol fare un governo di larghe intese dopo le elezioni

Lo psiconano vuole premier dell’inciucio Gianni Letta
Topo Gigio vuole premier dell’inciucio Gianni Letta

Se non potete scegliere il programma, valutate le differenze tra i due leader:
lo psiconano si tinge i capelli e ha i tacchi,
Topo Gigio ha i capelli bianchi e gli occhiali.
Meglio i capelli al naturale o la tintura?
Votate lo shampoo, fatelo per la democrazia.

www.beppegrillo.it
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Postato da polymita il Domenica, 16 marzo @ 20:22:12 CET (60 letture)
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I valori di Santanchè
Politica italiana renatopierri Scrivere "

L’Unità; Il Tempo 11 marzo 2008

Manifesti di Santanchè. Hanno dimenticato l’aureola…

L’uso della fede nei manifesti

Caro direttore, c'è chi credendo "nella forza dei valori", fa della fede uno strumento per la campagna elettorale. Su grandi manifesti, a fianco al grande volto di Daniela Santanchè, che si sforza vanamente di assumere un'espressione di persona volta più alle cose del cielo che della terra, appare una grande scritta con tanto di punto finale: "IO CREDO." A caratteri più piccoli poi, come se il punto non ci fosse, la scritta continua: "Nell'Italia agli italiani. Nella forza dei valori...". L'ideatore del manifesto ha dimenticato l'aureola sul capo di Daniela, e di scrivere il cognome così: Sant' Anché.

Francesca Ribeiro

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Postato da polymita il Mercoledì, 12 marzo @ 09:00:00 CET (79 letture)
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Il genio e la bestia...
Politica italiana falco666 Scrivere "

LANCIAMOLA SENZA ELASTICO ...


Ridere ? Piangere ? Prendere a calci qualcuno ? Forse l'ultima che ho scritto.
Ricorderete che quei bipedi implumi acefali di clerico-fascisti presenti nel nostro Parlamento avevano bloccato la nomina di Luciano Maiani a Presidente del CNR. Qual era la colpa di Maiani ? Aver firmato la lettera al rettore sull'inopportunità della presenza del novello Pio IX all'inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. Fascisti e Forzitaliaoti si erano scatenati ad imirtazione delle fascistissime leggi del regime che in gran parte sopravvive.
Poi la nomina è stata ratificata e meno male per l'Italia.
Eravamo reduci da una Presidenza del CNR di un oscuro Fabio Pistella, al centro di qualche problema millanatatorio (per il quale si veda http://www.fisicamente.net/index-1073.htm ) ma molto amato da i novelli Torquemada (ma molto più ignoranti !).
Ora è arrivato uno scoop di dimensioni mondiali.

La nota IgNobel, tampoinatrice di auto, lei non sa chi sono io, lanciatrice con l'elastico che non si è ahimé mai rotto, quella che mangiava pane e fascismo, insomma tal Gabriella Carlucci ci ha detto come stavano davvero le cose."
Postato da polymita il Martedì, 26 febbraio @ 11:31:31 CET (65 letture)
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Enigmi...con grazioso finale
Politica italiana Admin2 Scrivere "
L’Unità 14 febbraio 2008

Se continuiamo a non affrontare i temi veri

Gentile direttore, occorre distrarre gli italiani. Basta! Che sono questi argomenti terra - terra: morti bianche, spazzatura, malattie per inquinamento, lavoro precario, povertà che aumenta per i poveri, ricchezza che aumenta per i ricchi. Conviene parlare di moratoria sull'aborto, di embrioni, di coppie di fatto, e via di seguito. Sono temi importanti che appassionano coloro che stentano a vivere; bisogna fare tante trasmissioni televisive di approfondimento su questi temi; così tante persone vanno a letto, la sera, non chiedendosi come fare la spesa il giorno dopo, come pagare le bollette che aumentano continuamente, come mantenere i figli, ma con l'enigma: l'embrione è come una persona? Un seme è come un albero? Un punto è come una linea? Un embrione e Giuliano Ferrara sono la stessa cosa? E piano piano si addormentano...

Francesca Ribeiro

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Postato da polymita il Venerdì, 15 febbraio @ 09:00:00 CET (105 letture)
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Martiri della fede...
Politica italiana Admin2 Scrivere "
L’Unità 10 febbraio 2008

Casini e la bontà d’animo di Salvatore Cuffaro

Caro direttore, quell'anima candida di Pierferdinando Casini, candidamente, nella trasmissione Invasioni barbariche (La7 - 8 febb.), ha dichiarato che la qualità migliore di Salvatore Cuffaro, è la bontà d'animo, la sua disposizione a fare del bene a tutti. Questo spiega chiaramente la condanna a cinque anni per favoreggiamento ricevuta dal governatore dimissionario, nonchè la sua contentezza all'emissione della sentenza. E' il rischio che corre colui che pratica la carità cristiana, e quindi si è sentito un martire della fede. Non sarebbe il caso di depennare dal codice penale il reato di favoreggiamento?

Veronica Tussi

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Postato da polymita il Martedì, 12 febbraio @ 09:00:00 CET (73 letture)
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Cavallo di battaglia
Politica italiana renatopierri Scrivere "

Il Tempo 8 febbraio 2008

Un cavallo vincente in campagna elettorale

Caro direttore, ai partiti che si preparano alla campagna elettorale vorrei suggerire un cavallo di battaglia che li porterà a vittoria sicura. Ovviamente la promessa non potrà essere mantenuta, ma ha poca importanza, giacché gli elettori fanno presto a dimenticare. Al più potrà accadere di perdere le elezioni al prossimo turno, ma questo in Italia accade sempre. Ed ecco il cavallo: liberare totalmente entro cinque anni il meridione da mafia, 'ndrangheta e camorra.

Attilio Doni

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Postato da polymita il Domenica, 10 febbraio @ 09:00:00 CET (84 letture)
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La legge elettorale è incostituzionale
Politica italiana falco666 Scrivere "Lo spettacolo di un presidente della Repubblica che guarda, in silenzio, il presidente della Corte di Conti Tullio Lazzaro mentre dichiara che la corruzione in Italia dilaga negli appalti, nella sanità e nelle forniture è desolante. Napolitano non dice una parola, non sente il dovere di andare in televisione, davanti all’affermazione: "Il non agire protratto per anni provoca danni incalcolabili".
Le Istituzioni sono diventate i Notai dello Sfascio. Prendono atto, registrano, evidenziano. Lo Stato si inabissa, ma con piena consapevolezza dei Grandi Burocrati. I cittadini, come le stelle, stanno a guardare.
Ho riletto la Costituzione, i suoi 139 articoli, una trentina di pagine.
L’articolo 1 specifica:
- la sovranità appartiene al popolo
L’articolo 48 contiene due punti:
- il voto è personale ed eguale, libero e segreto
- il diritto di voto non può essere limitato
La legge elettorale “porcata” imposta dal centro destra nel 2006 ha cancellato un referendum e eliminato la preferenza diretta. Una legge incostituzionale.
Non si può andare alle elezioni con questa legge, il risultato sarebbe illegittimo, impedire la scelta diretta del candidato limita il diritto di voto, aver cancellato il referendum ha tolto ogni sovranità al popolo.
Nella Costituzione sono riportate le “Garanzie Costituzionali”.
L’articolo 134 riporta:
- la Corte Costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni.
Ho deciso di fare un esposto alla Corte Costituzionale perchè dichiari incostituzionale la legge “porcata” e la faccia decadere.
L’articolo 136 infatti specifica:
- quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale a norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
La Corte ha due mesi per decidere prima delle elezioni. Se dichiarerà la legge incostituzionale si potrà votare comunque con la legge precedente o spostare il voto dopo il referendum, indetto per maggio e subito annullato con una mossa da bari di professione.
Questa classe politica autoreferenziale ha cancellato due referendum sulla legge elettorale. Decide a tavolino chi ci deve rappresentare in Parlamento. E' costituzionale questo? E se lo fosse, allora che cosa è incostituzionale? Stay tuned!

beppegrillo.it
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Postato da polymita il Venerdì, 08 febbraio @ 11:47:45 CET (84 letture)
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Attilio Doni sul
Politica italiana renatopierri Scrivere "
Il Sole 24 Ore 7 febbraio 2008
Non cambia nulla
Gentile direttore, primato delle morti bianche, primato della spazzatura (anche metaforica) in questo grande Paese; ed ora si avvicinano le elezioni, e ciascuno di noi vorrebbe andare alle urne con la consapevolezza di poter cambiare le cose col proprio voto, ed invece sa già che è pura illusione. Molti votano solo per dare una lezione a chi ha governato per ultimo, sapendo che la stessa lezione l'aveva data a chi aveva governato precedentemente; e sapendo con certezza che la prossima lezione sarà per coloro cui stanno dando il voto. Lezioni che cadono nel vuoto: tanto che fa? I politici si alternano tranquillamente al potere: se non è oggi è domani; la loro vita non cambia. E neppure la vita del popolo. Questa è la cosa triste.
Attilio Doni
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Postato da polymita il Venerdì, 08 febbraio @ 09:00:00 CET (68 letture)
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Intervento: Grandi uomini
Politica italiana renatopierri Scrivere "

L'Unità 6 febbraio 2008

A proposito di «grandi uomini»

Gentile direttore, ancora oggi per molti Benito Mussolini era un grand'uomo; per qualcuno persino Hitler era un grand'uomo. E' evidente che tali giudizi si basano su criteri del tutto soggettivi. Esistono, infatti, criteri oggettivi per dimostrare se non altro che né Mussolini né Hitler erano grandi uomini. Ora, lungi mille miglia da me l'idea che qualcosa possa accomunare Barlusconi agli uomini citati, ma è un criterio soggettivo oppure un criterio oggettivo che ha spinto Carlo Rossella a scrivere (La Stampa del 4 febbraio): "Dietro un grande uomo c'è sempre una grande mamma", dando per scontato che Berlusconi sia un grande uomo? Non ci sarà nella frase un tantino appena di piaggeria; un'ingenua sviolinatura?

Elisa Merlo

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Postato da polymita il Giovedì, 07 febbraio @ 09:00:00 CET (94 letture)
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Intervento: Gli interessi di Silvio
Politica italiana renatopierri Scrivere "
L’Unità 3 febbraio 2008; La Stampa 4 febbraio

Chi pensa solo al proprio interesse può fare l’interesse degli italiani

Gli interessi di Silvio e quelli del popolo

Caro direttore, io capisco perché Berlusconi voglia subito le elezioni: pensa solo al proprio interesse. Capisco Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini: per fare il loro interesse sono costretti loro malgrado a fare l'interesse di Berlusconi. Non capisco tanti italiani: uno che pensa solo al proprio interesse, come può fare i loro interessi?

Francesca Ribeiro

 

 



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Postato da polymita il Martedì, 05 febbraio @ 12:23:03 CET (104 letture)
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Incenerire è un po' morire
Politica italiana falco666 Scrivere "

Guido Viale

L'inceneritore è una macchina due volte tossica. In primo luogo è tossica perché rilascia scorie pericolose che vanno sotterrate in discariche ad hoc, mentre il resto (quattro quinti) se ne va in fumo. Non sparisce, ma si disperde nell'aria e poi ricade sui nostri polmoni, sulle cose che mangiamo, sul terreno dove passeggiamo o giochiamo. È vero che un inceneritore ben gestito produce meno inquinanti di uno svincolo autostradale o di un ingorgo automobilistico.

Ma i rifiuti sono un materiale poco omogeneo, con grandi variazioni di potere calorifico: basta uno sbalzo di temperatura e l'abbattimento degli inquinanti va in tilt. Sempre nella speranza che nel materiale conferito non siano state nascoste sostanze tossiche, cosa ormai verificata per le «ecoballe» della Campania. Affidereste voi il funzionamento di una macchina così pericolosa a chi ha gestito i rifiuti campani negli ultimi decenni? Ma l'inceneritore è tossico soprattutto perché inquina il cervello di molti amministratori locali e governanti nazionali, che aspettano da quella macchina, e non dalla riorganizzazione del ciclo dei rifiuti attraverso la partecipazione e il coinvolgimento diretto dei cittadini - cioè di coloro che i rifiuti li producono - una miracolosa soluzione del problema. Dal Presidente della Repubblica a quello della Giunta regionale, dai nove commissari straordinari che si sono succeduti in quattordici anni al posto di comando dei rifiuti campani agli opinionisti di tutti gli organi di informazione, fino ai politici che intasano i tg, è tutto un sol coro: il problema si risolverà quando entrerà in funzione il cosiddetto «termovalorizzatore», cioè l'inceneritore. "
Postato da polymita il Lunedì, 04 febbraio @ 10:13:45 CET (65 letture)
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Triste ironia
Politica italiana renatopierri Scrivere "

Corriere della Sera 1febbraio 2008

Triste ironia. Sentirsi nababbi

Gentile direttore, credo che da come stanno andando le cose ci sia la possibilità che torni il periodo in cui la consapevolezza di possedere una macchina, un televisore, un telefonino, e magari anche la lavatrice, ci fa sentire benestanti. Nababbi, se le macchine sono due, due i telefonini, due i televisori. Che felicità!

Francesca Ribeiro

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Postato da polymita il Sabato, 02 febbraio @ 09:00:00 CET (74 letture)
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Con il voto 300 milioni in più ai partiti
Politica italiana Admin2 Scrivere "di Mariolina Sesto
29 gennaio 2008

C'è un motivo per il quale il voto anticipato conviene a tutti i leader nessuno escluso: se si andasse alle urne i partiti incasserebbero fino al 2011 rimborsi elettorali doppi. Sia quelli maturati per la quindicesima legislatura che quelli relativi alla sedicesima.
Per le forze politiche la fine anticipata della legislatura si trasformerebbe in un business finanziario, per lo Stato in un aggravio di costi pari a circa 300 milioni di euro. E a poco vale a questo punto il taglio del 10% al fondo annuale per i rimborsi scattato con la Finanziaria: l'aggravio per lo Stato sarà di 270 milioni anziché di 300.
I fondi elettorali di Camera e Senato ammontano infatti a circa 50 milioni di euro ciascuno e sono costituiti calcolando la cifra di 1 euro per ogni avente diritto al voto. Per le elezioni di aprile 2006 gli aventi diritto al voto erano precisamente 50.098.305 (47.258.305 gli aventi diritto al voto in Italia e 2.840.000 quelli all'estero). Da questo fondo ad ogni partito è attribuita una quota sulla base delle percentuali di voto ottenute. Una leggina ad hoc approvata con voto bipartisan a inizio 2006, poco prima di andare a votare, sancì il diritto dei partiti a continuare a incassare i rimborsi anche in caso di voto anticipato. Da qui l'affare: se la legislatura si esaurisce prima della sua naturale scadenza lo Stato deve comunque pagare le somme già maturate per tutti e cinque gli anni. Proprio in base a questa leggina Forza Italia ha potuto cartolarizzare i contributi che deve ancora riscuotere. Ed anche il Pd potrebbe avere la sua convenienza: Ds e Dl continueranno a incassare le risorse relative alla XV legislatura; il Pd avrà i fondi della XVI.
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Postato da polymita il Giovedì, 31 gennaio @ 09:00:00 CET (68 letture)
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Veltrolusconi
Politica italiana falco666 Scrivere "


Veltroni_Berlusconi.jpg

Per Veltroni la legge elettorale non si fa senza Berlusconi
Per Veltroni la legge elettorale si fa senza gli italiani
Per Veltroni la legge elettorale non si fa in Parlamento
Per Veltroni la legge elettorale non deve tenere conto delle tre proposte della legge di iniziativa popolare: “Parlamento Pulito
Per Veltroni la legge elettorale si discute nei salotti dei segretari di partito, in segreto
Per Veltroni 350.000 italiani che hanno firmato per cacciare i condannati dal Parlamento valgono meno di un prescritto
Per Veltroni la legge elettorale è un fatto interno ai partiti e il referendum non si ha da fare
Per Veltroni la legge elettorale non va discussa alla Camera e al Senato sotto gli occhi del Paese
Per Veltroni chi ha il controllo dell’informazione è il vero interlocutore
Per Veltroni la preferenza diretta del candidato è fuori discussione
Per Veltroni il limite di due legislature e poi a casa è impraticabile
Per Veltroni la Mondadori è legittimamente dello psiconano
Per Veltroni Rete 4 non deve andare sul satellite
Per Veltroni chi ha il controllo dei media può fare politica
Per Veltroni il milione e mezzo di persone che hanno partecipato al V-day può andare a fanculo

Una domanda: “Ma chi è Veltroni?”
Una risposta: “E’ il sindaco di Roma
Una domanda: “E come lo fa?”
Una risposta (del Papa): "A Roma gravissimo degrado"

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Postato da polymita il Martedì, 29 gennaio @ 11:31:30 CET (66 letture)
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Fichi e di mele
Politica italiana renatopierri Scrivere "
L’Unità; Il Tempo 21 gennaio 2008; Corriere della Sera; con i rispettivi titoli:

La strana storia del governatore condannato e contento

Meglio fichi che pomi

I fichi e le mele

Caro direttore, ho il ricordo vago di una storiella che leggevo da piccolo alle elementari in un libro intitolato "Sol di maggio". Un servo, per ordine del padrone doveva portare in dono ad un signore un cesto di bellissime mele. Però, non so per quale motivo, riempì il corbello di fichi maturi, anziché di mele. Forse preferì tenerle per sé. Ma il signore non gradì il dono, o perché i frutti non eran belli, oppure perché non gli piacevano, oppure perché aveva in antipatia il donatore; certo è che per celia o per dispetto fece legare il poveretto ad un albero, ordinando ai domestici di bersagliarlo con i fichi recati in omaggio. Il servo però non se la prese, ed anzi ogni volta che riceveva un fico in faccia, sorrideva ed esclamava: «Meno male che non son pomi!». La storiella mi è tornata in parte alle mente leggendo la notizia della contentezza di Salvatore Cuffaro per essere stato condannato solo a cinque anni di reclusione per semplice favoreggiamento, e non per favoreggiamento mafioso: meglio ricevere in faccia dei fichi anziché delle mele.

Attilio Doni

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Postato da polymita il Domenica, 27 gennaio @ 17:50:03 CET (73 letture)
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La Cina è vicina con la Levi-Prodi
Politica italiana falco666 Scrivere "


bavaglio_blog.jpg

Oggi mi sento più tranquillo. Un signor Nessuno, eletto da nessuno, che si chiama Ricardo Franco Levi ci ha rassicurato.
Il disegno di legge Levi-Prodi per imbavagliare la Rete farà il suo percorso, ma sarà sereno. In caso di dubbi sulle finalità di un sito o di un blog ci penserà l'Autorità per le Comunicazioni. Sentite le parole di questo paraculo prodiano: “Distinguere tra attività editoriale e privata non è semplice. Per questo sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare quali siti o blog siano tenuti all’iscrizione”.
Non solo fanno leggi non previste dal programma di governo, in silenzio, per non essere disturbati. Ma ci prendono anche per il culo. Levi, le do un consiglio: si tolga dalle palle, ma presto, torni alla panchina del parco dove l’ha raccattata il suo amico Prodi. Questa legge va CANCELLATA. Se volete, cari amici dell’Unione, discutetevela tra di voi nel nuovo loft del Partito Democratico, ma non fateci perdere tempo."
Postato da polymita il Mercoledì, 09 gennaio @ 10:02:11 CET (69 letture)
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Unipol, si muove la Cassazione Azione disciplinare per la Forleo
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La replica del magistrato: "E' la cronaca di un evento annunciato"

ROMA - Il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli ha promosso l'azione disciplinare nei confronti del gip di Milano Clementina Forleo per i contenuti dell'ordinanza con la quale il magistrato chiese alla Camera di utilizzare le telefonate tra sei parlamentari e alcuni indagati nell'inchiesta sulle scalate bancarie. Al gip verrebbero contestate abnormità , come i giudizi, ritenuti diffamatori sui politici che pure non erano indagati.

In quell'ordinanza l'allora presidente di Unipol Giovanni Consorte Forleo aveva tra l'altro definito "consapevoli complici di un disegno criminoso" l'attuale ministro degli Esteri Massimo D'Alema e il senatore Nicola La Torre, ipotizzando per loro il possibile concorso nel reato di aggiotaggio. E li aveva descritti, insieme al leader dei Ds Fassino, come "pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali, in totale spregio dello Stato di diritto". Parole che avevano provocato una durissima reazione , soprattutto da parte di D'Alema che aveva parlato di "asserzioni assolutamente stupefacenti e illegittime" e aveva denunciato "l'anomalia" dell'ordinanza.


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Postato da polymita il Venerdì, 21 dicembre @ 13:58:38 CET (80 letture)
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Per il PD la religione è un valore rilevante: Odifreddi protesta
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Noi riteniamo che solo il dialogo tra diverse visioni religiose, etiche e culturali può portare a soluzioni normative ragionevoli e condivise, rispettose del criterio irrinunciabile della dignità della persona umana e capaci di far incontrare il valore della libertà di ri- cerca e di scelta col principio per cui non tutto ciò che è tecnicamente possibile è moralmente lecito. Noi concepiamo la laicità non come un’ideologia antireligiosa e neppure come il luogo di una presunta e illusoria neutralità, ma come rispetto e valorizzazione del pluralismo degli orientamenti culturali e dei convincimenti morali, come riconoscimento della piena cittadinanza – dunque della rilevanza nella sfera pubblica, non solo privata – delle religioni. Le energie morali che scaturiscono dall’esperienza religiosa, quando riconoscono il valore del pluralismo, secondo noi rappresentano infatti un elemento vitale della democrazia. E la laicità dello Stato, così come sancita dalla Costituzione, è garanzia che ogni persona sia rispettata nelle sue convinzioni più profonde e al tempo stesso si possa pienamente integrare nella comunità nazionale. In questo quadro, riteniamo che i rapporti fra lo Stato e la Chiesa cattolica siano stati validamente definiti dalla Costituzione e che ogni sviluppo di quei rapporti debba muoversi nel solco fissato dalla stessa Carta costituzionale.

Dal manifesto del Partito Democratico

I cattolici? come gli astrologi o gli spiritisti. Quindi nel Manifesto del Pd non si parli di “rilevanza pubblica” della religione. E’ questa la tesi di Piergiorgio Odifreddi, lo scienziato inserito da Walter Veltroni nella Commissione del Pd incaricata di scrivere il Manifesto dei Valori.

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Postato da polymita il Lunedì, 17 dicembre @ 14:32:16 CET (60 letture)
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LA TORBIDA XENOFOBIA DEI MEDIA ITALIANI
Politica italiana Admin2 Scrivere "
di Gennaro Carotenuto
(26 novembre 2007)

Cosa succederebbe in Italia se un pregiudicato romeno ubriaco investisse sulle strisce una signora italiana con due bambini e la riducesse in fin di vita? La risposta è facile, diverrebbe in un lampo prima notizia su tutti i media e molti sciacalli sarebbero pronti a organizzare fiaccolate, a chiedere mano dura, espulsioni e a fare passeggiate vestiti come Humphrey Bogart. Cosa succede se avviene il contrario? Questa settimana ne abbiamo avuto una ATROCE dimostrazione pratica. E i media italiani ne escono in maniera vergognosa.
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Postato da polymita il Mercoledì, 28 novembre @ 09:00:00 CET (64 letture)
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Riflessioni sulla sentenza del processo Pecorelli
Politica italiana falco666 Scrivere "



di Barbara Fois
24 anni di carcere per Andreotti e Badalamenti, assolti: Claudio Vitalone, Giuseppe Calò, Massimo Carminati, Michelangelo La Barbera. Devo dire che questa sentenza mi ha preso in contropiede. Beh, non solo me: dalle reazioni direi che ha sorpreso tutti. E tuttavia debbo confessare che fu la prima sentenza, quella che mandava assolto non solo Andreotti ma tutti quanti i coinvolti, che mi indignò davvero.
Mi bruciò, mi fece arrabbiare. Questa mi fa chiedere “come mai?cosa c'è dietro?”. Mi ha fatto venir voglia di rivedermi un po' tutti gli atti di questo processo e alcuni aspetti di questo caso. Così ho frugato su internet, negli archivi dei giornali, fra le deposizioni, nelle pieghe delle sentenze, nelle biografie dei personaggi… E quello che vi ho trovato mi ha fatto accapponare la pelle. Legami, connessioni, connivenze, fra gruppi di potere, massoneria, mafia, politica e finanza che lasciano sgomenti. E il ricorrere sempre degli stessi nomi rende tutto più spaventoso, anche perché si tratta di nomi conosciuti, di gente che ha potere. Sono notizie, nomi, legami che sono sotto gli occhi di tutti, ma chissà perché per molti sembrano invisibili. Vediamo insieme di ripercorrere tutta la vicenda, fin dal suo inizio.


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Postato da polymita il Venerdì, 23 novembre @ 15:34:50 CET (85 letture)
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Le tappe di un disastro (giugno-dicembre 1981)
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di Gianluca Savoini

L'esplosione dello scandalo P2, che nel maggio del 1981 causa la caduta del governo Forlani (tra l'altro anche il capo di Gabinetto di Forlani, ovvero il prefetto Mario Semprini, è piduista...), scuote alle fondamenta il palazzo della politica italiana che ben presto però, come vedremo, si ricomporrà peggio di prima con l'avvento della stagione infame del "pentapartito" guidato da Bettino Craxi.
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Postato da polymita il Mercoledì, 21 novembre @ 15:14:18 CET (66 letture)
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Chomsky e le macchine di produzione di candidati
Politica italiana falco666 Scrivere "


Noam Chomsky mi ha rilasciato un'intervista sul V-day e sulle reazioni dei partiti e dei media.

Chomsky dice: "L'attività politica dei partiti ora consiste nel produrre candidati attraverso meccanismi che sono controllati da concentrazioni di potere economico che emarginano la popolazione". Sei solo un elettore "che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà" come cantava Giorgio Gaber.
Chomsky esprime una forte preoccupazione per la libertà di informazione e per il futuro di Internet.
Il prossimo V-day sarà sull'informazione. Nelle prossime settimane la data. Stay tuned!

"V-Day. Parlamento Pulito. Nulla è stato detto [prima] dalla stampa. E' davvero incredibile che sia stato possibile e ciò riflette la chiara, se non travolgente, necessità della popolazione che chiede sia fatto qualcosa di concreto per risolvere il persistente problema della politica italiana.
Dimostra che [Grillo] ha toccato un nervo scoperto; la reazione riflette, io penso, un senso di colpevolezza e paura. Quello che stanno facendo è molto importante e, per il potere, preoccupante. Tralasciamo l'accusa di terrorismo, che non ha senso. Ma l'accusa di populismo è interessante.

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Postato da polymita il Martedì, 20 novembre @ 10:26:21 CET (63 letture)
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Ddl Gentiloni, Bondi annuncia: sciopero della fame
Politica italiana falco666 Scrivere "Villetti (RnP): "Adesso tocca a Berlusconi"

<B>Ddl Gentiloni, Bondi annuncia:<br>

ROMA - Sceglie di ricorrere a una forma di protesta di cui Marco Pannella ha fatto un'arte. Stavolta, ad annunciare lo sciopero della fame "in difesa dei diritti" e contro "gli strappi alle regole fondamentali dela democrazia", è il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi che vuole manifestare così il suo dissenso contro la riforma del sistema televisivo "punitiva" nei confronti di Mediaset.

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Postato da polymita il Venerdì, 09 novembre @ 09:00:00 CET (63 letture)
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tolta l'inchiesta al pm De Magistris
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CATANZARO
- La Procura generale di Catanzaro ha avocato l'inchiesta "Why Not" sul presunto uso illecito di finanziamenti pubblici di cui era titolare il pm Luigi De Magistris. Nell'inchiesta sono coinvolti tra gli altri il presidente del consiglio Romano Prodi e il ministro della Giustizia Clemente Mastella, che ha chiesto il trasferimento di De Magistris. Una notizia che ha preso in contropiede il magistrato che ha appreso la novità dalla stampa. Ancora una volta vengono rese
pubbliche a mezzo stampa notizie riservate che riguardano il mio ufficio, le mie indagini, e la mia persona. Ci avviamo al crollo dello stato di diritto, registrandosi la fine dell'indipendenza e dell'autonomia dei magistrati quale potere diffuso". "
Postato da polymita il Lunedì, 29 ottobre @ 17:14:26 CET (68 letture)
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Italia e suoi derivati...
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Prima Puntata


Domenica 14 Novembre è ricominciata la serie annuale di appuntamenti della trasmissione di Rai 3, Report. Come spesso accade le puntate creano un tale sconcerto al momento della visione, che si è sicuri che questa volta, la “magagna” non possa passare liscia. E come invece sempre accade si riesce a suscitare qualche polemichina del giorno dopo, al massimo qualche querela o della sterile indignazione da parte di taluni ben pensante.

La puntata in questione ha trattato un argomento di una tale enormità che ci sarebbe stato da aspettarsi una sommossa popolare il giorno seguente e infatti... nulla. Sulla scia degli antipolitici bistrattati di questi periodi si è finalmente capito che la soluzione più semplice è non parlare affatto di queste cose, ignorarle completamente, e il gioco è fatto.

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Postato da polymita il Venerdì, 26 ottobre @ 11:44:50 CEST (62 letture)
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Caruso: il no-global in Parlamento con passato (e presente) torbido
Politica italiana gianluca Scrivere "
Interessantissima biografia non autorizzata di uno dei 630 onorevoli (sic!) che siedono alla Camera dei Deputati della Repubblica Italiana...

Caruso, il figlio di papà sbarcato alla Camera con ventinove processi
di Giancarlo Perna - (C) Il Giornale - 26 febbraio 2007 - di Giancarlo Perna



Entrando a Montecitorio, il neoeletto Francesco Caruso - Ciccio per gli intimi -, disse: «Mi batterò per i settemila ragazzi inquisiti». Per ragazzi, intendeva i disobbedienti che sfasciano le vetrine e fanno la spesa proletaria. Per inquisiti, si riferiva a sé che ha decine di processi in corso. Ventinove, pare, con un collegio di difesa di 12 avvocati. Questo brigante metropolitano di 32 anni è da dieci mesi deputato di Rifondazione comunista. Grande e grosso, Ciccio è il capo riconosciuto dei no global da Napoli in giù. Il suo magistero si estende fino a Lampedusa nel mezzo del Mediterraneo. Porta i capelli a spazzola e una barba corta che lo invade fino alla pappagorgia come il vello di un protostorico. Ha occhialini da banda Bassotti e un faccione lombrosiano. Per alcuni, ricorda un fratacchione. Per altri, un oste della malavita.

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Postato da polymita il Martedì, 23 ottobre @ 09:00:00 CEST (76 letture)
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Contro il negazionismo
Politica italiana Admin2 Scrivere "Intervista a Marcello Flores di Andrea Sorrentino


Sideralmente distanti dalla volontà, indiretta, di dar voce a chi nega l’esistenza della Shoah, a chi per scopi di diversa natura tenta di negare o ridimensionare l’esistenza di quel che è stato il genocidio più demoniaco del XX secolo: quello degli ebrei d’Europa. Affrontiamo, oggi, il negazionismo per capire se questi presunti storici, i loro scritti e le loro conferenze internazionali cullino lo stesso odio che ha portato alla costruzione dell’inferno concentrazionario. Lo facciamo fissando nella memoria i volti dei milioni di ebrei uccisi dalla belva nazista. Parlandone con Marcello Flores professore di Storia contemporanea presso l’Università di Siena, direttore del master in “Diritti Umani e Azione umanitaria”, che ha pubblicato Tutta la violenza di un secolo e che fa parte del comitato scientifico che ha promosso la pubblicazione della Storia della Shoah opera che fornisce un quadro globale dello stato delle conoscenze e del dibattito sull’Olocausto.

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Postato da polymita il Lunedì, 01 ottobre @ 09:00:00 CEST (36 letture)
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«Il voto al Senato nel 2006 fu legittimo»
Politica italiana Admin2 Scrivere "
La decisione presa all'unanimità dalla giunta delle immunità di Palazzo Madama

ROMA - Alla fine il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che per un anno e più era andato avanti al grido di «ricontiamo le schede» dovrà mettersi il cuore in pace. Il voto alle elezioni politiche per il Senato è «pienamente legittimo» e «gli scostamenti riscontrati rispetto ai dati di proclamazione dai due schieramenti sono assolutamente fisiologici». Questo il verdetto della giunta delle elezioni dell'immunità del Senato che ha terminato la procedura di revisione delle schede messa in atto il 6 dicembre 2006, riferito dal presidente della giunta, Domenico Nania. «Le conclusioni della giunta - ha precisato Nania - sono unanimemente condivise».
18 settembre 2007 Corriere.it
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Postato da polymita il Mercoledì, 19 settembre @ 09:00:00 CEST (32 letture)
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Beppe Grillo in politica? Il 79% dei lettori lo voterebbe
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Beppe Grillo pronto alla candidatura? Lui smentisce categoricamente attraverso le poche frasi pronunciate durante il suo spettacolo di Sabaudia del dopo Vaffa-Day, unica fonte del Grillo pensiero in questa settimana eletta a silenzio stampa. Un "no" alla politica attiva rincarato da una dichiarazione d'intenti - "i partiti sono il cancro della democrazia, io li voglio distruggere" - che vuole sgombrare il campo da ogni dubbio. Fa bene, fa male? Il dibattito è aperto. Una cosa è certa: se mai dovesse decidere di "scendere in campo" se ne vedrebbero delle belle. Almeno stando al sondaggio fatto da Tiscali Notizie per il quale il 79 per cento dei lettori ha dichiarato che, se il comico si candidasse, voterebbe per lui. Non c'è che dire: un plebiscito.
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Postato da polymita il Giovedì, 13 settembre @ 09:15:00 CEST (28 letture)
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Anche la Chiesa paghi giuste tasse
Politica italiana falco666 Scrivere "

Fisco, Cento dopo il richiamo di Bertone



ROMA - Pagare giuste tasse è un dovere di tutti, anche della Chiesa. Ovviamente "per le attività non propriamente religiose". Nel corso degli anni infatti "la Chiesa ha accumulato dei privilegi. Non sarebbe sbagliato aprire una discussione su questo e rivedere questi privilegi". A parlare è il sottosegretario al ministero dell'Economia, il verde Paolo Cento, il quale che ci sono dei principi concordatari che regolano il rapporto tra Stato e Chiesa. Intervistato dall'agenzia Adnkronos, rivela che anche le sue attività commerciali dovrebbero essere sottoposte a un trattamento fiscale "al pari di quello a cui vengono sottoposti gli altri contribuenti nel nostro paese".
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Postato da polymita il Venerdì, 31 agosto @ 09:38:26 CEST (33 letture)
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LA LAICITÀ INTERROGA IL PARTITO DEMOCRATICO: LE RISPOSTE INTERESSANO TUTTI
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di Marcello Vigli

Laicità è una delle 24 parole chiave sulle quali dovrebbero interrogarsi i promotori del Partito democratico secondo il curatore del libro Partito democratico. Le parole chiave, pubblicato nell’aprile scorso dagli Editori Riuniti. Di essa scrivono due autori diversi: il fiorentino Enzo Mazzi, cristiano cattolico della Comunità di base dell’Isolotto, e il pistoiese Vannino Chiti: una carriera nel Pci e attualmente sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. L’uno e l’altro sono ben lontani da quella tradizione liberale al cui interno la laicità è nata e si è sviluppata come cultura e come prassi.


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Postato da polymita il Lunedì, 20 agosto @ 16:14:43 CEST (52 letture)
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Sismi e libertà
Politica italiana falco666 Scrivere "ALLA CORTESE ATTENZIONE DEI DIRETTORI RESPONSABILI
per conoscenza ai redattori
alle agenzie di stampa
con preghiera di diffusione e PUBBLICAZIONE.



www.democrazialegalita.it (contestualmente a magistrati e uomini politici) è a lungo stato uno degli obiettivi del Sismi, o quantomeno di Pio Pompa (indagato peraltro assieme a Pollari, ex direttore dei Servizi), con altri siti web di informazione. La copia del grafico comprendente il nostro giornale, grafico disegnato dallo stesso Pompa e ritrovato nel suo schedario, è comparsa oggi 5 luglio 2007 sulle pagine di Repubblica, dandoci così la certezza di ciò che già sapevamo: siamo stati spiati, controllati, schedati.
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Postato da polymita il Giovedì, 26 luglio @ 14:29:23 CEST (50 letture)
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Il pinguino a Montecitorio
Politica italiana falco666 Scrivere "ROMA - I "pinguini" sbarcano a Montecitorio con via libera dei questori e tanto di ordine del giorno approvato dall'aula. "Per risparmiare, in nome del pluralismo e della flessibilità" spiega l'onorevole Franco Grillini, di Sinistra democratica, il parlamentare più tecnologizzato in circolazione.

E' ufficiale da ieri. Possibile da oggi: ogni deputato che ne farà richiesta potrà installare sul proprio pc, portatile o da scrivania, e su quelli del proprio ufficio il sistema operativo Linux-open source - che come simbolo ha un pinguino - al posto di quello classico, tradizionale Windows-office a cui sono abituati e con cui, probabilmente, i deputati hanno imparato ad usare il computer. Il via libera definitivo è arrivato ieri durante la riunione tra i questori della Camera e "i responsabili tecnologie" di ogni gruppo. In discussione c'era l'applicazione di un ordine del giorno presentato quasi un anno fa da Pietro Folena"
Postato da polymita il Martedì, 24 luglio @ 14:10:25 CEST (47 letture)
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Psicofarmaci ai bambini e crisi di una società…
Politica italiana gianluca Scrivere "I baby depressi, imbottiti di pillole

Tra il ’91 e il 2001 il numero di minori a cui sono stati prescritti antidepressivi è cresciuto del 70 per cento. Il Prozac è diventato non soltanto un vezzo, ma quasi un’esigenza, dopo di che, si spiega come il numero dei suicidi in Europa tra gli adolescenti sia quadruplicato …

di mons. Alessandro Maggiolini,
Vescovo emerito di Como



Qualche giorno fa, su queste stese pagine, sono intervenuto a segnalare un rischio che corrono i nostri ragazzi: lasciarsi andare per le strade più facili a scuola, nel lavoro, nel gioco, in casa ecc.
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Postato da polymita il Martedì, 17 luglio @ 09:15:00 CEST (45 letture)
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IMPRESA SOCIALE INTEGRATA: CONCORRENZA SLEALE O PARI OPPORTUNITA'
Politica italiana spike Scrivere "18 giugno 2007, h 15.00 - 18.30
Centro Congressi Frentani

La vicenda della gara della Regione Lazio per la gestione del centro servizi delle prenotazioni sanitarie denominato Recup, ha alimentato nei mesi scorsi una serie di aspre polemiche riprese con grande risalto dal mondo dell'informazione. Polemiche che non hanno risparmiato la storia e la realtà di una cooperativa come Capodarco, che negli ultimi 30 anni ha significato per centinaia e centinaia di persone con disabilità una porta aperta verso una reale occupazione e una opportunità di indipendenza.
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Postato da polymita il Mercoledì, 13 giugno @ 09:15:00 CEST (49 letture)
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Italia, pioggia di Tutor Linea dura contro chi corre
Politica italiana falco666 Scrivere "

di VINCENZO BORGOMEO



Il Tutor, quel sofisticato congegno che calcola la velocità media su alcuni tratti autostradali, funziona. E quindi sarà installato a pioggia su molti altri tratti: sarà di fatto impossibile farla franca per i pirati della strada. E già perché i km controllati 24 ore al giorno, con qualsiasi condizione atmosferica, passeranno da 500 a 1500... Andando a coprire proprio quei tratti più pericolosi, dove la mortalità registrata è più alta.
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Postato da polymita il Lunedì, 11 giugno @ 15:58:43 CEST (43 letture)
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“IL LABORATORIO PROTETTO QUALE FORMA DI IMPRESA SOCIALE”
Politica italiana spike Scrivere "
GLI APPALTI RISERVATI NEL QUADRO DELLA NUOVA DISCIPLINA IN MATERIA DI APPALTI (CFR D. LGS. 163/2006) (GARA RECUP ancora bloccata)
Premesso che il nuovo testo unico contenuto nel Dlgs 163/2006 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (emanato in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE” e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2006), nell´abrogare la legge quadro sui lavori pubblici 109/1994 (legge Merloni) e i decreti relativi agli appalti di servizi (Dlgs 157/1995), agli appalti nei settori speciali (Dlgs 158/1995) e alle forniture (Dlgs 358/1992), ha comportato l´introduzione di nuovi istituti giuridici, è possibile rilevare come a seguito di tale emanazione si sia definito un nuovo quadro normativo, cui concorre anche l´art. 52, che recependo gli Artt. 19 della direttiva n. 18/2004 e 28 direttiva n. 17/2004, istituisce gli appalti riservati che, quale nuova definizione di appalto, individuano una riserva di aggiudicazione a favore del settore dell´handicap e dello svantaggio socio-sanitario.
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Postato da polymita il Giovedì, 10 maggio @ 09:15:00 CEST (56 letture)
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L'evoluzionismo politico
Politica italiana falco666 Scrivere "

2 Maggio 2007


evoluzionismo_politico.jpg

Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta. Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana".


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Postato da polymita il Venerdì, 04 maggio @ 08:59:01 CEST (52 letture)
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Se crollasse la diga delle bufale
Politica italiana gianluca Scrivere "di Antonio Gaspari

L’ideologia verde non è soltanto artefatta, è anche dannosa. Per l’ambiente. In Usa molti guai dell’uragano Katrina li provocò un mollusco: per proteggerlo i Verdi vietarono il rafforzamento di quelle dighe che poi hanno ceduto. In Italia, invece, per risolvere l’eccesso delle tossine ammesse nel mais, i Verdi hanno votato... che s’alzasse per decreto il livello consentito.

[Da «Il Domenicale», 3 febbraio 2007]
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Postato da polymita il Giovedì, 03 maggio @ 09:15:00 CEST (116 letture)
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Un 25 aprile Solitario
Politica italiana gianluca Scrivere "
È, questo nostro, un tempo di mutamenti che procedono per piccole scosse ed assestamenti determinati, nel profondo, dalla necessità di verità. Senza verità la libertà non è che una forma più o meno conveniente di servitù.
È un tempo difficile da raccontare. Bisognerebbe farne scarna cronaca, alla maniera medioevale, snocciolando accadimenti personali e vicende minute.
Raccontare, in questo caso, di Tapignola in un gelido sole d'inverno; dei borghi arrocati ai campanili che, da sempre, reggono bufere e tormente; di casolari in cui, giorno dopo giorno, si sgrana il Santo Rosario per i vivi e i morti mentre tra le colline intorno s'alza la nebbia e cala la sera.
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Postato da polymita il Giovedì, 26 aprile @ 09:15:00 CEST (47 letture)
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25/04/07 Sulle tracce del partigiano che svelò i delitti rossi
Politica italiana gianluca Scrivere "
Moriva 60 anni fa una delle figure eroiche e rimosse della Resistenza: Giorgio Morelli, alias il "Solitario". Cattolico, partigiano, giornalista, martire. Una vita sacrificata nell’ansia di fare davvero giustizia sui delitti del dopo-Liberazione. Una Messa e la musica di Giovanni Lindo Ferretti lo ricorderanno • Così lo ricorderà l’amico Eugenio Corezzola: «La sua coscienza cristiana ardeva di qualcosa che sembra oggi essere morto nella maggioranza di coloro che si dicono cristiani. Qualcosa di antico, come lo spirito crociato, come lo spirito delle catacombe, qualcosa di esaltato, sì, chiamatelo così, se volete, voi che siete vili»
di Andrea Galli

Tratto da Avvenire del 15 aprile 2007
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Postato da polymita il Mercoledì, 25 aprile @ 09:25:00 CEST (61 letture)
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Veronica Tussi su
Politica italiana renatopierri Scrivere "

L’Unità; IL Riformista 14 aprile 2007

I mediatori che non piacciono a Teodori

Attenti a parlar male dei mediatori

Gentile direttore, nella trasmissione Otto e mezzo di mercoledì 11 aprile, Massimo Teodori, volendo parlar male a tutti i costi di Gino Strada, e non sapendo bene in che modo, dopo aver detto due tre volte, che "Gino Strada è quello che è", si è reso conto che la frase in sé poteva avere significato denigrativo ma anche elogiativo, e così ha emesso il suo giudizio: "I mediatori sono sempre figure ambigue". Come non dar ragione al colto professore? Basta pensare all'ambiguità dei mediatori biblici: Abramo, Mosè, i sacerdoti, e soprattutto i profeti. Ma anche gli angeli nell'Antico Testamento vengono considerati mediatori. Nel Nuovo Testamento, invece, guarda un po', l'unico e definitivo mediatore è Gesù Cristo. Insomma: per i denigratori, parlar male di chi spende la vita a favore degli altri, non è impresa facile.

Veronica Tussi

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Postato da polymita il Martedì, 17 aprile @ 09:15:00 CEST (50 letture)
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Lettera mia pubblicata oggi.
Politica italiana renatopierri Scrivere "

Affari Italiani 11 aprile 2007

La cronaca nera che diventa spettacolo

Gentile direttore, una sorta di corazza dovuta forse all'abitudine, salva per fortuna tante persone (medici, giudici, guardie carcerarie, ecc.), che in qualche modo sono costrette a venire a contatto col dolore altrui, dall'esserne troppo coinvolte emotivamente. La loro esistenza altrimenti diventerebbe assai difficile e forse non potrebbero neppure svolgere bene il loro compito. Penso che la stessa cosa avvenga per i giornalisti che fanno necessaria informazione su fatti di guerra o di cronaca nera. Ci sono però dei giornalisti che si fanno la corazza senza che ce ne sia bisogno. Alla tragedia avvenuta a Cogne sono state dedicate valanghe di trasmissioni definite ipocritamente d’approfondimento, e l'abitudine a parlarne è diventata tale, per cui si parla di un bimbetto massacrato come se si parlasse di un vaso, magari anche preziosissimo, che qualcuno ha infranto con una martellata (o un mestolo, o uno scarpone, o altro?). Bruno Vespa qualche sera fa, nell'ennesima sua trasmissione dedicata all'argomento, teneva appunto tranquillamente in un mano un mestolo e nell'altra uno scarpone; e indugiava nel descrivere il modo con cui il vaso (non ho corazza e mi dà fastidio usare il termine vero) poteva essere stato rotto...Poi si è deciso a lasciare i presunti strumenti di morte, ed ha cominciato a rigirarsi tra le mani un calzino...Sempre presenti giornalisti e direttori di giornali, alcuni dalla faccia atteggiata ad immutabile serietà e compostezza (es. Vittorio Feltri), altri sempre sorridenti (es. Maurizio Belpietro). I giornalisti corazzati che della cronaca nera fanno spettacolo, non potrebbero porsi dei limiti, se non altro per rispetto verso le vittime e i loro familiari?

Renato Pierri

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Postato da polymita il Giovedì, 12 aprile @ 09:15:00 CEST (58 letture)
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Santoro, Mastella, la Gente e la democrazia
Politica italiana falco666 Scrivere "

di Antonio Ruggieri - Megachip

Martedì scorso da Santoro, Mastella era poco attrezzato. Con gli avverbi e gli aggettivi in libera uscita, in difesa di un preteso e metastorico “diritto naturale” della famiglia eterosessuale, evidentemente incapace di confrontarsi con i temi che accompagnano il sofferto iter parlamentare della legge sui diritti dei conviventi.

Faceva addirittura tenerezza, con la stazza gravante che gl'impediva d'accavallare le gambe con naturalezza.

Nei primi piani più impietosi sembrava che sulla fronte sudata gli dovesse colare da un momento all'altro un rigagnolo nero/rossiccio dalla capigliatura tinta e cotonata/ministeriale.


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Postato da polymita il Venerdì, 06 aprile @ 19:44:51 CEST (161 letture)
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I Padroni delle Bollicine
Politica italiana Admin2 Scrivere "

di Maurizio Chierici


Vent’anni fa Emanuele Pirella - giocoliere dell’ironia che ha trasformato la pubblicità italiana - doveva lanciare un’acqua minerale per bambini.

Non era conveniente sedurre le madri spargendo dubbi sulla trasparenza della minerale che bevevano gli adulti, anche perchè nella bottiglia dei poppanti c’era la stessa acqua offerta al consumo familiare in ogni supermercato.

Cambiava solo l’etichetta; fantasia sublime del marketing. Vedrai che funziona, ma come farla funzionare ? Alla fine Pirella ha avuto l’idea: raddoppiate il prezzo. Chi compra la crederà un portento. Vendite alle stelle. Aveva capito chi siamo. Siamo i più tenaci consumatori di acqua minerale nel mondo.


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Postato da polymita il Giovedì, 05 aprile @ 09:15:00 CEST (117 letture)
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Cancellate dall’anagrafe le vittime dei partigiani
Politica italiana gianluca Scrivere " JanSobieski Scrivere "
Cernaieto (RE): eliminano le prove per cancellare la vergogna

Svaniti nel nulla nomi, referti e documenti relativi all’uccisione di
24 soldati della GNR avvenuta nell’aprile ’45.


Era il 23 aprile 1945. A Montecchio, un paese situato nella piccola valle che si distende fra Reggio Emilia e Parma, un gruppo di militari della Guardia Nazionale Repubblicana combatteva ormai da due giorni contro una brigata di partigiani. I soldati erano rimasti soli, ed erano provati:

decisero di trattare la resa. A fare da tramite fu il parroco, don Caraffi. I militari decisero di arrendersi, riportano le testimonianze, «a patto di avere salva la vita e a condizione di non subire maltrattamenti e percosse».

Vennero uccisi tutti, qualche giorno dopo, in un paese poco distante:Cernaieto. Si dice che fu un’esecuzione sommaria, un colpo di pistola e via. Ma probabilmente il decesso fu causato dalle torture e dalle percosse. Non si saprà mai, visto che in questi giorni si è scoperto che i referti necroscopici effettuati sui corpi sono spariti dagli archivi del Comune di Casina, a cui fa riferimento Cernaieto, da quelli del Comune di Canossa, poco distante, e pure dai registri della parrocchia, andati misteriosamente distrutti anni fa.

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Postato da polymita il Venerdì, 23 marzo @ 09:15:00 CET (60 letture)
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Caso Santoro. Mastella: intervenga la Rai
Politica italiana falco666 Scrivere "

Il ministro: «Niente lezioni da chi guadagna un milione di euro». E poi attacca Littizzetto. Il giornalista: «L'azienda mi tuteli».

Clemente Mastella nel momento in cui lascia la trasmissione Anno Zero in polemica con la conduzione di Santoro - Rientro col botto per Michele Santoro. Il ritorno in video di «Annozero», dedicato ai Dico e segnato dalla polemica con Clemente Mastella, produce una schiuma polemica che arriva a toccare i vertici Rai. A chiamare direttamente in causa il direttore generale di Viale Mazzini Claudio Cappon e il presidente Claudio Petruccioli è proprio Mastella, protagonista di una lite in diretta con il conduttore nella puntata andata in onda giovedì. Le insistenze del ministro producono subito un risultato: si muove Cappon che «incontrerà nei prossimi giorni» il direttore di RaiDue, Antonio Marano, e Santoro «per valutare - precisa una nota - la situazione del programma in relazione ai principi di imparzialità e completezza dell'informazione nel Servizio pubblico ed alla necessità che tutti i suoi protagonisti si attengano ai precisi obblighi contrattuali nella rappresentazione di posizioni personali». (Corriere.it )



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Postato da polymita il Giovedì, 22 marzo @ 18:30:41 CET (43 letture)
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Cannabis
Politica italiana Giggia Scrivere "

Cannabis, le ragioni del Tar

Il Tar del Lazio ha annullato il decreto Turco sulla quantità massima di cannabis a uso personale, che aveva raddoppiato la dose lecita, innalzandola da 500 milligrammi a 1 grammo di sostanza

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Postato da polymita il Giovedì, 22 marzo @ 09:15:00 CET (46 letture)
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Prima conferenza regionale per l'inclusione sociale delle persone con disabilit
Politica italiana spike Scrivere "Si è conclusa in queste ore la prima conferenza regionale per l´inclusione delle persone con disabilità che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente del Co.In e direttore generale di Capodarco Maurizio Marotta e dal vicepresidente di Capodarco Enrico Monacelli. L´importante evento, primo e unico nel suo genere, è stato organizzato da alcune tra le più importanti rappresentanze del terzo settore operanti nella regione Lazio: Consulta Regionale H, FISH Lazio, F.A.N.D. Lazio, Centri Servizio per il volontariato del Lazio CESV e SPES. La manifestazione, patrocinata dall´assessorato alle politiche sociali della regione, ha visto numerosi relatori alternarsi nel cercare di portare soluzioni e porre questioni piuttosto che limitarsi a sterili dietrologie. (..Continua)
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Postato da polymita il Sabato, 17 marzo @ 09:15:00 CET (63 letture)
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Festa della donna
Politica italiana Giggia Scrivere "
Circola da qualche anno la voce che la festa della donna dovrebbe essere abolita perchè commememora un evento triste: il massacro di oltre cento donne in una camiceria di New York, in un incendio appiccato dal padrone della camiceria stessa per vendicarsi di uno sciopero.
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Postato da polymita il Venerdì, 09 marzo @ 09:15:00 CET (65 letture)
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Breve lettera di Elisa Merlo pubblicata (guarda un po') da
Politica italiana renatopierri Scrivere "La lettera, chiara e concisa, come il solito del resto, riguarda politica e morale.
...............................................................................................................

Il Tempo 24 febbraio 2007

Scienza e coscienza. Pretesti irresponsabili

Caro direttore, vorrei ricordare a quei senatori che hanno provocato la crisi di governo, col pretesto di dover seguire la propria coscienza, che la coscienza (valutazione morale delle proprie azioni), senza scienza (sapere, conoscenza), può essere nociva. Quei signori dovrebbero sapere che esiste una norma morale, secondo la quale, trovandosi di fronte a due mali (uno dei quali secondo loro è la politica estera del governo), e non avendo alternative possibili, si è moralmente obbligati a scegliere il male minore. Ora, salvo che quei signori non considerino il potere delle destre il male minore, è ovvio che la loro coscienza, priva di scienza, li ha indotti a sbagliare.

Elisa Merlo


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Postato da polymita il Domenica, 25 febbraio @ 09:15:00 CET (47 letture)
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L'ANTIAMERICANISMO IMPOSSIBILE
Politica italiana Admin2 Scrivere "di Tito Pulsinelli

Tra gli abbonati vitalizi alle fesserie, si pavoneggiano quelli che estraggono spavaldi dal taschino, come si trattasse di un asso pigliatutto, l’etichetta adesiva multiuso dell’ »antiamericanismo ». E te la appiccicano addosso come un’arma impropria. Come un minaccioso prologo di ogni discussione, su qualsiasi argomento, inerente quel Paese che confina a nord con il Canada e a sud con il Messico.
Per non essere marchiati a fuoco da questa stigmate – come nuovi bufali della prateria globale - bisogna accettare senza