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Eroici Furori: Crux populi-Statistiche

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Risultati dubbi o cambio di rotta?
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Il sito del NCSE riporta un nuovo sondaggio condotto in Canada, USA e Gran Bretagna. La domanda in questione recitava: “Quali di queste affermazioni è più vicina al tuo punto di vista riguardo l’origine e lo sviluppo degli esseri umani sulla Terra?” Le risposte erano due e non lasciavano troppo spazio all’immaginazione: “Gli esseri umani evolsero da forme di vita meno avanzate nel corso di milioni di anni” contro “Dio creò gli esseri umani nella loro forma presente entro gli ultimi 10.000 anni”.
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Postato da polymita il Giovedì, 29 luglio @ 12:20:29 CEST (28 letture)
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Diritti degli omosessuali: male l’Italia, peggio il Vaticano
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
In occasione della giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, il network ILGA-Europa ha lanciato il Rainbow Europe Country Index, che misura la legislazione di ogni paese europeo dal punto di vista dei diritti degli omosessuali. L’unico paese europeo che ha ottenuto 10 punti su 10 punti è stata la Svezia, seguita da Belgio, Norvegia, Olanda e Spagna con 9 punti. L’Italia ha ottenuto 1 punto, poco più del Vaticano, rimasto a zero: esistono tuttavia anche paesi sottozero, quali Bielorussia, Moldavia, Turchia (-1), Russia e Ucraina (-2).
I paesi che hanno sostenuto il ricorso del governo italiano contro la sentenza della Corte di Strasburgo che ha detto ‘no’ ai crocifissi (cfr. Ultimissima del 2 giugno) hanno tutti ottenuto voti molto bassi: Armenia 0, Bulgaria 2, Cipro 0, Grecia 1, Lituania 2, Malta 1, Principato di Monaco 0, Romania 3, Russia -2 e San Marino 0.

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Postato da Polymita il Venerdì, 11 giugno @ 17:42:13 CEST (53 letture)
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Studio USA: “le madri lesbiche crescono figli migliori delle altre”
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Secondo uno studio realizzato da Nanette Gartrell e Henny Bos, e pubblicato sulla rivista accademica Pediatrics, le figlie e i figli diciassettenni cresciuti fin dalla nascita con madri lesbiche risultano aver maturato più alti livelli di competenza sociale e scolastica, e minori livelli di problemi sociali, trasgressioni, aggressività. Lo studio è basato sulle risposte date dalle madri e dai figli.

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Postato da Polymita il Venerdì, 11 giugno @ 17:41:06 CEST (50 letture)
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Cala la fiducia nella Chiesa
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Un’inchiesta di Demos & Pi, pubblicata oggi su Repubblica, mostra un forte calo nella fiducia che gli italiani accordano alla Chiesa cattolica. Per la prima volta da quando viene condotta la rilevazione (2000), chi dichiara di riporre “molta” o “moltissima” fiducia nella Chiesa non raggiunge la maggioranza: rappresenta infatti il 47,2% del campione, contro il 61,3% di cinque anni fa. La fiducia in Benedetto XVI si attesta sul 46,6%, contro il 77,2% raggiunto nel 2003 da Giovanni Paolo II. il 65,9% si dichiara “molto” o “abbastanza” d’accordo con la possibilità di sposarsi per i sacerdoti, mentre il 61,9% ritiene che la Chiesa abbia cercato di “minimizzare o nascondere” i casi di pedofilia tra i membri del clero: dal punto di vista della ‘fede’ politica, tale opinione è più diffusa tra gli elettori del PD (72,6%), seguiti da Lega Nord, IDV e PDL; solo la maggioranza degli elettori dell’UDC (60,1%) non è dello stesso avviso. E nell’anno orribile del Vaticano la fiducia nel Papa scende ai minimi è il commento del sociologo Ilvo Diamanti.

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Postato da polymita il Lunedì, 31 maggio @ 10:39:04 CEST (66 letture)
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Ricerca, giovani italiani sempre meno cattolici
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Secondo una ricerca realizzata dall’Istituto Iard su un campione di mille giovani sotto i 30 anni dal titolo I giovani di fronte al futuro e alla vita, con o senza fede, commissionata da un’associazione diocesana novarese, la quota di giovani che si dichiarano “cattolici” è scesa dal 67,1% al 52,8% tra 2004 e 2010. I cattolici sono stati suddivisi in varie categorie: gli “intimisti/ritualisti” (che scendono dal 25,9% al 17,4%), i “praticanti” (dal 18,1% al 15,4%) e i “non praticanti” (dal 23,1% al 20%). Cresce la quota di coloro che si dichiarano “credenti” ma che “non si identificano con la Chiesa” (dal 12,3% al 22,8%), dei “non credenti” (dal 18,7% al 21,8%) e degli appartenenti ad altre religioni (dal 2% al 3,1%).
Pur rimanendo alto l’interesse per la religione e i temi del sacro (per l’80%), questo risulta sempre meno legato all’appartenenza religiosa. Da notare inoltre il calo di chi definisce “alta” o “molto alta” la proprio fede (dal 41,1% al 31,8%) e il corrispondente aumento di chi invece la definisce “bassa” o “nulla” (dal 24% al 36%).

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Postato da polymita il Mercoledì, 21 aprile @ 11:31:40 CEST (60 letture)
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Ateismo e istruzione
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Quasi il 50% degli studenti di Oxford non crede in Dio e non appartiene ad alcuna religione, e addirittura il 57,3% del campione si dichiara ateo o agnostico. Una conferma dello stretto legame tra ateismo e istruzione? Non necessariamente, scrivono Lois Lee e Stephen Bullivant sul New Scientist. I dati vanno presi con le pinze, anche perché altre indagini mostrano che il numero di credenti in possesso di un alto livello di istruzione, nel Regno Unito, è comunque superiore a quello dei non credenti (ma quello di questi ultimi è comunque superiore alle media dei non credenti all’interno dell’intera popolazione). La conclusione degli autori è salomonica: i credenti possono essere contenti dell’assenza di uno stretto legame tra ateismo e istruzione, i non credenti del fatto che la loro presenza nella società è così significativa da essere ormai considerata “normale”.
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Postato da Polymita il Sabato, 06 marzo @ 11:39:40 CET (173 letture)
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Austria, calo-record dei fedeli cattolici
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "

Lo scorso anno 53.200 austriaci hanno formalizzato la propria fuoriuscita dalla Chiesa cattolica: il numero degli abbandoni è dunque aumentato, in un solo anno, del 31%. Lo rende noto l’agenzia Deutsche Press, rilevando come il numero dei fedeli cattolici sia calato dall’89% del 1961 al 66% attuale. Tra le possibili cause: le posizioni troppo rigide del Vaticano su aborto, omosessaulità e celibato dei preti; la nomina del vescovo ultraconservatore Gerhard Wagner, poi ritirata dopo le polemiche suscitate; la crisi economica ( i fedeli, e soltanto loro, sono tenuti a pagare le tasse alla propria chiesa)

[fonte: uaar.it]

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Postato da Polymita il Giovedì, 25 febbraio @ 08:00:00 CET (163 letture)
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Non credenti in crescita secondo il Rapporto Eurispes
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Secondo l’ultimo Rapporto Eurispes, il 10,7% della popolazione italiana si definisce agnostico, mentre il 7,8% si dichiara ateo. Solo quattro anni fa la stessa Eurispes stimava i cattolici italiani nell’87,8% della popolazione. Calano anche i praticanti: erano il 36,8% nel 2006, si dichiara ora tale il 24,4%. Il 60,1% della popolazione si è dichiarata favorevole all’esposizione del crocifisso, sulla fasariga della precedente rilevazione: ma rispetto a quattro anni fa è in aumento il numero di coloro che chiedono che non sia urtata la sensibilità di chi “professa altre fedi”.

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Postato da polymita il Martedì, 02 febbraio @ 09:32:28 CET (453 letture)
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Belgio, la crisi della Chiesa cattolica
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "


L’87% dei belgi è nato in una famiglia cattolica, ma solo il 60% della popolazione si dichiara oggi ancora fedele alla Chiesa di Roma: un cattolico su tre abbandona, strada facendo, la fede in cui è stato cresciuto. Sono alcuni dei dati pubblicati dal quotidiano Le Soir, che rimarca come i belgi che si dichiaravano cattolici erano il 65% nel 2005, il 68% nel 1990, il 72% nel 1980: -12% in trent’anni, -8% in vent’anni, -5% in cinque anni.
Le speranze della Chiesa belga sono da pochi giorni affidate a un nuovo arcivescovo, monsignor André Léonard. Le premesse non sono positive nemmeno in questo caso: appena il 17% dei cattolici, riporta ancora una volta Le Soir, lo giudica un “ottimo” oppure “buon arcivescovo”. Dopo aver dichiarato che “il preservativo può essere utile per qualcuno”, Léonard è già incappato nella prima gaffe, paragonando l’omosessualità all’anoressia.

[fonte: Uaar.it]

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Postato da Polymita il Venerdì, 29 gennaio @ 08:00:00 CET (548 letture)
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Chiesa, disastro in Francia
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
13/1/2010 - La stampa.

Un'inchiesta realizzata per conto del quotidiano "La Croix" offre un'imagine deludente per la Chiesa francese.

L’Istituto Ifop ha appena realizzato per il quotidiano “La Croix” un’inchiesta sul cattolicesimo in Francia. I risultati sono molto interessanti. 
Mentre nel 1965 l’81 per cento dei francesi si dichiaravano cattolici, nel 2009 questa categoria arrivava solo al 64 per cento. 
Nel 1965 il 27 per cento dei francesi andava a messa una volta alla settimana, e oggi (cioè nel 2009) i praticanti settimanali erano il 4,5 per cento.
 Sul piano dottrinale l’inchiesta ha rivelato che il 63 per cento dei cattolici praticanti stimano che tutte le religioni si equivalgano; il 75 per cento chiedono un “aggiornamento” della Chiesa sulla contraccezione e il 68 per cento chiede un aggiornamento sull’aborto.
 Il Papa: solo il 27 per cento dei praticanti considerano che Benedetto XVI difenda “piuttosto bene” “i valori del cattolicesimo”, mentre il 34 per cento pensa che li difenda “piuttosto male”.
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Postato da Polymita il Martedì, 19 gennaio @ 08:00:00 CET (57 letture)
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Indagine Itanes: politiche 2008 e appartenenza religiosa
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere ""
Postato da polymita il Venerdì, 18 settembre @ 09:06:08 CEST (61 letture)
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Cala la frequenza alla messa cattolica
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Forum Libertas, sito cattolico spagnolo, ha lanciato l’allarme sul futuro del cattolicesimo nella nazione iberica. I risultati di una recente inchiesta sociologica mostrano infatti che, sebbene il 76,1% della popolazione continui a dichiararsi cattolica, il 57,8% non va praticamente mai a messa, e solo uno spagnolo su sei frequenta assiduamente la funzione domenicale. Il problema è rappresentato soprattutto dai giovani: il maggior abbandono della pratica si registra tra i 13 e i 17 anni, tanto che solo il 6% della fascia compresa tra i 18 e i 24 anni va regolarmente a messa (contro un 9,3% che si dichiara esplicitamente ateo e un 25,2% che si dichiara non credente). Tre le cause individuate nell’editoriale: la scuola che non evangelizza; la carenza di offerta spirituale ai preadolescenti da parte delle istituzioni ecclesiastiche; la secolarizzazione delle famiglie.
La tendenza che emerge dall’inchiesta spagnola è peraltro in linea con le ultime inchieste italiane (cfr. Ultimissime dell’11 febbraio 2007 e dell’8 novembre 2007). Un’ulteriore conferma viene dalla diocesi di Senigallia, una cui inchiesta, di cui ha dato notizia il Corriere Adriatico, ha rilevato un calo della frequenza dal 26,50% al 21,40% in dieci anni. I frequentatori-tipo delle funzioni cattoliche, sostiene la diocesi, sono donne, pensionati e con un titolo di studio che si ferma alle scuole elementari.

[fonte: Uaar.it]

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Postato da Polymita il Lunedì, 27 luglio @ 08:00:00 CEST (92 letture)
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Statistiche cattoliche
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Le statistiche elaborate dal Vaticano, e diffuse attraverso l’Annuarium Statisticum Ecclesiae, continuano a suscitare diverse perplessità. Confrontando infatti l’asserito aumento di fedeli verificatosi, nel mondo, nel 2007 (+ 15.906.000) con l’asserito numero di battesimi (16.838.065) si ha una differenza, pari a 932.065 individui, che dovrebbe costituire il numero dei decessi*. Poiché al 31 dicembre 2006 l’asserito numero di fedeli era di 1.130.750.000, se ne deduce che il tasso di mortalità dei cattolici sarebbe stato dello 0,82 per mille: quello stimato dall’ONU, su tutta la popolazione del mondo, è invece del 9 per mille. I cattolici, secondo il Vaticano, avrebbero dunque una possibilità di vita superiore di undici volte circa alla media mondiale**.

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Postato da Polymita il Mercoledì, 01 luglio @ 08:00:00 CEST (70 letture)
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Studio USA: i più religiosi sono anche i più disposti a subire trattamenti aggre
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Una ricerca curata da Andrea Phelps, del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, ha indagato sulla propensione dei malati terminali di cancro a subire trattamenti aggressivi di fine vita, quali la ventilazione meccanica e la rianimazione. I risultati, recentemente pubblicati sul Journal of the American Medical Association, mostrano come siano proprio le persone caratterizzate da una più intensa fede religiosa con percentuali di circa il triplo rispetto a coloro che sono meno religiosi, a desiderare per sé tali trattamenti, miranti ad allungare quanto più possibile la loro vita. Gli studiosi hanno rimandato a ulteriori studi la determinazione dei meccanismi che stanno alla base di tale correlazione.

[fonte: uaar.it]

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Postato da polymita il Venerdì, 03 aprile @ 09:17:56 CEST (112 letture)
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L’ambigua opinione degli italiani sulla Chiesa cattolica
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Un sondaggio Demos & Pi, pubblicato oggi su Repubblica accompagnato da un’analisi di Ilvo Diamanti, riconferma l’ambivalente rapporto degli italiani con la religione cattolica. Da una parte largo dissenso verso le affermazioni di Benedetto XVI sul preservativo (contrari il 73,5%) e le posizioni del magistero sulle coppie di fatto (58,1%), il testamento biologico (78,7%), la fecondazione artificiale (l’80,1%); dall’altra una fiducia costante, benché non certo plebiscitaria, nei confronti del pontefice (dal 53,7% di due anni fa al 54,9% odierno) e della Chiesa (dal 59,2% del 2000 al 58,1% del 2008).

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Postato da polymita il Venerdì, 03 aprile @ 09:15:49 CEST (45 letture)
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USA: calano i cattolici, chiudono parrocchie
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Tutte le ultime inchieste sulla religiosità degli Stati Uniti forniscono dati convergenti: cresce il numero di chi non crede (tanto da spingere qualche commentatore a parlare dell’ateismo come di “un nuovo potere“); tra i credenti, cresce il numero di chi crede senza appartenere ad alcuna Chiesa; tra le Chiese, quella cattolica è l’organizzazione che subisce le perdite più pesanti, tamponate per ora dall’afflusso di immigrati di origine ispanica (provenienti da nazioni in cui, peraltro, il proselitismo evangelico si fa di giorno in giorno più aggressivo). Un articolo pubblicato sul sito della CNN illustra le conseguenze pratiche di tale disaffezione: negli stati in cui il cattolicesimo era tradizionalmente radicato si cominciano a chiudere molte parrocchie. La diocesi di Cleveland (Ohio), ad esempio, ne ha soppresse 29, mentre altre 41 saranno oggetto di fusione. Lo scandalo dei preti pedofili non è ovviamente estraneo al fenomeno in corso.

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Postato da polymita il Mercoledì, 01 aprile @ 08:50:34 CEST (43 letture)
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Eurispes: 6 italiani su 10 non hanno fiducia nella Chiesa
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere ""
Postato da polymita il Martedì, 03 febbraio @ 09:43:40 CET (32 letture)
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Sondaggio sull’eutanasia: gli italiani chiedono che la Chiesa non interferisca
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Un sondaggio realizzato da Demos, condotto su un campione di 1.300 persone, mostra come gli italiani non gradiscano i continui interventi delle gerarchie ecclasiastiche sui temi bioetici. L’83,2% del campione ritiene infatti che, in materia di eutanasia e di vita o di morte, la Chiesa debba “rivolgersi alle coscienze di ognuno e non influenzare le decisioni dello Stato”: solo il 12,4% sostiene che invece debba “intervenire e cercare di influenzare le decisioni dello Stato”. Il 51,5% si è inoltre dichiarato sempre o quasi sempre favorevole all’eutanasia, il 79,4% al testamento biologico. I contrari all’eutanasia sono in maggioranza soltanto tra gli elettori astenuti, tra gli elettori dell’UDC, tra i praticanti “assidui” dei riti religiosi e tra coloro che hanno un basso livello d’istruzione. La maggioranza del campione, infine, ha dichiarato che, qualora si trovasse nelle condizioni di Eluana Englaro, preferirebbe essere lasciata morire: solo il 19% ha risposto che vorrebbe essere tenuto comunque in vita.

[fonte: uaar.it]

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Postato da polymita il Martedì, 03 febbraio @ 09:42:12 CET (29 letture)
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Regno Unito: le religioni sono un fattore di divisione
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Sta forse per suonare il de profundis per il multiconfessionalismo britannico tanto caro a Tony Blair. Sei inglesi su dieci, infatti, secondo un sondaggio di cui dà notizia il Daily Mail, ritengono che sia la religione, e non l’origine etnica, a rappresentare un fattore di divisione. La percentuale è addirittura più alta tra le minoranze: lo pensa così, ad esempio, il 64% dei musulmani. Il 64% del campione si è inoltre dichiarato in disaccordo con l’affermazione che “le comunità devono essere lasciate libere di svilupparsi secondo linee separate anziché essere forzate a integrarsi”.

[fonte: Uaar.it]

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Postato da polymita il Martedì, 27 gennaio @ 09:52:40 CET (33 letture)
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Stati Uniti, la chiesa fai-da-te
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "23/1/2009 blog San Pietro e dintorni

Un'inchiesta rivela che la maggioranza dei cittadini USA prende convinzioni religiose dalle varie fedi e si costruisce il suo "set" personale.

 La maggioranza degli americani adulti prende qua e là e sceglie pezzetti di cose in cui credere per costruirsi una religione “customized” , come il desk topo del computer o lo schermo del cellulare, invece di adottare un sistema di credenze insegnato da una singola chiesa. E’ questa la conclusione di uno studio recente sulla religiosità d’oltre Oceano. Il 71 per cento degli americani (contro il 26 per cento) hanno dichiarato di essere più portati a sviluppare un proprio set di credenze religiose, piuttosto che accettare un “pacchetto” prefabbricato.
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Postato da polymita il Lunedì, 26 gennaio @ 09:36:17 CET (31 letture)
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Gran Bretagna: cresce l’incredulità anche tra gli anziani
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Un sondaggio sull’appartenenza religiosa promosso dall’organizzazione britannica per ultracinquantenni Saga e apparaso sul Daily Telegraph, che ha coinvolto 15.500 persone, mette in luce che anche tra gli anziani cresce l’incredulità. Circa un quarto degli over 50 infatti si dichiara non credente. Di contro, solo un altro quarto è a favore del mantenimento della Chiesa anglicana come istituzione.
Un altro dato importante che emerge, contrariamente all’opinione comune, è che gli ultracinquantenni inglesi tendono a credere e a pregare sempre meno man mano che invecchiano: per 1/5 la fede è meno salda di prima e per il 14% sono più forti i dubbi sull’esistenza di Dio.
Secondo Terry Sanderson, presidente della National secular Society, ciò è espressione “del modo in cui la società si sta generalmente muovendo”. Inoltre Sanderson fa notare come il particolare status di privilegio della Chiesa anglicana “diventi sempre più difficile da giustificare”: “Se anche le persone più anziane, che sono generalmente considerate il nocciolo duro dei fedeli, pensano che è tempo di cambiare, il governo dovrebbe prendere seriamente in considerazione una nuova impostazioni a livello istituzionale che rifletta meglio la realtà della nostra società”.

[fonte: uaar.it]

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Postato da polymita il Mercoledì, 21 gennaio @ 09:00:45 CET (132 letture)
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Usa: per i credenti si “salvano” anche i fedeli di altre religioni e gli atei
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Secondo una ricerca condotta dal Pew Forum su 2.905 persone l’estate scorsa, tra i credenti statunitensi si fa sempre più strada l’idea che anche le altre religioni come islam, cattolicesimo ed ebraismo (e persino il non credere in Dio) possano condurre alla vita eterna. A pensarla così è il 65% degli intervistati (con diverse fluttuazioni a seconda della confessione). Alla domanda se l’ateismo in particolare possa condurre alla vita eterna, i credenti rispondono di sì per il 42% (seppure il 46% di no). In generale, la visione esclusivista della fede perde seguito, per una idea più aperta e secolarizzata, che conduce in molti casi - di fatto - all’accantomento dei principi di base di una certa confessione religiosa.

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Postato da polymita il Sabato, 03 gennaio @ 12:04:21 CET (149 letture)
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Fede necessaria all’etica? Usa in linea con paesi non occidentali, Europa più se
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
E’ necessario credere in Dio per avere un’etica? Le recenti campagne di associazioni anglosassoni di non credenti (come lo slogan dell’American Humanist Association “Why believe in a god? Just be good for goodness’ sake”) hanno riaperto il dibattito. Il Pew Forum cerca di rispondere con una ricerca a livello internazionale, registrando le opinioni in merito a seconda dei paesi. Ciò che emerge è che negli Usa il 57% degli intervistati ritiene che sia necessario credere in Dio per avere una morale - risultato che si avvicina a quello dei paesi non europei, specie islamici (ma escludendo Cina e Giappone). Già in Canada tale percentuale cala al 30% ed in Europa occidentale invece l’opinione è ben diversa rispetto agli Usa: in Italia solo il 24% ritiene la fede necessaria all’etica, in Gran Bretagna il 22%, in Francia il 17, in Svezia il 10% (risultati tendenzialmente poco più alti si registrano in Europa orientale). Per il dettaglio, si considerino i dati del Pew Global Project Attitudes del 2007 (pag. 37), che contiene altri rilevamenti su questioni etiche e religiose.

[fonte: uaar.it]

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Postato da polymita il Lunedì, 29 dicembre @ 09:15:57 CET (141 letture)
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Regno Unito: previsioni nerissime per la pratica religiosa
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
La partecipazione ai riti cristiani, nel Regno Unito, è da alcuni anni in caduta verticale: in pratica, non più del 3% della popolazione parteciperebbe alle funzioni domenicali cattoliche o anglicane (cfr. Ultimissima del 24 dicembre 2007). Le chiese cristiane non vedono però ancora la fine del tunnel: al contrario, uno studio realizzato da una società, la Christian Research, non certo sospettabile di simpatie per l’ateismo, prevede che i partecipanti alla funzione domenicale anglicana diminuiranno, da qui al 2050, di un ulteriore 90%, riducendosi a sole 88.000 unità. Lo rende noto l’Observer.
I numeri sono sorprendenti, ma solo fino a un certo punto: rappresentano infatti una conferma degli studi realizzati negli scorsi anni da sociologi quali Steve Bruce (Christianity in Britain, R.I.P., 2001) e David Voas e Alasdair Crockett (Religion in Britain: Neither Believing nor Belonging, 2005).

[fonte: uaar.it]

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Postato da polymita il Venerdì, 26 dicembre @ 12:19:31 CET (40 letture)
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Nel 2007 nozze civili superano quelle religiose
Crux populi-Statistiche spike Scrivere "
Nel 2007, a Milano, si sono celebrati 3.959 matrimoni e sono stati registrati 2.074 divorzi: l’andamento vede una forte crescita dei divorzi, che erano 1.733 nel 2000. La media dell’età per sposarsi si aggira sui 38 anni per gli uomini e 35 per le donne (anche in questo caso, ci si sposa più tardi rispetto a qualche anno fa). I riti civili hanno ormai sorpassato di molto quelli cattolici (2.400 rispetto a 1.559), ribaltando la situazione rispetto al 2000 (dove rispetto a 2.349 matrimoni civili ve ne sono stati 2.781 in chiesa). In crescita anche le nozze tra stranieri, che passano da 171 nel 2000 a 428 nel 2007; stabili quelle miste (soprattutto con altri cittadini europei), che passano da 785 a 806 (ormai 1/5 del totale).
Secondo l’assessore dell’Anagrafe del comune, Stefano Pillitteri, si assiste ad una “mutazione antropologica” che si fa strada non solo a Milano, ma in tutta Italia, con matrimoni celebrati in età più tarda e con la crescita di quelli civili rispetto a quelli religiosi.
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Postato da Polymita il Sabato, 13 dicembre @ 21:11:11 CET (40 letture)
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Eurobarometro: l’importanza della religione è ormai in caduta libera
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
I dati dell’ultimo Eurobarometro, il periodico sondaggio condotto per conto della Commissione Europea nei paesi che fanno parte dell’Unione Europea, sono decisamente eloquenti: la religione, per i cittadini del vecchio continente, è un fenomeno ormai marginale. Un risultato particolarmente bruciante soprattutto per quelle confessioni, come la Chiesa cattolica, che hanno rivendicato per i ‘valori cristiani’ l’inserimento nel testo costituzionale.
Alla domanda su quali ritengono siano i tre valori che personalmente ritengono più importanti, gli europei hanno risposto, nell’ordine: la pace, i diritti umani, il rispetto per la vita umana, la democrazia, la supremazia della legge, la libertà individuale, l’eguaglianza, la tolleranza, la solidarietà, l’autorelizzazione, il rispetto per le altre culture e infine, al dodicesimo e ultimo posto, la religione, inserita nei tre valori più importanti da soltanto il 7 per cento del campione. Sui valori che meglio dovrebbero rappresentare l’Unione Europea il risultato è stato addirittura peggiore: solo il 3 per cento ha citato la religione. E, a sorpresa, gli italiani si sono mostrati più secolarizzati della media europea: solo il 2 per cento ha inserito la religione tra i valori che meglio rappresenterebbero l’UE, solo il 5 per cento ha inserito la religione tra i valori più importanti personalmente coltivati.

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Postato da Polymita il Martedì, 09 dicembre @ 09:46:35 CET (35 letture)
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Scozia, il matrimonio ‘ateo’ è di gran moda
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Nel 2007, i matrimoni celebrati in Scozia sono stati 29.866, in leggerissimo calo (meno 0,1%) rispetto all’anno precedente. Le cerimonie civili (15.840) ora superano però nettamente quelle religiose (14.381): lo scorso anno i dati erano pressoché identici. La diminuzione del numero dei matrimoni religiosi è costante: meno 6% nel 2005, meno 7% nel 2005, meno 4% nel 2007. Il calo è però ancora più significativo, perché da qualche anno matrimoni ‘religiosi’ con valore civile possono essere celebrati anche dalla Humanist Society of Scotland, l’equivalente scozzese dell’UAAR. Nel 2005 ne celebrarono 82, nel 2006 434, nel 2007 710. In tal modo la HSS si piazza già adesso al quarto posto nella ‘classifica’ delle organizzazioni celebranti, in cui primeggia la Chiesa di Scozia (presbiteriani), seguita dalla Chiesa cattolica e dagli anglicani: questi ultimi sopravanzano ora gli umanisti di sole 48 cerimonie.

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Postato da Polymita il Mercoledì, 05 novembre @ 08:00:00 CET (45 letture)
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Suore: pesante calo delle vocazioni
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Nel processo di tendenziale calo delle vocazioni, è necessario prendere in considerazione anche quello delle suore. Gli ultimi dati sono del 2001: 627 congregazioni che riunivano 81.723 religiose. Nel 1988 c’erano invece 121.183 religiose distribuite in 645 congregazioni: si parla di 1/3 delle suore in meno in soli 13 anni. La segreteria generale dell’Usmi (Unione superiore maggiori d’Italia) sta preparando un nuovo censimento per l’anno prossimo e si ammette nell’ambiente che verrà registrato un ulteriore calo. Per quanto riguarda la situazione anagrafica, si nota una età media molto alta: il 21% è composto da settantenni, una buona metà di sessantenni, solo il 17% tra i 40 e i 60 e un magro 7% ha meno di 30 anni.
Il calo delle vocazioni delle italiane viene ormai in parte colmato da straniere, in particolare indiane, africane e sudamericane. Si assiste inoltre ad una progressiva scomparsa delle suore negli ospedali.
Questo processo di contrazione genera problemi organizzativi e soprattutto di gestione delle numerose proprietà immobiliari delle congregazioni di suore, tanto che si assiste alla loro vendita o riconversione in attività spesso appaltate a laici (come case di riposo, convitti o scuole).
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Postato da Polymita il Martedì, 04 novembre @ 08:00:00 CET (44 letture)
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Elezioni Usa: sondaggi su legame tra voto e appartenenza religiosa
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Una recente ricerca del Pew Forum, istituto di sondaggi e rilevazioni Usa specializzato in analisi su questioni politico-religiose, mette in luce le possibili tendenze dell’elettorato (suddiviso per appartenenza religiosa) in vista delle prossime elezioni. In particolare, emerge come gli evangelici bianchi siano per il 67% schierati con McCain, mentre i restanti con Obama (anche se si assiste, rispetto a questa estate, ad un discreto recupero del candidato democratico, seppure sia difficile parlare ormai di un rimonta che possa impensierire McCain). Sul dato globale dei protestanti statunitensi “medi” si notava in precedenza un maggiore sostegno a McCain, ribaltatosi di recente a favore di Obama (48% contro il 43%). Tra i protestanti neri il sostegno ad Obama è prevedibilmente schiacciante fin dall’inizio della campagna (94% contro il 2% a McCain per quanto riguarda l’ultimo dato). Tra i cattolici non ispanici, si assiste al sorpasso di Obama su McCain - seppure di recente ridimensionatosi (49% contro 41%). Tra i non appartenenti a nessuna religione, Obama ha un vantaggio consolidato su McCain: si parla di 2/3 di sostenitori per il candidato democratico.
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Postato da Polymita il Domenica, 02 novembre @ 20:12:12 CET (45 letture)
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Chiesa cattolica in difficoltà in Argentina
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Secondo uno studio realizzato dal Consiglio Nazionale delle Investigazioni Scientifiche e Tecniche (Conicet), insieme a quattro università del paese, i cattolici argentini sarebbero scesi dal 90% di cinquant’anni fa al 76,5% attuale. Risultano invece in forte crescita i pentecostali (7,9%), mentre i non appartenenti ad alcuna religione sarebbero ora l’11,3%: la crescita dei primi, secondo l’inchiesta, è fortissima tra coloro con un basso livello di studi, mentre i secondi sarebbe numerosi soprattutto tra i laureati.
Il declino è più marcato per quanto riguarda la pratica religiosa: la percentuale di coloro che hanno dichiarato di non partecipare mai a cerimonie religiose (26,8%) è già superiore a quella di chi partecipa “molto frequentemente” (23,8%).

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Postato da polymita il Venerdì, 29 agosto @ 15:53:31 CEST (77 letture)
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Sondaggio-choc nel Regno Unito: i giovani islamici si radicalizzano
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Quasi un terzo degli universitari britannici di religione islamica giustifica l’assassinio compiuto in nome di Allah e si dichiara favorevole a ripristinare il califfato; il 40 per cento supporta l’introduzione della sharia; il 54 per cento vorrebbe un partito islamico; solo uno su quattro pensa che uomini e donne siano eguali, e che gli omosessuali debbano essere rispettati. Sono i risultati di un’inchiesta condotta dal Centre for Social Cohesion. Il sondaggio è stato criticato da Wes Streeting, presidente della Unione nazionale degli studenti, che l’ha definito “‘disgustoso’: le domande erano fuorvianti, e le risposte sono state interpretate altrettanto male”.

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Postato da polymita il Lunedì, 28 luglio @ 19:41:42 CEST (73 letture)
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Cala il dato ‘ufficiale’ dei cattolici italiani
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Per la prima volta la percentuale di cattolici rivendicata dal Vaticano per l’Italia scende sotto il 96%: il 95,88%, per la precisione. E’ quanto si legge consultando l’ultima edizione dell’Annuarium Statisticum Ecclesiae, i cui dati sono riferiti al 31 dicembre 2006. Cinque anni prima il ‘dato’ era del 97,01%. In calo anche i battesimi: 443.445 nel 2006, a fronte di 560.010 nuovi nati (fonte Istat). La percentuale è in questo caso del 79.19%: cinque anni prima era dell’85,31%.
Un’analisi sull’attendibilità delle statistiche cattoliche è disponibile su questo sito.

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Postato da polymita il Martedì, 15 luglio @ 09:00:00 CEST (90 letture)
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Guarigione divina per un terzo degli americani
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DALLAS - Improvvisamente vi sentite meglio? Se siete americani c'è una possibilità su tre che vi siate imbattuti in una guarigione divina.È una delle scoperte fatte dalla seconda parte di uno studio sul panorama religioso negli Stati Uniti ("U.S. Religious Landscape Survey"), pubblicato dal Pew Forum on Religion & Public Life. La prima parte della ricerca - un sondaggio condotto nel 2007 che ha coinvolto più di 35mila adulti in tutto il paese - è stata diffusa qualche mese fa.«Un terzo del totale degli americani (34%) ha detto di essere stato oggetto o testimone di una guarigione divina da una malattia o un infortunio», rivela il sondaggio.«Lo hanno dichiarato in particolare i mormoni (69%). Anche la metà dei membri di chiese evangeliche e di chiese storicamente afroamericane (54%) ha dichiarato di aver vissuto o di essere stato testimone di guarigioni divine».Tra le chiese di tradizione afroamericana ed evangeliche, sono i membri delle chiese pentecostali i più propensi a dichiarare di aver avuto questo tipo di esperienze, secondo i risultati della ricerca.L'inchiesta ha rilevato l'alto tasso di religiosità che attraversa l'intero paese. Ad esempio, il 71% degli americani si dichiara «assolutamente certo» dell'esistenza di Dio e il 39% partecipa a una funzione religiosa almeno una volta a settimana. Quasi un terzo degli americani adulti ha poi dichiarato di aver avuto «risposte precise» a specifiche richieste fatte attraverso la preghiera almeno una volta al mese.

da: it.reuters.com
data: 24 giugno 2008

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Postato da polymita il Lunedì, 30 giugno @ 09:57:39 CEST (81 letture)
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Gli atei? Sono più intelligenti dei credenti
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L'indagine del professore di psicologia Richard Lynn giunge a conclusioni controverse e destinate a provocare aspre discussioni.

"O si pensa o si crede” diceva Arthur Schopenhauer. Deve essersi ispirato a questa massima Richard Lynn, il settantottenne professore emerito britannico che ha recentemente lanciato una delle sue provocazioni: non credere in Dio e nei dogmi religiosi rende più intelligenti.
Lynn, professore di psicologia dell’Università di Ulster sta mettendo in subbuglio il mondo accademico e non solo, per via di una tesi, a dir poco eretica, blasfema.

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Postato da polymita il Venerdì, 20 giugno @ 09:00:00 CEST (69 letture)
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GB: non credi in Dio? Sei più intelligente
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Più si è intelligenti meno si crede in Dio: è quanto ha concluso uno studio condotto da Richard Lynn, professore emerito dell’Ulster University - già al centro di ricerche ’spinose’ come, ad esempio, la relazione tra intelletto, sesso e razza. Secondo Lynn, sempre più spesso l’intellighenzia nazionale britannica si considera atea: un fenomeno che si spiega con l’aumento dell’intelligenza avvenuto nel secolo passato. Ma non solo. “Perché pochissimi professori universitari credono in Dio rispetto alla media della popolazione?”, chiede Lynn. “Io credo sia solo una questione di Quoziente Intellettivo, e gli accademici, in media, hanno un QI più alto degli altri”. E’ più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago che chi ha un alto Quoziente Intellettivo creda nel regno de Cieli, insomma. Una visione che sembra confermata dal dato statistico: mentre il 68,5% dei britannici si definisce ‘credente’, la percentuale scende a 3,3 fra i membri della ‘Royal Society’. Le conclusioni della ricerca di Richard Lynn verranno pubblicate dalla rivista ‘Intelligence’

Fonte: ANSA

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Postato da polymita il Sabato, 14 giugno @ 22:40:00 CEST (115 letture)
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Sacerdoti, pochi e anziani
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[…] Per dare l’idea: all’inizio del Novecento, in Italia, c’erano 68.848 sacerdoti per 33 milioni di abitanti; ora che siamo 57 milioni i preti sono più che dimezzati. E se oggi non è facile, fare il prete in futuro lo sarà ancora meno. I sacerdoti in Italia hanno un’età media di sessant’anni e un’anzianità di servizio di trentatré. La metà è stata ordinata prima del ’67, cioè prima che entrassero in vigore le riforme del Vaticano II. Con 31.179 sacerdoti diocesani e 25.817 parrocchie si arriva a poco più di un prete (il rapporto è 1,19) per parrocchia compresi gli anziani— un prete su otto viaggia sugli ottanta —, e in regioni come Emilia, Abruzzo, Molise, Toscana e Liguria ci sono da tempo più campanili che sacerdoti. Ma potrebbe andare peggio: è «praticamente certo» che ci sarà un quarto di preti in meno, «ma in alcune regioni un terzo», nel giro di quindici anni. Così, in proiezione ventennale, si calcola ne La parabola del clero, un’approfondita ricerca curata dal sociologo Luca Diotallevi e promossa dalla Cei con la Fondazione Giovanni Agnelli. L’indagine offre uno scenario che, a «ordinazioni costanti», passa dai 32.970 preti del 2003 ai 25.407 del 2023, meno 22,9 per cento, con punte sul 40 dal Piemonte alle Marche. […]


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Postato da polymita il Giovedì, 22 maggio @ 10:15:44 CEST (77 letture)
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UE - Italia ultima per divorzi, terzultima per matrimoni
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L’Italia e’ il paese europeo in cui si divorzia meno, ad esclusione di Malta, dove dire addio al proprio coniuge addirittura non e’ legale. Lo rivela l’Istat, che oggi ha presentato il Volume “100 statistiche per il Paese”. Dati alla mano, in Italia solo 8 persone ogni 10.000 vanno dal giudice per rompere il loro matrimonio. Sono il doppio in Spagna ed il triplo in Germania. A guidare la classifica europea la Lituania con oltre 30 divorzi ogni 10.000 abitanti. Se si guarda il dato assoluto pero’ si scopre che in Italia, in 10 anni, i divorzi sono aumentati del 74% e negli ultimi cinque del 17,4%. Le regioni italiane in cui ci si lascia di piu’ sono la Liguria, che nel 2005 ha fatto registrare oltre 20 divorzi ogni 10.000 abitanti, il Lazio (19,6) e il Piemonte (18,4). All’ultimo posto la Calabria, con 7 divorzi. Se sono pochi in Italia i matrimoni che finiscono, sono pochi pero’ anche quelli che cominciano: solo in Slovenia e in Lussemburgo ci si sposa meno che nel Belpaese. Il tasso di nuzialita’ e’ stato infatti nel 2006 di 4,1 matrimoni ogni 1.000 abitanti contro una media Ue di 4,9. Inoltre tra il 2001 e il 2006 il numero complessivo di unioni ha subito un calo del 7,8%. Ma il discorso cambia se si considerano solo le cerimonie celebrate con il rito civile: in questo caso, nei cinque anni, c’e’ stato un aumento del 14%.


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Postato da polymita il Domenica, 11 maggio @ 09:43:07 CEST (1125 letture)
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Gli italiani non leggono la Bibbia
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La Bibbia sconosciuta. È il libro più tradotto (2454 lingue diverse) e diffuso al mondo eppure l’86% degli italiani ignora completamente le Sacre Scritture e, in materia di fede, non ha alcuna nozione di base. Appena uno su quattro ha letto nell’ultimo anno un brano biblico (negli Usa, due su tre) e solo una piccola minoranza sa se i Vangeli sono parte della Bibbia, se Gesù ha scritto libri della Bibbia, chi tra Mosé e Paolo era un personaggio dell’Antico Testamento e chi ha scritto un vangelo tra Luca, Giovanni, Paolo e Pietro. Secondo la ricerca-choc commissionata all’Eurisko dalla Commissione biblica cattolica e presentata ieri in Vaticano dai vescovi Paglia e Ravasi e dagli accademici Cacciari e Diotallevi, la Bibbia in casa c’è, peccato che quasi nessuno la apra, la legga, la mediti.
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Postato da polymita il Domenica, 04 maggio @ 09:00:00 CEST (77 letture)
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Crisi delle confessioni
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[…] Sulla confessione si cambia. L´annuncio arriva dalla Penitenzeria apostolica della Santa Sede che col suo vescovo reggente Gianfranco Girotti lancia un vero e proprio ‘grido di allarme’ per la ‘grande crisi’ in cui versa il sacramento della penitenza, quantificabile in circa il 60 per cento di fedeli che negli ultimi anni si sarebbero allontanati dai confessionali. Se ne sta discutendo in Vaticano da lunedì scorso in un simposio a porte chiuse i cui lavori si concluderanno domani mattina. ‘Dopo le vocazioni e il matrimonio, anche il sacramento della penitenza deve confrontarsi con un periodo di crisi che si acuisce sempre più e comincia addirittura a varcare le soglie dei seminari, dei collegi e degli istituti ecclesiastici’, scrive l´Osservatore Romano presentando il corso. I dati citati dal giornale vaticano risalgono ad una ‘ricerca fatta dall´università Cattolica, piuttosto datata, ma ugualmente significativa ancora oggi perché la situazione attuale non è migliorata, anzi…’. Secondo l´indagine, ‘per il 30 per cento dei fedeli non è necessaria la presenza dei preti nei confessionali; il 20 è in difficoltà a parlare di cose personali con un estraneo; per il 10 il sacerdote impedirebbe persino il contatto diretto con Dio’. Altri ancora ‘si lamentano del modo di confessare di alcuni sacerdoti’. Da qui la necessità sollevata da monsignor Girotti di ‘preparare’ con più attenzione i sacerdoti confessori. […]


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Postato da polymita il Venerdì, 25 aprile @ 16:29:24 CEST (55 letture)
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Epilessia, malattia demoniaca
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Incredibile, ma vero: il 6% degli italiani, a tutt’oggi, pensa che l’epilessia sia dovuta al sovrannaturale. Addirittura c’è chi ritiene che possa essere legata a una possessione demoniaca. Tra questi anche il 4% degli studenti universitari. È il quadro che emerge da un’indagine demoscopica della Lice (Lega italiana contro l’epilessia).

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Postato da polymita il Lunedì, 21 aprile @ 09:00:00 CEST (56 letture)
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Il Vaticano: più musulmani che cattolici
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I dati dell'Annuario della Santa Sede. «Ma con il calcolo di tutti i cristiani siamo maggioranza»

Il sorpasso ammesso per la prima volta. «Colpa della scarsa natalità»


ROMA — Il Vaticano lo ha ammesso ufficialmente per la prima volta: i cattolici hanno ceduto la prima posizione ai musulmani. Uno dei motivi è che questi ultimi fanno più figli. Già lo scorso anno il World Christian Database, un istituto americano specializzato nello studio dei trend religiosi, lo aveva anticipato. La Santa Sede non si è fidata e ha voluto fare le sue verifiche. Ora ha dovuto prenderne atto: un miliardo e 322 milioni di musulmani rappresentano il 19,2% della popolazione mondiale, un miliardo e 130 milioni di cattolici il 17,4%.

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Postato da polymita il Martedì, 01 aprile @ 09:00:00 CEST (55 letture)
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How many nonbelievers?
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Surveys may be undercounting the number of atheists and agnostics in the U.S.
By John Allen Paulos
March 4, 2008
Are there more atheists and agnostics in this country than is commonly supposed? Two studies -- last week's U.S. Religious Landscape Survey from the Pew Forum and one published two years ago -- suggest so.

The 2006 study from the University of Minnesota does not examine the question of how many non- believers there are but rather makes clear the troubling depth of Americans' distrust of them. Asked whether they would disapprove of a child's wish to marry an atheist, 47.6% of the 2,000 randomly selected people interviewed said yes. When asked the same question about Muslims and African Americans, the respondents' "yes" responses fell to 33.5% and 27.2%, respectively, and the responses dealing with Asian Americans, Latinos and other groups were lower.
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Postato da polymita il Giovedì, 13 marzo @ 09:00:00 CET (155 letture)
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Giovani, cattolicamente scorretti
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Il blog “Diritto di Cronaca” di Flavia Amabile sul sito de La Stampa riporta alcune cifre del Censis (del 2002) sull’adesione religiosa dei giovani, che possono farci riflettere.

Si dichiarerebbero “cattolici” (almeno come vaga appartenenza), il 73,8% dei ragazzi: ma, se andiamo a vedere meglio, coloro che credono in Gesù Cristo calano al 64,9%, mentre quelli “cattolici-cattolici” (che credono nella dogmatica e che riconoscono l’autorità della Chiesa) crollano al 30,5%: gli altri credenti hanno eufemisticamente “alcune perplessità rispetto alla dottrina.”


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Postato da polymita il Mercoledì, 05 marzo @ 09:00:00 CET (65 letture)
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Sondaggio: otto americani su dieci sono cristiani
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NEW YORK - Otto americani su dieci, ovvero l'82% circa, si identificano con la religione cristiana. E' quanto risulta da un sondaggio messo a punto da Gallup nel corso del 2007.


Tra coloro che si definiscono cristiani, il 51% è protestante, il 5% appoggia altre religioni cristiane poco definite, il 23% è cattolico e il 2% appoggia la fede dei mormoni.
A fronte dell'82% di chi si reputa in generale cristiano, l'11% degli americani non si identifica con alcuna religione, mentre il 2% dei partecipanti al sondaggio ha preferito non rispondere.

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Postato da polymita il Lunedì, 31 dicembre @ 09:00:00 CET (66 letture)
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Bimbi in provetta, boom di viaggi all'estero
Crux populi-Statistiche falco666 Scrivere "Dopo neppure tre anni dalla legge 40 sulla Procreazione Assistita, le coppie italiane con problemi di fertilità che vanno all'estero sono cresciute di quattro volte. Secondo un'indagine effettuata per il secondo anno dall'Osservatorio sul turismo procreativo su 27 centri tra Europa e Stati Uniti, negli ultimi dodici mesi le coppie trattate sono state 4.173: prima della legge 40 erano soltanto 1066. Un aumento considerevole, e un business colossale.

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Postato da polymita il Domenica, 23 dicembre @ 09:00:00 CET (66 letture)
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Il 90% degli stupri commesso da italiani
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Una ricerca dell'Istat sfata molti luoghi comuni sui reati a sfondo sessuale
Secondo i dati resi noti dall'istituto solo il 10% delle violenze arriva da stranieri

Il rischio maggiore da familiari e conoscenti


ROMA - Non sono immigrati ma italiani i responsabili della piaga della violenza sulle donne nel nostro Paese. Secondo le stime dell'Istat, non più del 10% degli stupri commessi in Italia è attribuibile a stranieri, contro un 69% di violenze domestiche commesso a opera di partner, mariti e fidanzati. Dati che fanno crollare d'un colpo il luogo comune che associa l'immigrazione a una diminuzione della sicurezza nelle città italiane.
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Postato da polymita il Giovedì, 13 dicembre @ 09:00:00 CET (67 letture)
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Studio su donne separate - la maggioranza ne esce in modo indolore
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Sono circa 2 milioni e mezzo, di cui il 31,7% separate legalmente, il 30% divorziate, il 26,3% separate illegalmente e il 12% coniugate dopo il divorzio. […] Questo l’ identikit delle «separate» italiane, spesso intraprendenti che sono capaci di ricostruirsi una vita e di coltivare interessi e passioni (secondo i dati Istat).
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Postato da polymita il Giovedì, 29 novembre @ 09:00:00 CET (60 letture)
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La Francia non è più cattolica
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La Francia non dovrebbe più essere considerata un paese cattolico, stando ai risultati di un sondaggio pubblicato su “Le Monde des Religions”. Il sondaggio evidenza un declino considerevole nel numero di francesi che si identificano come cattolici: dall’80 per cento di 15 anni fa si è passati al 51% odierno. Di questo 51%, peraltro, solo il 10% va regolarmente a messa. Per contro, gli atei sono ora il 31%.

Fonte (in inglese): Catholics World News 11/1/2007

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Postato da polymita il Giovedì, 29 novembre @ 09:00:00 CET (70 letture)
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Violenze sessuali - il 90% non denuncia
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09 ott 20:47

BOLOGNA - Il 90% delle vittime di violenza sessuale non la denuncia. Lo rivela l'Istat. I dati verranno dibattuti al convegno internazionale 'Ricatti e Riscatti: al lavoro contro la violenza', in programma il 12 e 13 ottobre all'Oratorio San Filippo Neri di Bologna, organizzato dalla 'Casa delle Donne per non subire violenza' e dalle consigliere provinciali di parita' Barbara Busi e Rosa Maria Amorevole. Secondo i dati e' stata molestata almeno una volta nella vita il 55% delle donne italiane, stupri e tentati stupri accadono di piu' nelle aree metropolitane del Nord-Est, meno al Sud e nelle Isole, dove sono piu' diffusi pedinamenti, molestie in strada e sugli autobus. L'autore dei tentativi e' un amico nel 23,5% dei casi, un collega o il datore di lavoro nel 15,3%, il fidanzato o un ex nel 6,5%, il marito o l'ex nel 5,3%, estranei nel 18,3%. (Agr)

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Postato da polymita il Mercoledì, 28 novembre @ 09:00:00 CET (84 letture)
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Risposta a Le contraddizioni dietro il bisogno di spiritualità
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From donquixote@tiscalinet.it Fri Nov 02 22:06:29 2007
Newsgroups: it.cultura.cattolica
Subject: Re: Le contraddizioni dietro il bisogno di spiritualità
Date: Fri, 2 Nov 2007 22:06:29 +0100
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"Polymita" ha scritto nel messaggio
news:g7rei3lttje3m14gi5d8dhd0u774o56p2g@4ax.com...
Analisi di Franco Garelli su La Stampa, 30 ottobre 2007

L'ombra dell'ignoranza e del disinteresse religioso sembra calare sull'Italia di oggi, uno dei Paesi più «cattolici» del mondo e in cui la Chiesa gioca un ruolo di primo piano nel dibattito pubblico. Il 70% degli italiani non ha mai letto, in vita sua, i quattro Vangeli e 1'82% non ha mai preso in mano un libro di argomento religioso nell'ultimo anno.

E questo dimostra appunto che l'Italia è uno dei Paesi più cattolici del mondo...
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Postato da polymita il Lunedì, 26 novembre @ 09:00:00 CET (63 letture)
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Sondaggio: 53% cattolici ritiene interventi Chiesa “non corretti”
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“Non corretti”. Cosi’ il 53% dei cattolici italiani, intervistati da Swg, definisce gli interventi delle autorita’ ecclesiastiche, e in particolare di alcuni Cardinali, nel dibattito politico, sostenendo alcune leggi o determinati orientamenti politici. Per il 47% dei cattolici intervistati, invece, l’intervento e’ corretto. Scomponendo il dato, non e’ corretto per il 71% dei cattolici elettori del centrosinistra, scende al 39% per i cattolici dello schieramento avverso, il centrodestra. E’ quanto emerge da un sondaggio, realizzato da Swg per i Cristiano sociali, nel periodo 19-24 settembre 2006. […] Solo il 26% dei cattolici praticanti si fida “molto o abbastanza” dei partiti, a fronte del 55% che se ne fida “poco” e del 19% che non se ne fida affatto.

Fonte: Repubblica.it

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Postato da polymita il Domenica, 25 novembre @ 09:00:00 CET (61 letture)
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Gli italiani ammettono: discriminiamo i gay
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Gli italiani, piu’ di quanto ammettano gli altri cittadini europei, ritengono che nel loro paese siano diffuse discriminazioni in base all’origine etnica, all’orientamento sessuale e all’handicap. Lo rileva un sondaggio Eurobarometro reso oggi dalla Commissione Ue in occasione della presentazione dell’anno europeo delle pari opportunita’ per tutti. Secondo il sondaggio, realizzato intervistato un campione di persone tra il giugno e il luglio scorso, in Italia il 77% degli intervistati (64% in Ue) ha detto di ritenere che nel loro paese ci siano discriminazioni in base all’etnia, il 73% per l’orientamento sessuale (50% in Ue) e il 68% (53%) anche per la disabilita’. In questi ultimi due casi la percentuale registrata in Italia e’ la piu’ alta nei 25 paesi Ue. Inoltre, il 62% degli italiani (44% in Ue) afferma nel loro paese e’ diffusa anche la discriminazione in base alla religione. […]

Fonte: GayNews

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Postato da polymita il Mercoledì, 21 novembre @ 09:00:00 CET (67 letture)
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[s] IN CALO LE CREDENZE RELIGIOSE.
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( Dal Bollettino dell’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”).
Direttore Avv. Bruno Segre – Direz . 11 via Consolata – 10122 Torino. Tel. 5212000.
Un numero sempre crescente di persone oneste e responsabili non s’interessano più di religione. Persino nell’America Latina la percentuale dei cattolici che frequentano le chiese oscilla tra il 15 e il 20 per cento.
In Italia nel 2005 gli studenti che non hanno seguito l’ora di religione sono passati dall’11,7 al 37%. Tale statistica non dipende dalla presenza in classe dei ragazzi appartenenti ad altre religioni, ma da una scelta delle famiglie.
Parimenti aumentano i bambini che non vengono fatti battezzare dai genitori che si giustificano dicendo che decideranno loro da grandi.
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Postato da polymita il Martedì, 20 novembre @ 09:00:00 CET (67 letture)
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Le statistiche della chiesa cattolica
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "ITALIA, 07:03:00

2007-10-22 Città del Vaticano (Agenzia Fides) –
In vista della Giornata Missionaria Mondiale, celebrata il 21 ottobre, come di consueto l’Agenzia Fides ha presentato alcune statistiche scelte in modo da offrire un quadro panoramico della Chiesa nel mondo. Le tavole sono tratte dall’ultimo «Annuario Statistico della Chiesa» pubblicato (aggiornato al 31 dicembre 2005) e riguardano i membri della Chiesa, le sue strutture pastorali, le attività nel campo sanitario, assistenziale ed educativo. Tra parentesi viene indicata la variazione, aumento (+) o diminuzione (-) rispetto all’anno precedente.
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Postato da polymita il Domenica, 18 novembre @ 09:00:00 CET (58 letture)
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Le contraddizioni dietro il bisogno di spiritualità
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "di Alessandro Renzo/ 30/10/2007

L’ombra dell'ignoranza e del disinteresse religioso sembra calare sull'Italia, uno dei Paesi più "cattolici" del mondo e in cui la Chiesa gioca un ruolo di primo piano nel dibattito pubblico. Un sondaggio di Coesis Research per Edizioni San Paolo.

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Postato da polymita il Domenica, 18 novembre @ 09:00:00 CET (67 letture)
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Sette italiani su dieci non hanno mai aperto il Vangelo
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
L’«apostola degli ultimi» Madre Teresa è di gran lunga l’autore religioso più letto in un Paese in cui solo una persona su sei conosce i Vangeli e quasi tutti fanno coincidere l’attenzione alla spiritualità con l’aiuto ai bisognosi. La fede, dunque, come forma di solidarietà, la Chiesa come la Caritas. A tracciare un inedito rapporto sulla fede è «Gli Italiani e i libri religiosi», l’indagine eseguita da «Coesis research» per l’editrice San Paolo. Ne emerge, tra l’altro, che i giovani scelgono i libri di Ratzinger mentre le persone più mature preferiscono quelli del cardinale Carlo Maria Martini, patrono appunto dei «cattolici adulti».
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Postato da polymita il Giovedì, 15 novembre @ 09:00:00 CET (70 letture)
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La famiglia uccide più della mafia
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Un morto ogni due giorni, 1.200 vittime in cinque anni: la famiglia italiana uccide piu’ della mafia, della criminalita’ organizzata straniera e di quella comune. E quello che dovrebbe essere il luogo piu’ sicuro, la casa, si trasforma invece nel posto a piu’ elevato rischio: su dieci omicidi avvenuti nel 2005 nella sfera familiare, sei sono stati commessi tra le mura domestiche. La fotografia emerge dal rapporto Eures-Ansa 2006 ‘’L'omicidio volontario in Italia'’. […]

Il testo integrale del lancio d’agenzia, ricco di dati interessanti, è stato pubblicato sul sito ANSA

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Postato da polymita il Lunedì, 12 novembre @ 09:00:00 CET (63 letture)
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Sondaggio choc: solo il 62% degli italiani si definisce credente in Dio
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Un’indagine demoscopica è stata organizzata a fine anno da Harris Poll per conto del Financial Times. Il sondaggio è stato condotto negli USA e nelle cinque più importanti nazioni dell’Unione Europea (Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Italia). I risultati sono sorprendenti.

L’inchiesta mostra un’accentuazione del processo di secolarizzazione nel mondo occidentale. Per quanto riguarda il nostro paese, pur mostrando il consueto ritardo verso le nazioni vicine, i risultati sono sorprendenti. Alla domanda “A proposito della religione, lei direbbe di essere…?”, solo il 62% del campione ha risposto: “un credente in qualsiasi forma di Dio o Essere supremo”. Il 20% ha risposto di essere “agnostico (una persona che è scettica sull’esistenza di Dio ma che non è atea)”, il 7% “ateo (una persona che nega l’esistenza di Dio”, il 3% si è dichiarato insicuro e l’8% ha preferito non dirlo.


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Postato da polymita il Lunedì, 12 novembre @ 09:00:00 CET (59 letture)
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Sondaggio: cattolici più laici del prevedibile
Crux populi-Statistiche Admin2 Scrivere "
Si’ ad una legge che riconosca legalmente le coppie di fatto eterosessuali. Si’ ad una legge che, a determinate condizioni, consenta l’eutanasia. Si’, infine, alla legge del ‘78 sull’aborto, definita “una buona legge”. Dubbi e perplessita’, invece, sulla legge 40 sulla fecondazione assistita, che viene condivisa “soltanto su alcuni punti”. E’ il pensiero dei cattolici italiani, cosi’ come emerge da un’indagine condotta da Swg e commissionata dai Cristiano Sociali. […] Analizzando i dati sull’eutanasia, emerge che il 35% del totale dei cattolici (praticanti e saltuari) intervistati e’ a favore di una legge sull’eutanasia, mentre il 40% e’ a favore ma “dipende dalle condizioni”, e solo il 25% si dice contrario.
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Postato da polymita il Lunedì, 12 novembre @ 09:00:00 CET (64 letture)
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